Un Europa dal basso, della partecipazione e del civismo, che cresca ponendosi in connessione attraverso la rete.

Da decenni parliamo dell’importanza dell’Europa per le regioni del sud, pensando ai fondi comunitari: una spesa spesso disfunzionale e sottoutilizzata. Come dimostra l’emorragia che investe il Sud, il suo sbilanciamento generazionale, l’abbandono dei territori. Le differenze tra le diverse regioni d’Europa sono forti, e sono aumentate da l’inizio del millennio.

A l’origine dell’aumento di questo divario c’è la concentrazione delle attività produttive e dell’innovazione essenzialmente nelle aree urbane.

Il sogno europeo è un sogno grande ma può davvero realizzarsi solo se ci riguarda tutti: dalla grande città al piccolo comune. Tutta l’Italia è Europa!

“L’ Europa è stato il posto migliore dove nascere negli ultimi 50 anni”. Noi siamo portatori di valori e tradizioni di una grande democrazia liberale, moderna, europea, che costituiscono la comune matrice culturale e politica del Movimento Civico Massa Critica Ionio. E’ una Comunità che non accetta di veder cambiare la nostra Repubblica in una “democrazia illiberale”, come è accaduto a Budapest o a Varsavia. E’ una Comunità che cerca spazi civici di azione e di socializzazione per poter resistere efficacemente a questo tentativo. Solo la “società aperta” può risolvere i problemi dei ceti più popolari meglio del protezionismo perché solo facendo ripartire crescita e sviluppo è possibile garantire equità sociale. Se invece si alzano muri, ci sarà sempre un momento in cui i poveri, per paura di essere aggrediti dai più poveri, si troveranno dalla parte sbagliata del muro. Solo l’Europa può darci la capacità di agire nel mondo, a fronte delle grandi sfide di oggi. Solo l’Europa può assicurarci una “sovranità reale”, ossia la capacità di stare nel mondo per difendere i nostri valori e i nostri interessi. E allora, “Il solo modo per garantire il nostro avvenire è la rifondazione di un’Europa sovrana, unita, democratica”. Per questo le nostre prime scelte sono state quelle di aderire all’Unione dei Federalisti Europei e al Manifesto per “Un Nuovo Rinascimento Europeo” di Emmanuel Macron.

L’Europa è la nostra scelta! La scelta di cittadini che meritano un Europa rifondata che moltiplichi sicurezze, protezioni e opportunità ad una società impaurita e sfiduciata.

L’idea di riformismo liberale, progressista ed europeista è oggi l’unico argine possibile al populismo. Far sentire le istituzioni europee vicine ai cittadini. Abbiamo bisogno di avere più Europa nella nostra vita di tutti i giorni. Un’Europa più vicina alle persone. Che riparta dai sogni e dai bisogni dei suoi cittadini.

Uno spazio democratico europeo d’aggregazione anche attraverso gli strumenti digitali: un unico portale europeo che attivi delle iniziative popolari, realizzi consultazioni, petizioni, iniziative dei cittadini europei, richieste di accesso agli atti e alle informazioni, dibattiti pubblici indirizzati a tutte le istituzioni europee o con oggetto relativo a tematiche di interesse sovranazionale. Un Europa dal basso della partecipazione e del civismo che cresca ponendosi in connessione attraverso la rete. Che diventi protagonista europeo della nuova politica delle città per la crescita dell’Italia e dell’Europa orientata alle aspettative dei cittadini europei. Attraverso la progettazione strategica territoriale e urbana, la cooperazione/integrazione delle istituzioni locali, delle imprese, del mondo dell’università e della ricerca, e della società civile; aggregare la domanda a livello regionale-nazionale per realizzare le opportune economie di scala in funzione di uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

Fusioni tra comuni nazionali e accordi di cooperazione territoriale transnazionale possono favorirne la miglior applicazione “dal basso”. L’autonomia territoriale, sia finanziaria – nel rispetto del principio della tendenziale corrispondenza tra destinatari dei servizi e contribuenti – sia relativa a funzioni amministrative, regolatorie o legislative proprie, è elemento costitutivo di un sistema federale. Solo l’autonomia così intesa garantisce responsabilità istituzionale, legando direttamente l’amministrazione territoriale, dotata di funzioni e tributi propri, ai residenti contribuenti. È opportuno che la fiscalità nazionale e locale in Europa sia, nei limiti del possibile, coordinata con il processo di unificazione ed integrazione continentale.

Occorre rendere finalmente efficiente la coesione territoriale europea come strumento per dare centralità ai territori e potere ai cittadini, migliorando le modalità e la qualità della spesa degli Enti Locali. Le eccellenze imprenditoriali del Sud devono contagiare il territorio e stimolare i tanti talenti meridionali a partecipare attivamente nella vita economica del Paese. Serve il coraggio di misure ed investimenti adattate ai territori, ad esempio con il ripensamento dei sistemi di incentivi, la promozione di “tax free zones” e rafforzando modelli di zone economiche speciali a sostegno dell’imprenditoria, in particolare giovanile.

Pensare e costruire credibilmente il futuro della nostro territorio, riabilitare la “nostra terra” attraverso la valorizzazione del capitale sociale da una parte e la riqualificazione del patrimonio architettonico da l’altra. Una crescita intelligente votata alla innovazione anche attraverso la formazione e la ricerca.

Un Europa che  sia consapevole del valore che il Mediterraneo ha per il Mezzogiorno, creando “hub della conoscenza” nelle Università del Sud ad alto potenziale, attraendo e trattenendo giovani talenti stranieri con borse di studio, programmi in lingua straniera, partnership con le migliori università del Mediterraneo e dei Balcani. Taranto, le radici antiche e nobili di questo territorio portatore di una tradizione millenaria incrocio di culture. Taranto straordinaria e multiforme polis magnogreca, un territorio cerniera tra suggestioni europee e mediterranee. Una realtà innovativa, che sappia ricercare e far germinare al suo interno la creatività che è sempre stata propria di questo territorio, ma che potrà svilupparsi in modo coerente e armonico se saprà mettersi in rete e confrontarsi secondo il modello della nuova civiltà “inclusiva, innovativa, sostenibile”.

 

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