Taranto: La pacificazione della nostra Comunità è fondamentale per esigere rispetto

ILVA: Il Movimento Civico Massa Critica Ionio lancia un appello alla riconciliazione della Comunità Tarantina per esigere rispetto da un governo sordo e latitante.  

Dodici decreti salva Ilva scritti e votati da maggioranze tecniche e politiche di centrodestra e centrosinistra e non modificati dal M5S che gridava di volerli azzerare,  hanno fatto crescere la voglia di chiudere l’area a caldo. Oggi a Taranto ogni morte fa pensare alla fabbrica matrigna e nemica.

Il Sindaco Rinaldo Melucci nel corso del recente C.C. monotematico, con assoluta chiarezza ha sostenuto che la salute viene prima di ogni altra esigenza strategica nazionale, consapevole che bisogna uscire dalla incertezza del danno sanitario e delle prerogative assegnategli dall’art. 50 del Testo Unico degli Enti Locali quale massima autorità sanitaria a tutela della salute dei suoi concittadini. Questa posizione è stata condivisa a larga maggioranza dal Consiglio Comunale.

La Valutazione Integrata di Impatto Ambientale Sanitario preventiva continua ad essere negata ed impedita dal “Decreto Balduzzi – Clini” che impone la valutazione del rischio sanitario “attraverso il riesame dell’AIA”, cioè a prescrizioni AIA eseguite, contraddicendo l’obiettivo, per noi fondamentale e irrinunciabile, di indirizzare le azioni a prevenire il danno sanitario e ambientale. Nel contempo il citato decreto vanifica  la VDS Valutazione del Danno Sanitario approvata dalla Regione Puglia con legge 24 luglio 2012, n. 21. Una valutazione epidemiologica di area, rivolta in particolare alle patologie a breve latenza potenzialmente attribuibili ad esposizioni ambientali (es. malattie cardiovascolari, malattie respiratorie acute e croniche, neoplasie infantili); una valutazione di impatto sanitario che si avvale delle procedure di risk assessment, con particolare attenzione agli effetti cancerogeni delle sostanze

Appare ormai evidente che il rifiuto sia una scelta frutto di una cinica determinazione che si gioca sulla salute dei cittadini.

Come si evince dal “Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario nell’area di Taranto ai sensi della LR 21/2012 Scenario emissivo AIA a cura di: ARPA Puglia – AReSS Puglia – ASL TA Aprile 2018” il 66%  del PM10 emesso nell’area in esame ha origine collegata al complesso siderurgico ILVA, che da solo rappresenta il 98% dell’intero comparto industriale. Per quel che riguarda alcuni microinquinanti organici come il benzo(a)pirene e i PCDD/F al comparto industriale e, nello specifico ad ILVA, è attribuibile una quota parte di circa il 99 % di dette emissioni.

Lo studio ha evidenziato che “l’esposizione a PM10 e SO2 di origine industriale è associata a un aumento della mortalità per cause naturali, tumori, malattie cardiovascolari e renali dei residenti, evidenziano una associazione tra gli stessi inquinanti e ricorso alle cure ospedaliere per molte delle patologie analizzate.”

Il successivo“Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario Stabilimento ILVA di Taranto ai sensi del Decreto Interministeriale 24 aprile 2013 A cura di: ARPA Puglia – AReSS Puglia – ASL TA Dicembre 2018” in sintesi, ha rilevato “per ciascuno degli scenari considerati, un rischio residuo non accettabile in termini di mortalità naturale per esposizioni a PM2, in particolare a carico dei residenti del quartiere Tamburi.

Il rapporto di Valutazione di Danno Sanitario pertanto evidenzia che le misure delle concentrazioni ambientali dei contaminanti di interesse per il rischio inalatorio non superano, per gli anni considerati 2014-2017, i livelli fissati dalle norme. Tuttavia lo stesso ha evidenziato che “persistono criticità nel profilo di salute della popolazione, anche con specifico riferimento alle patologie che, secondo lo studio SENTIERI, risultano associate con un grado di evidenza sufficiente o limitata alle esposizioni ambientali presenti nel SIN di Taranto”. Il quadro ambientale di riferimento, che è alla base della metodologia del citato Decreto Interministeriale 24 aprile 2013, rifletteva un quadro emissivo fortemente condizionato dalla transitoria chiusura di buona parte delle cokerie, che rappresentano la sorgente più rilevante di inquinanti cancerogeni nell’area di Taranto. “Tale quadro potrebbe mutare anche drasticamente, determinando un ulteriore impatto sulla salute quando, al termine delle procedure previste dal Piano Ambientale, per quanto è dato di conoscere, tutti gli impianti potranno funzionare con l’assetto produttivo autorizzato anche al di sopra del limite di 6 milioni di tonnellate annuali di acciaio imposto dall’art. 2 dell’ultimo DPCM. 94” . 

Se dall’Osservatorio permanente sulla Salute  dovesse pervenire la conferma di questo rischio/danno sanitario  troverà la forte determinazione del Sindaco Rinaldo Melucci ad emettere decisioni a tutela della salute dei suoi concittadini. E’ il momento di superare ogni sterile e pretestuoso protagonismo. La Comunità Tarantina si ritrovi e si unisca al suo primo rappresentante istituzionale: la pacificazione della nostra Comunità è fondamentale per dare forza alle sue decisioni ed esigere rispetto per la Città. E’ l’unica strada per restituire futuro e tranquillità.

Massa Critica Ionio

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