State buoni se potete…

 

Graziano Delrio è una bella persona. Padre di nove figli. Un endocrinologo, docente e ricercatore all’Università di Modena e Reggio Emilia. Sindaco per nove anni della sua città e presidente dell’ANCI, Ministro con Letta, poi con Renzi e riconfermato da Gentiloni.  Rieletto in questa legislatura nel suo collegio di Reggio Emilia  è capogruppo del Partito Democratico alla Camera.

In questi anni ha dimostrato di avere grandi capacità di “adattamento”. Del resto, da capogruppo della Camera, deve saper fiutare l’aria che tira nel suo gruppo e nel Pd, al Senato ci pensa Renzi a garantire il senza di noi,

Lui ci ha provato: “Siamo pronti a discutere sul salario minimo e sul conflitto d’interessi”.

Più che “un’imprevista apertura al dialogo con il Movimento 5 stelle” è una testimonianza. Su questi temi noi ci siamo. Un segnale abbastanza civile di disponibilità a confrontarsi nel merito, e per chi conosce Delrio, la sua propensione al dialogo, non è certo una novità…

Stupisce, mica tanto poi, la reazione che ha scatenato. Nel Pd cresce la voglia di apertura verso il M5s. Molti non riescono a trattenere lo slancio, rischiando una falsa partenza. D’altra parte i conflitti e gli intrighi nella eterna beautiful fra Salvini e DiMaio fanno venire l’acquolina in bocca a Orlando, Boccia e a quanti assaporano già la possibilità di tornare a gestire qualcosa…

Delrio, che notoriamente è un generoso, ci prova in una intervista a La Stampa, dichiarandosi favorevole ad alcuni provvedimenti del “Manifesto” di Luigi Di Maio, dal salario minimo al conflitto di interessi, fino al taglio dei costi della politica.

Ma a spegnere lo slancio dei cavalli Pd  ai nastri di partenza ci pensa Di Maio dalla Polonia: “I temi che ho lanciato ieri sono nel contratto di Governo ma credo che bisogna accelerare su quei temi. E’ chiaro ed evidente che gli interlocutori sono le forze di governo. Poi se il Pd vuole votare quelle proposte avrà l’occasione di redimersi da quanto non ha fatto in questi anni”.

Come dire: non vi fate illusioni, il messaggio non era diretto a voi, ma se volete redimervi, sappiate che la conversione sulla via di Damasco sarà lenta e penosa. La polpa quindi continueranno a dividersela Di Maio e Salvini. Resterà qualche osso da lanciare a chi s’accontenta…

L’eterogenea area Renziana ha reagito con Luca Lotti e soprattutto Maria Elena Boschi: “Di Maio vuole dialogare con il Pd se ‘si redime’. Ma su cosa vuole dialogare il capo di un partito assistenzialista, giustizialista, incompetente che ha portato l’Italia in recessione?” scrive su Twitter, con tanto di hashtag #senzadime.

Matteo Renzi sempre più distante e  indifferente sembra consigliare ai suoi: “state buoni se potete”…

Tutti, persino Zingaretti, più per delusione che per rabbia dissentono…Povero Delrio, lui ci ha provato, giusto per dimostrare a chi spingeva per farsi avanti, che quella strada è impercorribile. Eppure non è difficile comprendere che è  “un’altra strada” quella indicata da Matteo Renzi…

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