E sempe a creteka’ state…

l'arca di noèQuando l’Onnipotente Padre celeste si rivolse al nostro concittadino per chiedergli se gradisse avere un gregge migliore del suo vicino, lui rispose deciso che avrebbe invece gradito la morte di tutte le sue pecore…

Come andrà quest’anno? Ho chiesto insistentemente alla vigilia del primo maggio. Nge penze u Signore…. e’ stata la risposta, più che rassegnata, minacciosa di presagi atmosferici di dimensione bibblica.

Chi sa quanti invidiosi saranno andati a consultare i siti metereologici per misurare le pricipitazioni atmosferiche. Pioverà, stanne certo. Mi dicevano con l’occhietto malefico di chi vuole dissuaderti dal preparare il wek and.

Pare che nei pressi dell’abitazione di un noto quanto stimato pediatra, meglio conosciuto come “Meste jàchele cibalgina” abbiano visto il suo codazzo di supererstiti impegnato a costruire un incerto barcone che li avrebbe ospitati e salvati dall’imminente diluvio universale. Da quanne passe tutte le matine ad aspettà la nave k’arrivene da Libbia, sà mise nkape ka pure nuie ama fa nu viagge pe mare pe scuntà nzieme a jdde tutte le peccate c’onne fatte le tarandini. Ha sussurrato un suo fedele adepto preoccupato…di non potersi imbarcare sul bastimento della salvezza…

Così va nella città dei due mari.

Sempre pronti a demolire l’altrui iniziativa. Augurargli ogni danno con il nostro sadico piacere della mediocrità.

Ma kekkazze vulite?

Qualche anno fa nessuno avrebbe mai immaginato che “quattro sfessati su tre ruote” potessero gestire un evento di queste proporzioni senza attingere a finanziamenti pubblici e soprattutto senza “sgobbe”.

Il precedente è grave e rode a molti.

Le signore con il naso inzippato non gradiscono…

Troppa birra e tanto vino scadente. Le canne poi sono di più di quello dell’ambito stabilimento balneare dei vip. Rozzi, sporchi e chiassosi. “Un occasione per fare tanto fumo e poco arrosto”, ma l’unica cosa che gli brucia si trova in basso, nella sona opposta al naso nzippato, ed è pure cadente…

Quali altre distrazioni offre questa sfortunata città a nord di Misurata ai nostri ragazzi.

Dovremmo essere orgogliosi che qualche emergente artista tarantino piuttosto che celare la sua origine si attivi per sostenere un evento che ormai primeggia almeno una volta l’anno con gli altri eventi importanti organizzati in occasione della festa del lavoro. Un lavoro che è l’aspirazione di molti giovani che sono costretti a cercarselo fuori e non si arrendono all’idea che la propria bella città possa morire di un male incurabile: una classe “dirigente” presuntuosa quanto incapace!

E’ evidente che quel concerto rappresenta una sfida a chi è abituato da sempre in questa città al lamento inconcludente. A chi disprezza e si adegua. A chi pensa al proprio culo: si dice ka è belle a tarde fa u ricchione cu u cule de l’otre…

Da tempo la pacchia è finità: il padrone delle filiere che ungeva tutte le ruote non cè più! Vediamo se i criticoni de tarde nueste sono capaci di fare qualcosa senza andare ad elemosinare contributi pubblici per le loro serate d’elite della cultura per pochi intimi intenditori con il fizzo sotto al naso…avranno un anno per riflettere, tanto dopo il concerto i “giovanotti” s’impegneranno per la pulizia del parco e…ci rivedremo al prossimo primo maggio… 

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