Renzi fa sul serio o bluffa?

E’ la domanda ricorrente di queste ore. Non ci sarà crisi, come con chiarezza ha più volte sostenuto. Resistere sino alla conferma del  Presidente della Repubblica e misurarsi elettoralmente con la scadenza naturale delle politche.

La lettura che i suoi detrattori danno di questa scelta è volutamente strumentale: meglio non andare a casa e prendere tempo per organizzarsi. Ma per quanto strumentale non si può negare che non abbia un fondamento di razionalità.

Ma in ogni caso obiettivamente dalla sua c’è un risultato incontestabile: “Preferivate forse l’aumento dell’Iva, l’odio verbale elevato a stile di governo, le rappresaglie mediatiche contro qualche decina di migranti fuggiti dalla fame e dalla guerra, la strumentalizzazione social contro le persone di colore, l’opacità sulle tangenti richieste ai russi, le campagne elettorali permanenti in spiaggia, lo spread ai massimi, l’isolamento dell’Italia in Europa, i saluti romani in piazza? Preferivate forse i pieni poteri a Salvini per cinque anni?

Italia viva è contro l`abolizione della prescrizione per un principio di giustizia.   Lo stop alla prescrizione è anticostituzionale come sostengono avvocati, giuristi e fior di costituzionalisti.

Qualcuno in queste ore prova a spiegare che la maggioranza degli italiani è favorevole ad abolire la prescrizione. Lo dicono i sondaggi, ma il livello di conoscenza su questo argomento è sufficiente a garantire un livello di civiltà giuridica irrinunciabile?  E’ questo il punto sul quale si misura concretamente la cultura riformista e democratica di ogni formazione politica. E’ questo il nodo su cui si legano Pd e m5s: La giustizia spettacolo che risponde alla piazza più che al giusto processo che accerti la verità e alla giusta pena in funzione della vendetta più che del recupero. A chi in queste ore prova ad intorbidire le acque ricordo quanto “scolpito” nella carta dei valori di Italia Viva”: La Giustizia deve essere eguale, giusta e veloce per tutti i cittadini. Ci impegniamo a difendere l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario, il principio di legalità, i principi del giusto processo e della terzietà del giudice. La presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza passata in giudicato è un cardine dello stato di diritto. Siamo garantisti: nessuno deve soffrire le distorsioni del populismo penale e del giustizialismo mediatico.

Ma veniamo alle regionali. Altro motivo di contrasto nella maggioranza. Archiviato  il successo di Bonaccini in Emilia Romagna,  La Toscana è l’unica regione dove probabilmente il centrosinistra vincerà tra quelle che vanno al voto a maggio. In Toscana, dove Renzi è alleato con il Pd, non vuole una lista del presidente, tipo quella di Bonaccini in Emilia-Romagna, perché finirebbe per sottrarre voti un po a tutti compresa Italia Viva. Nella sua Toscana insomma Renzi peserà la propria creatura partitica, che in Toscana può arrivare alla doppia cifra ed è quello l’obiettivo: “Bonaccini mi aveva detto di volerla fare, per andare a pescare oltre il Pd e oltre i partiti, ed è andata bene. In Toscana le cose sono diverse, e siccome faremo un ottimo risultato, vorrei essere misurato sui voti di Italia viva”.

In Puglia Italia Viva continua a chiedere con forza che sia rimosso il candidato Emiliano per favorire una scelta più larga e condivisa. Il Pd dal canto suo chiede ad Italia viva di ritirare il candidato di bandiera, per altro ancora non rivelato, che agevola la destra. Michele Emiliano e chi lo ha accompagnato nelle primarie ha scelto d’occupare la seggiola con il cappello che Zingaretti non ha la forza di rimuovere. Molto dipende quindi dai candidati e dalle alleanze, ma anche dalle previsioni dei sondaggi che alcuni leggono con preoccupazione. Realtà nelle quali la partita risulta ancora aperta, altre per le quali si pensa già ad individuare il colpevole della sconfitta…

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