Quel Borrelli lì…

 

E’ giunta la fine anche per lui. Meno dolorosa di quanto lo sia stata per Bettino che morì di crepacuore. Per Bettino non ebbero pietà. Per lui piansero i suoi compagni socialisti e i pochi amici che gli rimasero fedeli. La morte vorrebbe cancellare la vita e i suoi capitoli come un delete che tutto elimina. Pare che negli ultimi istanti coscienti il rewind riavvolga il nastro di una esistenza. Bettino, aspettando la sua morte in esilio, lo fece da cosciente scrivendo pagine di verità che fecero vergognare gli ipocriti. L’amara previsione dell’Italia di oggi: mise in guardia dai pericoli di una democrazia che si stava avvitando su se stessa diventando una “videocrazia”.  Quelli che definiva gli extraterrestri: da Giuliano Amato a Giorgio Napolitano a Romano Prodi e Massimo D’Alema.  “gli uomini nuovi della Seconda Repubblica che nuovi non erano”. Ma in quei ritratti non ci fu mai rancore, c’è una lucidità politica impressionante che fa la differenza tra chi è uno statista, un grande politico e chi non lo è. La storia che resta come un macigno sulle coscienze dei tanti distratti. E la storia torna: com’è tornata in questi anni. Implacabile, evidente, mettendo a nudo le abitudini del sistema che molti si rifiutarono di ammettere e confessare.

Chi prende gigantesche tangenti e le mette in tasca, prima o poi da qualche parte i soldi saltano fuori.Non furono mai trovati. Non ha lasciato proprietà, eredità, tesori. Craxi  è stato sconfitto da una gigantesca operazione giudiziaria. Fu dipinto agli occhi dell’opinione pubblica, come un malfattore reo di corruzione privata con grande impegno di quasi tutta la stampa, difesa e spada sguainata da gran parte della magistratura.

Borrelli fu protagonista negativo di quegli anni, di quella rivoluzione violenta che colpì alcuni e salvò spiegabilmente altri: Di Pietro fu premiato da D’alema con uno scranno in quel Parlamento che con le loro “ghigliottine” avevano decimato. Borrelli Insieme all’ex collega e amico Gerardo D’Ambrosio, fu tra i firmatari dell’appello per la candidatura di Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico, in vista delle elezioni del 14 ottobre 2007. Col tempo mostrarono qualche pentimento? Assolutamente no. Fu solo opportunismo per alleviare il peso delle loro coscienze.

Che la terra gli sia lieve è davvero difficile. Le mani di quel pool restano sporche di tanto sangue innocente! “La Storia andrà riscritta bene con tutti i suoi falsi eroi e falsi miti, è l’unica cosa che posso fare, ma la partita della storia non gliela faccio vincere: Io parlo e continuerò a parlare”.

PRIMO PIANO