Per giustificato motivo oggettivo…

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E’ la formuletta magica che ti consente di licenziare! Basta invocarla, e ti liberi del “fardello”…

Maurizio Landini ha sempre sostenuto che a molte aziende, medie, piccole e grandi, costa meno fare un licenziamento che non ricorrere a un contratto di solidarietà o alla cassa integrazione e per questo licenziano…

Ieri ho potuto toccare con mano questa verità surreale. Nel Tribunale di Taranto, sezione lavoro, si svolgeva la seconda udienza per il licenziamento di Iginia Roberti, per ascoltare i testi. Ero fra quest’ultimi, con qualche motivo di naturale disagio a vivere  quella condizione. Mi sono chiesto: sono qui per difendere una lavoratrice o il suo datore di lavoro?  Non vi sembri illogica la domanda. Ovviamente ero li a difendere una lavoratrice di 57 anni privata del suo lavoro, sulla soglia della pensione, dopo 35 anni di servizio, con una condizione di malessere familiare pari solo all’indifferenza ed al cinismo del suo datore di lavoro!

Ma chi è questo datore di lavoro che si è reso protagonista di tanto cinismo? Una formale lettera per dirle: siamo in crisi e non abbiamo più bisogno di lei. Lasci le chiavi e si affretti ad andar via, tolga il disturbo!

Ieri ho incontrato i protagonisti di questa “brutta storia”. Il segretario della Fillea, il suo legale, rappresentanti e consulenti venuti da Roma a dargli manforte, non al lavoratore come sarebbe stato giusto e auspicabile, ma al sindacato che l’ha licenziata.

A nessuno di questi signori è venuto in mente che stavano per infilarsi in un mare di cacca e soprattutto che stavano per infilarci il sindacato che li rappresentavano. Tutti impegnati a tentar di dimostrare che anche il sindacato può licenziare per giustificato motivo oggettivo… a nessuno di quei signori è venuto in mente che così facendo stavano certificando la cancellazione di uno dei motivi fondativi del sindacato: difendere il lavoro ed i lavoratori. Impassibili, torvi, cinici, incoscienti sembravano rivolgersi a noi come il Totò nello famoso skech “ E che mi frega a me, che so’ Pasquale io!”

Io. Insieme ad altri, intervenendo come testi, abbiamo inteso difendere Iginia Roberti una lavoratrice ingiustamente licenziata, ma se volete anche il Sindacato che noi abbiamo conosciuto, che i lavoratori li difendeva dal licenziamento  piuttosto che licenziarli. Lo abbiamo fatto aspettando che Maurizio Landini si decida a rimuovere questa vergogna…

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