“Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare, ma non raccontare a me cos’è la libertà”…

L’iniziativa di Matteo Renzi che ha permesso la nascita del nuovo governo Conte è stata la risposta ad una emergenza democratica, ma anche e soprattutto, di ricollocazione in Europa, perché non c’è Rinascimento Europeo senza Italia.
Quindi un’alleanza di necessità democratica ed europea e tutt’altro che una prospettiva di alleanza politica con i M5S. E’ il primo punto di discrimine nei confronti del Pd.  Zingaretti valorizza la classe dirigente che era contro il Jobs Act. Mette nella sua segreteria uno che era contro la riforma del lavoro. Mette alle riforme istituzionali uno che era contro il nostro referendum. Del resto la sua parola d’ordine è stata: ‘Dobbiamo chiedere scusa’ per gli anni dei nostri governi. Il governo Renzi ha cambiato l’economia italiana più di quanto la segreteria Renzi abbia cambiato il Pd. Forse perché le correnti del Pd sono ineliminabili tant’è che se ne costituiscono altre per giustificare una presenza riformista.Tutti siamo convinti che in Italia non ci sia più centrodestra, ma un’estrema destra egemonizzata da Salvini. Ma noi siamo altrettanto convinti che non ci sia più centrosinistra, visto che il PD di oggi non ha più molto a che fare con la promessa del Lingotto nel 2007.
Ma più che sul passato, la differenza è sul futuro. Il nostro punto di partenza è la società italiana.
Il nostro obiettivo è quello di occupare un grande spazio centrale nella società italiana: con le nostre idee e le nostre proposte. Dobbiamo credere nella giustizia, nella società aperta, nell’Europa, pensandoci come un movimento largo, forte, volontario, audace: una forza di trasformazione, italiana ed europea per combattere il giustizialismo dell’ ergastolo processuale, opporsi a nuove tasse, respingere l’ambientalismo della decrescita, eliminare Quota 100, portare il sorteggio al Csm, diritti civii, federalismo europeo, democrazia sovranazionale, politica transnazionale, pari opportunità.
Un movimento progressista e liberale che sappia parlare a tutti: a gente di sinistra, di destra, di centro. A quel 40% di gente che si astiene.
La mia scelta è Italia Viva che deve essere la più forte alleata di Macron e di En Marche. Protagonista del nuovo gruppo Renew Europe al Parlamento europeo. E dovrà essere in prima fila per lanciare un nuovo grande movimento politico progressista e liberale in Italia e in Europa! La nostra azione metterà in luce le ipocrisie, le ambiguità della politica italiana e per questo diamo fastidio perché sapremo interpretare le richieste e le speranza di chi nella società italiana chiede con sempre più forza merito e competenze Una differenza di linguaggio, di stile, di liturgie interne. E di entusiasmo. Non viviamo di correnti. Se un ventenne entra in una sezione del Pd gli chiedono ‘Con chi stai?’ Noi dobbiamo chiedergli ‘Che cosa pensi? Che idee hai? Che cosa proponi? M’ interessa sapere come vuoi cambiare la Politica, l’Italia il mondo. “un luogo dove si immagina il futuro e non ci si preoccupa del passato. Dove si ha da imparare più che insegnare. Partire dalla conoscenza e non dall’appartenenza, dalla qualità e non dalla quantità”.
Ho seguito nei giorni scorsi l’iniziativa della scuola di formazione ‘Futura’, organizzata da Davide Faraone di Italia Viva a Terrasini (Palermo)  Sono rimasto sorpreso, mi sono sentito orgoglioso di queste ragazze e ragazzi che avevano un’età media di 25 anni. Il modello del partito novecentesco è finito. Di una Italia Viva se ne sentiva il bisogno e col passare del tempo sarà sempre più evidente.

 

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