Nostalgici,conservatori,perdenti…

Sarò franco e spietato, per essere sincero e razionale. E’ il momento degli appelli e del richiamo agli affetti ed alle responsabilità. Anche la terminologia ha il suo peso spesso strumentale più che pertinente. La scissione, in chimica,  è la rottura di un legame tra gli atomi di una molecola nel corso di una reazione; in biologia è la divisione di un individuo in due individui figli.

La separazione consensuale è la fine di un matrimonio per comune presa d’atto. Quando poi si cercano e rinfacciano le colpe, cresce la minaccia di procedere per via giudiziale…

A tanto si è ridotta la politica, ma stiamo ai fatti e cerchiamo di valutarli razionalmente: non è una operazione di palazzo! Ne tanto meno è la conseguenza di insoddisfatte ambizioni. Matteo Renzi non ha mai nascosto la sua volontà d’impedire ad ogni costo lo scioglimento delle Camere. Il Paese  prima di ogni ragionevole risentimento personale. Quindi non c’è mai stata una lista di richieste su cui trattare. E in ogni caso Matteo Renzi non ha mai “accreiditato” una sua corrente. Se mai sono stati altri a farne un uso ed abuso…

Il Pd oggi cerca, non so con quanta fortuna, di rappresentare il sentimento nostalgico del “come eravamo”. Di conservare quel ricordo precedente alla emorragia verso il populismo post ideologico. Persegue l’illusione di poter recuperare consensi persi in favore del M5* ma anche nei confronti della Lega di Salvini che continua a vantare fra le sue fila una significativa presenza di quadri ed iscritti della Fiom Cgil. Quanti si sono soffermati a valutare le analisi sui flussi elettorali? Nascondono sorprese buone a sconfiggere tante granitiche convinzioni. D’altra parte sarebbe stupido ritenere il responso delle elezioni del 2018 un incidente di percorso…

Il Partito nato per il maggioritario, per proporsi come blocco alternativo al blocco della destra, oggi si mostra inadeguato per ritagliarsi una fetta del proporzionale e concorrere alla formazione della maggioranza di un governo di coalizione.

Renzi lo ha compreso prima degli altri quando ha intravisto una crepa nella quale infilarsi e dettare le priorità. 1° impedire l’aumento dell’IVA. 2° ripristinare in Politica un confronto/dibattito civile, mostrandone il volto umano, dialogante. 3° restituire anche attraverso questa strada, credibilità, prestigio e rispetto alle Istituzioni, nel rapporto con la gente ma anche nel Parlamento e nei consessi europei ed internazionali.

Gli appelli di queste ore al “non andare via” sono da un lato la comprensibile paura di chi affezionato alla sua casa vorrebbe difenderla, nonostante tutto.

Poi ci sono le ipocrisie più o meno evidenti sulle quali si consuma ogni sogno, illusione, entusiasmo…

Non sarà un  altro partito! Si parte con i gruppi parlamentari per continuare a dare stabilità al Governo. A questo Governo, che Renzi ha voluto più e prima di altri, che non è lo stesso che sarebbe nato dopo il 4 marzo. Può dirlo solo D’Alema che non aveva e non ha nulla da perdere ma che è sempre il più bravo a far perdere gli altri…

Sono anni che discutiamo inutilmente sulla necessità di superare il partito come strumento di partecipazione politica del ‘900, incapaci concretamente di proporre metodi e strumenti alternativi.

Non sarà l’ ennesimo partito. Non sarà l’ennesima scissione divisiva della sinistra. È un nuovo inizio. È questa la scommessa. Solo chi non ha vissuto il clima coinvolgente e partecipato dal basso della Leopolda può dubitarne…

 

 

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