Non siamo qui per vendere ma per regalare…

Un tempo si fermavano nelle piazze dei borghi. Su improvvisati palchetti, adescavano gli ignari proponendogli da l’elisir miracoloso che tutto guarisce,al set di piatti, posate e bicchieri in omaggio per chi avesse il coraggio di acquistare una batteria di pentole. Molti ci cascavano, orgogliosi di aver portato a casa l’affare del secolo…

Oggi c’è chi aspetta più di un’ora per un selfie o una stretta di mano di Matteo Salvini, incoraggiati da un rassicurante “ho tutto il tempo che volete”…

Come un consumato intrattenitore sa abilmente fare con gli spettatori: battute,   attacchi diretti a tutto il panorama del centro-sinistra, all’area antagonista, a Fabio Fazio e ai giornalisti, e ai comprimari poltronisti con cui finge di litigare, é il “ghe pensi mi” a mettere tutto al suo posto: come la previdenza, la sicurezza, l’immigrazione e la famiglia, rivendicando a gran voce quota 100, la legge sulla legittima difesa appena promulgata da Mattarella, la politica del decreto sicurezza, dei porti chiusi e del “prima gli italiani” in ogni settore della vita pubblica, la salvaguardia del nucleo tradizionale composto “da una mamma e da un papà, le due parole più belle del mondo”…

Se fosse stato a Napoli dal pubblico qualcuno gli avrebbe gridato: “Chiacchiere e tabacchere ‘e ligno, ‘o Banco ‘e Napule nun se ‘mpegna”…

Ma il capitano quando è “allegro” è così, le spara grosse, e meno male che ieri era disarmato. Se avesse portato il mitra di Morisi, in piazza Carlo Alberto, sarebbero stati cazzi amari fra gli astanti.

Matteo Salvini si è limitato a lanciare qualche promessa: Vinciamo le europee e poi nessuno ci chiederà i 23 miliardi di iva.

Eloquente, nella foto.l’espressione di Riccardo Molinari, sembra dire: come al solito mangia beve e poi spara cazzate…

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