Nevoli esce di scena sbattendo la porta in faccia a DiMaio…

 

“La mia esperienza da portavoce del MoVimento 5 Stelle finisce qui: ho appena rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Ringrazio tutti coloro che hanno riposto (anche per un solo istante) fiducia nel mio impegno politico. Torno a dedicarmi a tempo pieno alla mia professione, ai miei studi di approfondimento del diritto e ai miei affetti familiari, fonti insostituibili di gratificazione personale”…

Era rimasto in consiglio comunale a rappresentare il movimento dopo l’abbandono del suo collega Di Battista che per protesta lo aveva abbandonato, senza dimettersi e dichiarandosi indipendente, dopo l’inganno consumato su ILVA.

Nevoli invece si convinse che “non c’erano i presupposti per annullare la gara” ma Taranto poteva ben sperare in “misure immediate per l’avvio della sua riconversione economica”.

L’aveva presa male e da avvocato esperto aveva cercato nelle “carte” le motivazioni di quella scandalosa virata di Di Maio e del Mo Vi Mento…

Per annullare il provvedimento di aggiudicazione si doveva individuare “un interesse pubblico concreto ed attuale particolarmente corroborato, tenendo però conto dell’esistenza di tutti i seguenti fattori, sicuramente di segno contrario: la procedura di gara si è esaurita già da molto tempo, mentre la normativa richiede che il potere di annullamento sia esercitato entro un termine ragionevole”; Se Di Maio avesse annullato il decreto di aggiudicazione, il suo provvedimento di annullamento sarebbe stato impugnato da Arcelor Mittal dinanzi al TAR e sospeso nel giro di pochi giorni.

“Il risultato finale di tutta questa vicenda mi lascia sicuramente amareggiato perché confidavo nel fatto che potesse essere finalmente giunto il momento della chiusura delle fonti inquinanti”.  E’ quanto inopinatamente avevano promesso agli elettori raccogliendo voti e consensi.

Per uscire dal crescente imbarazzo Nevoli guardava fiducioso alla annunciata visita di Di Maio a Taranto: “Ci metterà la faccia: spiegherà, sicuramente meglio di me, tutti questi aspetti e soprattutto con quali misure concrete intende avviare il progetto di riconversione economica della nostra Città, che ora più che mai non può attendere”.

Lo ha aspettato invano. Oggi ha lasciato il movimento di cui era portavoce rimettendo il seggio di consigliere comunale. Persona seria Francesco Nevoli. Più di quanto lo siano i suoi colleghi parlamentari eletti a Taranto che alle dimissioni non hanno pensato nemmeno per un attimo. Più di Luigi Di Maio e dei chiacchieroni che guidano il Mo Vi Mento…

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