Ne vale la pena!

Più di qualcuno ieri mi ha cercato per chiedermelo. Ho risposto senza esitare: Certo, ne vale la pena! Prima di aderire ad Italia Viva ho voluto verificare personalmente ed ostinatamente cosa prevedesse la carta fondativa dei valori relativamente alla Giustizia:  La Giustizia deve essere eguale, giusta e veloce per tutti i cittadini. Ci impegniamo a difendere l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario, il principio di legalità, i principi del giusto processo e della terzietà del giudice. La presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza passata in giudicato è un cardine dello stato di diritto. Siamo garantisti: nessuno deve soffrire le distorsioni del populismo penale e del giustizialismo mediatico.

Sei righe sintetiche ed esaustive che non si prestano ad equivoci. Per me la Politica è questo: se stiamo insieme ci sarà un perché…e a quel perché io resto ancorato. Poi ci sono le mediazioni, l’arte del compromesso che si consuma nelle maggioranze, nel confronto con la minoranza, nella governabilità, ma soprattutto nei governi di coalizione in cui forze d’ispirazione diversa trovano la sintesi corrispondente ai numeri. Il che non mi scandalizza, tutt’altro, sono convinto che quella è la capacità di leader che deve saper esprimere  il presidente del CdM.

L’omologazione è l’esatto contrario e rischia di produrre effetti devastanti.

Ciò che non mi stupisce più è il chiacchiericcio della corte dei figuranti che si agita intorno ai possibili effetti della ostinata omologazione. Osservate il loro atteggiamento, è conforme al tentativo di omologazione: vi agitate, siete scomposti, volete la rottura, non accettate mediazioni. Cazzate in libertà che prescindono dal merito e dalla ragionevolezza.

Una cosa di quelle che sostiene Matteo Renzi non mi sento di condividerla. Il suo giudizio sui riformisti del Pd che oggi si accodano al giustizialismo di Bonafede e dei 5*. Non è una scelta di oggi caro Matteo. Salvo che non vogliamo interpretare quella di oggi come una scelta/dispetto contro IV. L’equivoco sulla giustizia viene da lontano e a fasi alterne riemerge con tutte le sue contraddizioni.

Ancora una volta il limite è quello del populismo: in radice il problema è rappresentato dal giusto processo e dai suoi tempi. La risposta è quella del populismo penale e del giustizialismo mediatico. Sospensione della prescrizione=fine processo mai=colpevole in attesa di giudizio! Lontana e irriverente nei confronti del riformismo.

Quanti lo capiranno? Non mi illudo che possa riguardare la maggioranza degli elettori o grandi numeri, ciononostante rappresenta una scelta di civiltà giuridica a cui insieme a Matteo Renzi e ad Italia Viva non intendo rinunciare. La presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza passata in giudicato è un cardine dello stato di diritto!

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