Melucci: Il gigante deve dare segnali importanti ai cittadini e ai lavoratori…

Un taglio della produzione annua per le sue attività europee di 3 milioni di tonnellate. Lo stop della produzione negli stabilimenti siderurgici di Cracovia in Polonia e la riduzione della produzione nello stabilimento delle Asturie in Spagna. L’aumento previsto del livello di produzione a 6 milioni di tonnellate in ArcelorMittal Italia subirà un rallentamento a seguito della decisione di ottimizzare i costi e la qualità della produzione”. Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo  per un numero massimo al giorno di circa 1.400 dipendenti per 13 settimane per lo stabilimento di Taranto.

ArcelorMittal afferma che “Nonostante l’introduzione nel febbraio 2019 delle tariffe di salvaguardia permanenti nella UE  si è registrato un costante aumento delle importazioni di prodotti piani in Europa che attualmente risultano essere ai massimi storici, con le importazioni di coil laminati a caldo in aumento quest’anno del 37% a partire dal 2017 su base annua.

Nel sistema di scambio di quote di emissioni della UE (ETS), solo l’acciaio prodotto in Europa è soggetto a una tassa sulla CO2. iI prezzo della CO2 è aumentato di circa il 230% dall’inizio del 2018, determinando un’ulteriore pressione competitiva sui produttori siderurgici europei. ArcelorMittal ha già chiesto l’introduzione di misure per cui l’acciaio importato abbia gli stessi standard applicati alla CO2 per l’acciaio prodotto in Europa ai sensi dei regolamenti previsti dall’ETS”.

ArcelorMittal Italia tuttavia tenta di rassicurare Taranto : “Ambiente e Salute e Sicurezza – ha proseguito la società –  restano le nostre priorità assolute e non ci sarà alcun impatto sugli investimenti previsti per il piano ambientale e industriale. Continueremo a lavorare con determinazione e serietà per portare a termine tutti gli impegni presi”.

Il Sindaco Rinaldo Melucci, a schiena dritta, ripropone le perplessità che aveva già espresso in occasione del precetto pasquale presso lo stabilimento siderurgico di Taranto lamentando il troppo poco e ma le fatto da ArcelorMittale per Taranto: “I cicli dell’acciaio per loro natura, con una certa approssimazione ovviamente, sono prevedibili da un colosso mondiale del genere, un operatore che sta prospettando una idea di sviluppo a Taranto che ancora non viene percepita e questo ragionamento sarebbe estendibile alle sorti dell’indotto tarantino. Taranto non è un insediamento produttivo qualunque e dei miliardi di investimenti, che periodicamente vengono riproposti nelle note stampa, noi non vediamo ancora beneficio, visto che basta qualche mese di congiuntura negativa per far assorbire il colpo dai lavoratori e le loro famiglie, già provate da anni difficilissimi. Se questo approccio permane non so cosa aspettarmi su temi più delicati, come l’ambiente e la salute. Io che un gigante del genere non sappia prevedere una fase negativa e non sappia fare autonomamente fronte a una situazione limitata nel tempo non ci posso credere, voglio e devo avere ancora fiducia nell’investitore ma deve dare segnali importanti ai cittadini e ai lavoratori”

Intanto il governo ed il ministro del lavoro e dello sviluppo economico ci auguriamo ci facciano conoscere il loro pensiero…

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