L’ultimo imperatore

 

giorgio albertazzi

“In fondo, se la vita fosse eterna, sarebbe noioso”.

Era stato fino a pochi mesi fa in tournèe con le Memorie di Adriano e il suo ultimo sogno sarebbe stato mettere in scena Giulietta e Romeo interpretato da due vecchi attori, con Valeria Valer”.

Giorgio se n’è andato stamattina alle 9 “nella tenuta della famiglia in Maremma”.

Da tempo era sofferente. il “più grande attore italiano” era nato a Fiesole, cresciuto a Ponte a Mensola. E’ stato regista, sceneggiatore, traduttore e riduttore di romanzi per la televisione e autore teatrale.

‘Era il più grande attore italiano. Il pubblico lo sapeva benissimo e forse anche lui era cosciente del compito di essere l’ultimo dei grandi. Ma sempre con la voglia di sperimentare, di non essere mai ovvio. Così Gigi Proietti ricorda il grandemattatore del teatro italiano. Pur diversissimi, i due hanno incrociato le proprie strade più volte, sempre nel segno di Shakespeare. La prima, nel 2001, per un ”Falstaff” di cui Proietti firmò la regia. ”Dirigere Albertazzi? Era come suonare uno Stradivari:  Non bisognava certo dirgli come affrontare le battute. Anche se in realtà era talmente grande che un consiglio lo poteva anche seguire. Poi negli anni Albertazzi è stato anche in cartellone nella stagione estiva del Globe Theatre di Villa Borghese, di cui Proietti è direttore. ”Un teatro popolare, senza palchetti, di cui però Albertazzi, nella sua voglia di sperimentare, era molto affascinato. Portò uno straordinario Prospero ne La Tempesta e Giulio Cesare. Il fatto che fosse disponibile anche per un’operazione più caratteristica, in cartelloni dove solitamente non compaiono grandi nomi, era un segno della sua curiosità nobile.

La Giunta del Sindaco Guadagnolo, grazie all’allora assessore alla cultura Francesco de Feis riusci nel 1987 a portarlo a Taranto per due mesi per ‘Il silenzio delle sirene’, piece ispirata ai celebri Ori di Taranto, che andò in scena in prima nazionale al Tursport con i costumi dello stilista Nicola Trussardi.

“La morte è l’assoluto, è un mistero. Non bisogna avere paura. Se davvero esiste l’inferno, come diceva Flaiano, i peccatori sono tutti nudi e magari ci si può anche divertire”…

 

 

 

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