L’oncologico torna al Moscati, Taranto torna alla sua prima emergenza

Intervista del dott. Salvatore Pisconti

Pubblicato da Anna Pulpito su Lunedì 27 aprile 2020

Oggi nella Provincia di Taranto ancora zero casi. Il dato si ripete da alcuni giorni. L’Hub Covid “San Giuseppe Moscati” ospita, alle ore 19 del 29 aprile 2020, n. 49 pazienti: 2 presso il reparto di Rianimazione; 18 presso il reparto di Pneumologia; 22 presso il reparto Malattie Infettive; 7 presso il reparto di Medicina Covid. Si tratta per la quasi totalità di pazienti Covid. Alcuni di essi sono in attesa di primo tampone, altri in attesa di secondo tampone per la conferma. Anche oggi non si registra nessun caso di decesso.

Un risultato assolutamente positivo attribuibile ad un sistema che complessivamente (strutture sanitarie, enti locali a partire dal Comune di Taranto, e cittadini) ha saputo rispondere efficacemente all’emergenza pandemica. https://lamalalingua.it/puglia-e-taranto-hanno-affrontato-la-pandemia-meglio-di-talune-realta-del-nord/

Si pensa al dopo, alla ripresa, alle nostre vecchie emergenze, economiche, sociali, sanitarie di questo territorio. Intanto si sta predisponendo il processo di ritorno al Moscati di oncologia ed ematologia, transitoriamente trasferite in strutture private accreditate, per meglio affrontare l’emergenza Covid.

La Direzione Generale si sta attivando per ridisegnare la separazione e la logistica delle due realtà nosocomiali: l’area Covid e delle malattie infettive utilizzeranno anche gli spazi utilizzati antecovid da ematologia ed oncologia al piano terra, alle quali si aggiungeranno l’auditorium ed il container per complessivi 80 posti letto. Il monoblocco della torre sarà invece attrezzato per il polo oncologico.

Come ha giustamente ricordato il Direttore del Dipartimento Oncoematologico ASL Taranto dott. Salvatore Pisconti è in fase di completamento l’istallazione delle macchine di radioterapia, la nuova TAC, che riguardano i gruppi di patologie del distretto cervicofacciale, che lavorano sinergicamente, ed in particolare la patologia tiroidea, incidente e frequente nel nostro territorio, che spesso richiede, dopo quello chirurgico, un trattamento radiometabolico, E’ necessario continuare e rilanciare tutti i progetti finanziati e avviati, che devono andare a compimento, in particolare per gli studi chimici e che rappresenteranno un punto di eccellenza.

E’ giusto quindi restituire il primato dell’emergenza ai pazienti oncologici e al Polo oncologico di Taranto.

Ed è perfettamente inutile, oltre che dannoso per il nostro territorio, scatenare conflitti campanilistici strumentali e irragionevoli. Abbiamo capito bene quale fosse il tentativo consumato attraverso Non è l’arena di Giletti e quali fossero gli obiettivi dei suoi interessati ispiratori. Su questo argomento occorre essere chiari sino in fondo:

Il Covid 19 ha posto l’esigenza di ripensare razionalmente il sistema sanitario. Il MES senza condizionalità permetterà all’Italia di avere 37 miliardi da spendere sulla sanità. Sarà l’occasione per ridiscutere quello che lo Stato assegna alla Puglia con il Fondo sanitario nazionale, per ridiscuterne i criteri di distribuzione che eliminarono la quota capitaria introducendo quella “pesata” penalizzandoci con il parametro dell’anzianità della popolazione (chi ha popolazione anziana, il Nord in particolare, oggi incassa di più). Ma sarà soprattutto l’occasione per ripensare la gestione territoriale inquadrandola in una lettura più ampia: organizzare e rinforzare il territorio, ripensare l’organizzazione dei servizi epidemiologici, i servizi di prossimità, l’integrazione socio-sanitaria. Il nostro servizio di fatto è sempre stato un servizio centrato sull’ospedale, mentre poche risorse sono distribuite al territorio e pochissime sono dedicate alla prevenzione e alla promozione della salute. Il sistema dei tagli lineari di fatto ha chiuso posti letto, tagliato il personale; ora “dobbiamo muoverci dall’ospedale al territorio”.

In questo quadro bisogna puntare con forza a realizzare presto l’Hospice dell’Umberto 1° di Mottola. Non è il caso di cavalcare la “demagogia degli sprechi” per inseguire il miraggio di portare a Mottola l’Oncologico.

Il polo oncologico al Moscati, a Paolo VI, rappresenta per la Città di Taranto un parziale quanto irrinunciabile risarcimento del danno subito nel tempo dai Tarantini per la presenza dello stabilimento siderurgico, del cui reddito prodotto, ha beneficiato tutta la provincia mentre i danni incalcolabili hanno pesato prevalentemente sul territorio urbano di Taranto. Come dire che le bocche che hanno mangiato sono state, quelle di tutta la provincia, e il conto da pagare è rimasto ai Tarantini…

Non è il dott. Salvatore Pisconti, che deve accettare “di farsi 40 km al giorno in più, tra andata e ritorno, per venire a fare il primario nella bomboniera sanitaria di Mottola”. Sono i pazienti Tarantini che periodicamente si sottopongono ai trattamenti di chemio e radio terapia, che quando non sono autonomi, devono ricorrere al taxi per raggiungere il Moscati. Sarebbe un ulteriore danno per loro. E sarebbe un offesa ulteriore per una città già gravemente provata. Si metta da parte la guerriglia, che spesso è mossa da ambizioni personali, e si guardi al bene comune della nostra gente. Questo è compito della Politica!

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