L’intuito del leader

Come sapete io sono un sostenitore di Matteo Renzi e l’ho sostenuto nei momenti in cui era al culmine del successo ma soprattutto nei momenti più difficili quando ha perso e quando tutti lo infangavano. Perché? Perché lo ritengo un politico di vaglia e il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi venti anni. Un Presidente del Consiglio che prende un Paese con un pil a meno 1,50% e lo lascia a + 1,50% recuperando 3 punti, che prende un Paese con uno spread a 185 punti e lo lascia con uno spread dimezzato a 90 punti, che lascia un Paese con un milione di occupati in più e può vantare un carniere di riforme che nessun presidente del Consiglio dal 2000 ad oggi ha realizzato è degno della massima stima e del massimo rispetto. E poi Renzi ha le qualità del leader dei tempi nostri: è intelligente, colto, ottimo comunicatore, efficace parlatore, spregiudicato e cinico al punto giusto, riesce a stabilire un feeling col suo popolo, è uno che sa decidere la cosa giusta al momento giusto. E’ un po’ guascone e questo molti italiani che giudicano un politico non dalle cose che fa ma dalla simpatia o antipatia non glielo hanno perdonato. E’ uno che nelle cose che fa ci mette la faccia. Al referendum ce l’ha messa e con il referendum ha perso anche quella. E’ coerente fino alla fine. Dopo la sconfitta del referendum come aveva promesso si è dimesso sia dalla carica di Presidente del Consiglio sia da quella di segretario del PD cosa che non accade spesso in politica. Non si è suicidato per fare un piacere ai suoi avversari e non si è ritirato in un convento come aveva promesso e questo gli italiani cretini glielo rimproverano perché volevano appunto che si suicidasse e sparisse dalla circolazione. Come i veri leader suscitano grandi innamoramenti e grandi odi. Bene in questa vicenda del nuovo governo il merito o demerito a seconda dei punti di vista è tutto il suo. E si è comportato da leader quale è. Il vero distruttore di Salvini non è Di Maio il traditore ma Matteo Renzi. Aveva capito che Salvini mettendo in crisi il governo voleva andare alle urne per capitalizzare il consenso che aveva costruito. E questo per lui come per qualsiasi uomo di sinistra di buon senso è un grosso pericolo per il Paese (per chi è di destra ovviamente è il contrario) per cui si è mosso con l’obiettivo di sparigliare il gioco di Salvini. E come? Impedendogli di andare alle urne e capitalizzare il consenso che avrebbe fatto governare Salvini per venti anni. Tra l’altro non andare alle urne era interesse anche suo e del PD oltre che dei 5 stelle, suo perché con la continuazione di questo Parlamento avrebbe continuato a controllare i gruppi parlamentari e quindi rimanere in partita, al PD di Zingaretti perché il PD non era ancora pronto ad affrontare una voto anticipato che lo avrebbe visto assestarsi ancora intorno al 20% se non addirittura sotto il 20%, ai 5 stelle perché sapevano che le urne sarebbero state la loro tomba. Come fare? Ecco l’intuizione geniale che nessuno poteva aspettarsi soprattutto da lui che ha sparigliato tutti i giochi. Offrire una sponda ai 5 stelle che sono stati scaricati bellamente e proditoriamente da Salvini e che ovviamente neanche loro volevano andare alle urne. Questo non se lo aspettava nessuno proprio da lui che dai 5 stelle è stato il più infangato e il più criminalizzato. Questo non lo avrebbe fatto mai Zingaretti che non ha le palle del leader e che addirittura, come sta emergendo dalla pubblicazione dei messaggi telefonici tra lui e Salvini, è sospettato di intesa col nemico poiché aveva assicurato a Salvini che lui mai e poi mai avrebbe aperto ai 5 stelle e men che meno Renzi. Enrico Mentana nella sua maratona televisiva de la 7 di ieri ha rivelato senza smentite da parte né di Zingaretti né di Salvini che c’è stata una prima telefonata tra i due nella quale il segretario del PD assicura Salvini che il PD mai avrebbe aperto ai 5 stelle e una seconda telefonata sempre tra i due nella quale il leader della Lega ha chiesto rassicurazioni al segretario del PD: “’ma non è che Matteo Renzi può fare il governo con i 5 stelle?’. Risposta di Zingaretti “Ci metto la mano sul fuoco”. Sia Salvini che Zingaretti ci hanno messo la mano sul fuoco e se la sono bruciata perché non avevano previsto la decisione di Renzi.
Quindi Renzi forte del fatto che controllava la maggioranza dei gruppi parlamentari ha proposto dapprima un governo istituzionale poi ha accettato l’ipotesi del governo PD-5 stelle. Pur disorientato dalla mossa di Renzi, ma ormai sicuro del suo appoggio, spalleggiato dall’ala ministerialista e governativa del partito dei Franceschini e degli Orlando, Zingaretti è stato costretto ad uscire allo scoperto ed ha offerto ufficialmente la sponda ai 5 stelle. La decisione stavolta ufficiale del PD ha messo in mutande Salvini e lo ha fatto crollare. La messa in crisi del governo di Salvini per andare anticipatamente alle urne e impadronirsi del Paese ha fallito miseramente il suo obiettivo ed ha messo a nudo la pochezza e il corto respiro della strategia leghista. Vittoria piena. Certo a Renzi questo sarà costato sul piano emotivo personale tantissimo ma questa è la politica e i veri leaders si misurano non quando tira buon vento o quando c’è aria di bonaccia ma quando il mare è in tempesta e occorre prendere le decisioni giuste e soprattutto quando riescono a ragionare col cervello e non con l’emotività del cuore. Ma come proprio Renzi sul quale i 5 stelle hanno riversato tonnellate di fango e per il quale l’appellativo più buono era stato mafioso, bomba, pagliaccio e buffone servo delle banche offre un’ancora di salvataggio ai 5 stelle? E qui Renzi ha dimostrato di essere un vero leader con le palle, che nelle cose che fa ci mette sempre la faccia, che ha il giusto cinismo politico e la giusta spregiudicatezza e possiede il giusto pelo sullo stomaco che gli ha fatto ingoiare tutto anche Conte e Di Maio pur di raggiungere l’obiettivo di far fuori Salvini. Avete capito ora perché Salvini ce l’ha con Renzi e nel suo intervento al Senato se l’è presa con Renzi e non con Zingaretti che oggettivamente è figura di secondo piano rispetto al toscano? Perché aveva capito che l’artefice dell’operazione è opera di Renzi non di Zingaretti. La maggior parte di chi vede le cose in modo superficiale ha gridato allo scandalo ed ha arricciato il naso inorridito, quelli che come me avevano intuito non hanno gridato allo scandalo ma hanno parlato di rospo immondo da ingoiare. A chi non conosce l’arte della politica questo è apparso come contraddittorio, incoerente, trasformistico e da saltimbanco perché ragiona con la miopia dell’istinto e non con la freddezza e la lucidità della ragione. E analizzando con la ragione e con l’intelligenza politica questa vicenda personalmente mi convinco più di quanto non lo fossi già fa che Renzi è davvero un leader. Ma questo non è dato a tutti di comprenderlo. Per la destra e i salviniani Renzi rimarrà un mascalzone corrotto e mafioso, per i 5 stelle cretini come Dibattista e Paragone Renzi rimarrà l’anima nera da battere non rendendosi conto che gridare al voto al voto come hanno fatto loro in realtà significava essere alleati di Salvini (di questo non si è reso conto neanche il pur lucido e intelligente Carlo Calenda) ma per tutti gli altri, quelli di sinistra che hanno a cuore la democrazia di questo Paese, Renzi è davvero un leader a cui bisogna dire grazie per questa operazione.

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