L’altra strada indicata da Renzi si può costruire solo cosí.

Avrei preferito che le forze progressiste di chiara ispirazione europeista, antipopuliste e antisovraniste avessero trovato la possibilità di stare insieme in unica lista, che non si caratterizzasse con simboli di partito o di movimento riconosciuti. Ma,obiettivamente, ció, con un sistema elettorale proporzionale con preferenze, risultava molto difficile se non impossibile. E quindi ci troviamo in questa situazione, che a sinistra, più che a destra, risulta essere stata sempre perniciosa:la concorrenza elettorale di chi politicamente risulta essere più vicino si trasforma spesso in rissa elettorale. Ma, per chi come me ha abbandonato da tempo le appartenenze di partito e, soprattutto quelle di “corrente”, la valutazione. sic res stantibus, é e deve essere un’altra: c’ é urgente bisogno, dopo le elezioni europee di tentare di costruire, a, seguito anche di possibili terremoti elettorali, nel nostro Paese, una forza politica di chiara ispirazione progressista, europeista, antipopulista e antisovranista di ispirazione liberal democratica, che occupi uno spazio centrale nello schieramento politico e sia interlocutore e alleato di un PD, che sembra sempre piú orientato ad abbandonare la vocazione maggioritaria delle origini, per ritagliarsi, con la gestione Zingaretti, uno spazio politico di sinistra, di impronta classicamente socialdemocratica, con uno schema classico di tipo bipolare nelle alleanze politiche tra sinistra e destra. Ora la costruzione, a mio avviso, di questo nuovo raggruppamento politico, che io ritengo necessario, si puó realizzare se la lista +Europa e movimenti civici vari riesca ad avere un successo elettorale tale da raggiungere, con il quorum, una forza aggregativa, che permetta, intorno ad essa, di costruire un soggetto politico nuovo, che possa essere anche di aiuto al PD e alternativo ad ipotesi di sue alleanze politiche subalterne, come quelle proposte esplicitamente e implicitamente da molti suoi esponenti. Ora per me e per il bene del paese, che ha bisogno di una alternativa chiara all’avanzata della destra sovranista, il voto alla lista Bonino Pizzarotti, é un voto a questa prospettiva, anche se ció dovesse comportare la elezione nelle liste del PD di qualche candidato renziano in meno. L’altra strada indicata da Renzi si può costruire solo cosí.

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