La vittoria Pirro

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“Passata è la tempesta odo augelli far festa”. Gli augelli del no stanno facendo festa e man mano che passano le ore si stanno accorgendo che l’euforia della vittoria sta cedendo il posto al panico perché adesso non sanno che pesci pigliare. Hanno vinto, anzi stravinto e adesso? Adesso la vittoria ha molti padri e già stanno cominciando a litigare per appropriarsi dello stendardo. In verità il vero vincitore è Grillo per il quale hanno lavorato tutti da Berlusconi a Salvini da D’Alema a Bersani, dalla sinistra interna al PD ai cosiddetti cattolici democratici aprendo al comico genovese un’autostrada per le politiche. Lenin li avrebbe chiamati “utili idioti”. Hanno abbattuto il tiranno Renzogan, hanno salvato l’Italia dalla dittatura, hanno salvato la libertà, la democrazia e….il loro culo. I parassiti del Cnel festeggiano e ringraziano perché continueranno a pascolare con i soldi degli italiani, 200 senatori vedranno confermato il loro seggio per i prossimi venti anni e per altrettanti anni i consiglieri regionali manterranno i loro lauti stipendi, continueranno a spendere e a spandere all’impazzata e con i rimborsi elettorali continueranno a comprarsi preservativi, pannolini, mutande verdi e a regalare berlocchi per le amanti. Nel PD quelli del no in fondo a Renzi non lo volevano uccidere volevano solo azzopparlo. Baffino non aveva forse detto che occorreva battere Renzi perché abbassasse la cresta e diventasse più umile e conciliante. Detto in soldoni il leader Maximo voleva che Renzi finisse di rompere le palle con la rottamazione di gente come lui e Bersani e cominciasse a dare qualche ministero a Speranza, un posto di commissario europeo a lui stesso, un posto di vicesegretario a Gotor ecc. Loro pensavano che al ragazzo di Firenze sarebbe bastata una scoppola e che dopo la stangata lui sarebbe rimasto al suo posto a farsi rosolare a fuoco lento fino alla scadenza naturale del mandato. E invece il ragazzo è furbo e li ha presi sul serio ed ha detto a quelli del no “Cari amici e compagni. Avete detto che sono un tiranno e un cazzaro e che dovevo andar via. Bene avete vinto voi e adesso prendetevi la bicicletta e pedalate perché io vado via. E adesso sono cazzi vostri. Fate un nuovo governo e una nuova legge elettorale se ne siete capaci. Il tempo di portare a termine la finanziaria e poi ci vedremo a Filippi con nuove elezioni a febbraio”. Ed in effetti a febbraio ne vedremo delle belle. Intanto Renzi si è dimesso da Presidente del Consiglio ma non da segretario del PD. Questo vuol dire che il prossimo competitor per il PD sarà lui. All’interno del PD la pochezza di Bersani e di Speranza si è espressa con palmare evidenza quando hanno detto che Renzi deve continuare a fare il premier ma deve anticipare il congresso dimostrando che il loro no non era alla riforma della quale se ne strafottevano, cosa che avevano capito anche i bambini, ma a Renzi. Ma se Atene piange Sparta non ride. Nel centro destra la lotta a coltello può avere due esiti o Berlusconi (che ha il 12% delle azioni) si piegherà a Salvini (che invece di azioni ha l’11%) e lo incoronerà leader del centro destra compreso Fratelli d’Italia (3%) e allora il centro destra sarà un polo del valore del 26% e il leader del centro destra un competitor serio oppure Berlusconi non riuscirà nel miracolo e andranno in ordine sparso e allora per il centro destra non ci sarà partita. Grillo avrà il suo 25% suscettibile di aumento ed è in campo. Ora posto che il referendum non è stato, come tutti gli analisti sostengono, un referendum sulla riforma ma su Renzi quest’ultimo può senz’altro mettere il timbro su quel 40% dei si o quanto meno su una percentuale che va dal 30 al 35%. Se questo è vero Renzi è tutt’altro che sconfitto perchè nel centro sinistra oltre a Renzi non esiste nessun altro leader in grado di competere con Grillo. E allora domani sera alla direzione del PD la sinistra pavida e tremebonda di Bersani chiederà a Renzi di continuare a governare e di anticipare il congresso (cosa che Renzi non concederà) mentre la maggioranza chiederà a Renzi di portare in porto la finanziaria e poi di schierarsi per le elezioni anticipate nelle quali al ballottaggio Renzi sarà il competitor del centro sinistra. Questo significa che da dopodomani Renzi inizierà la campagna elettorale per le politiche di febbraio o al massimo di giugno.

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