La verità è lenta e fatica ad arrivare. Le uova invece la precedono…

“Cari amici, è con grande emozione che vi annuncio la mia candidatura alla Camera dei Deputati per il “Movimento 5 Stelle”. Una scelta che prima di essere condivisa dal sottoscritto, è stata caldeggiata e sostenuta da Luigi Di Maio in persona con una telefonata di pochi giorni fa. Il coronamento di un lungo percorso civile e professionale che mi vedrà concorrere nel “Collegio Uninominale – Puglia n°11 di Martina Franca”

C’è chi in politica è abituato ad annunciare obiettivi che poi non realizzerà mai e c’è chi lavora duro, lontano dai riflettori, per il bene della comunità…

Gianpaolo Cassese è un deputato del M5s instancabile e “supercompetente”.

Uno di quelli che “Taranto è al primo posto nell’agenda del Movimento”, prometteva e si diceva certo con l’arrivo dei Cinque stelle al governo, della chiusura dell’Ilva.

Arrivato a Montecitorio e diventato membro della commissione Agricoltura, diventa oggetto degli strali di chi nel Movimento lo accusa di contravvenire ad un impegno del contratto di governo giallo/verde: “Deve qualificarsi come possibile conflitto di interessi l’interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l’esercizio obiettivo, indipendente o imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto di interessi, ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come monetario”.

Cassese da proprietario di una società con 50 mila galline, di cui non è più amministratore unico, presenta una risoluzione che impegna il governo a legiferare per far sì che “le uova siano sempre timbrate nel luogo di produzione, per evitare il rischio di frodi”. E’ convinto che non può giudicarsi un conflitto d’interessi occuparsi, da deputato, di materie accostabili agli affari di famiglia perchè la loro è un’azienda piccola”, al contrario di ciò che si legge sul sito della masseria: “una delle più importanti e dinamiche aziende agricole dell’Italia”.

Ma le uova di Cassese rischiano di rompersi per un altro ben più grave sbattere. Luigi Di Maio decise di candidarlo nel bel mezzo dell’inchiesta sul crac della Banca della Valle d’Itria e Magna Grecia e il padre di Giampaolo, Aldo Cassese è uno degli imputati nel relativo processo in quanto componente del Consiglio di amministrazione. Ma com’è noto per il M5s i padri non sono tutti uguali. Mentre Maria Elena Boschi veniva costantemente messa alla gogna per il suo, poi assolto,  Aldo Cassese, a detta del figlio Giampaolo, “è stato tra i più danneggiati economicamente, essendo tra gli azionisti di rilievo della banca che aveva contribuito a fondare”.

Honestà, honestà: gli altri sono tutti disonesti in attesa di giudizio. Loro invece, sono tutti onesti a prescindere dal giudizio…

Il Governo ha dato il via libera per salvare la Banca popolare di Bari ammettendo una verità inconfutabile: chi salva i risparmiatori e i lavoratori non è un amico dei banchieri ma è una persona che si preoccupa del futuro delle imprese e del territorio.

Ieri si distribuivano palate di fango sopra chi non metteva soldi pubblici nelle banche, cosa che invece oggi si sta facendo. La verità è lenta e fatica ad arrivare. Le uova invece la precedono…

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