La cittadinanza in Italia è solo per diritto di sangue…

Ad affermarlo il ministero dell’Interno che si è opposto alla trascrizione dell’atto di nascita in Italia di un bambino nato in Inghilterra, figlio di due donne unite civilmente, una inglese e una italiana. Se ne occuperà il Tribunale di Bari poiché la Procura di Bari, che aveva dato avvio al procedimento con una richiesta di cancellazione dell’atto già trascritto dal Comune, ha revocato quella richiesta.

Si è opposto il Ministero dell’interno insistendo perché l’atto di nascita venga cancellato. Il Comune di Bari e l’avvocatura per i diritti Lgbti, che sostengono la validità della trascrizione. Per il Ministero, il fatto che le due donne siano unite civilmente anche in Italia è irrilevante perché la cittadinanza in Italia è solo per diritto di sangue.

Lo ius sanguinis è un’espressione giuridica di origine latina che indica la trasmissione alla prole della cittadinanza del genitore, sulla base pertanto della discendenza e non del luogo di nascita.

Si contrappone allo ius soli (in lingua latina «diritto del suolo») che indica l’acquisizione della cittadinanza di un dato paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.

Quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni. Tra questi gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l’America latina. Alcuni Paesi europei (Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito) concedono altresì la cittadinanza per ius soli, sebbene condizionata.

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