Intesa Regione Puglia OMS su VIS Taranto

Ieri (20 giugno) a Roma in Parlamento c’è stata la conferenza stampa, molto partecipata, sull’intesa intercorsa tra la Regione Puglia e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in merito alla Valutazione d’Impatto Sanitario (VIS) sulla popolazione di Taranto indotto dal funzionamento degli impianti della ex Ilva.

Qualcuno dei presenti alla conferenza stampa ha chiesto o si è chiesto quante VIS, e in quali Paesi del mondo, sono state fatte da OMS? Quali dati concreti potrebbero essere presentati entro 12 mesi dall’effettuazione del primo acconto versato a OMS dalla Regione Puglia? Per esempio, un dato, scientificamente dedotto, sul “rischio sanitario residuo” nelle varie ipotesi, da confrontare con una soglia definita “accettabile” sulla base di criteri stabiliti da chi e come.

Come mai su questa vicenda tutta pugliese non ci sia la presenza di “corrispondenti” ufficiali italiani dell’OMS? L’Italia ha addirittura un proprio rappresentante ufficiale nell’Executive Board mondiale di WHO (OMS)! Saprà bene se tra i compiti di OMS nelle sue varie articolazioni anche territoriali ci può stare anche quello di “Redigere la valutazione di impatto sanitario preventivo nello stabilimento di Taranto”, ovvero di controllare l’inquinamento di singoli impianti, addirittura senza coinvolgerne direttamente e subito i relativi Gestori.

Sinceramente, a me pare che siamo in presenza di una ragazzata, orchestrata bene ma parecchio problematica rispetto al grande dramma che stiamo vivendo a Taranto, che si complica sempre più.

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