Il virus del benessere, crisi e governance internazionale.

In questi giorni non nascondo le mie difficoltà a raccogliere il presente, ma per fare chiarezza nella testa e darti la speranza non puoi che ordinare i pensieri in un ottica di futuro. In questi momenti critici hai la necessità di diventare resiliente e non farti trovare impreparata al domani. Mi piace guardare con quest’ottica gli interventi che il Governo mette in campo soprattutto in ambito “Famiglia” ed “Agroalimentare”, due punti forti su cui dobbiamo reinvestire le nostre lacrime legittime, le nostre ansie per l’incertezza ed il nostro dolore personale e nazionale. Dobbiamo andare verso un mondo inteso come comunità di comunità. Saranno necessarie riforme del sistema politico-economico: appropriarci di un concetto quale la cooperazione internazionale per la soluzione dei problemi mondiali in ambito economico, ambientale, socio-culturale e finanziario; promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzioni e appartenenze. La loro realizzazione oggi si dimostra ancora troppo insufficiente. La cooperazione ha in sé l’idea dell’umanità come famiglia: la responsabilità personale fa si che occuparsi di economia voglia dire pensare all’altro per condividere sviluppo e benessere. Oggi abbiamo capito che ci troviamo in una inarrestabile crescita dell’interdipendenza globale, nel bene e nel male. Senza un saldo ancoraggio a dei principi fondanti e fondamentali, qualunque forma di autorità politica mondiale rimane lettera morta. Lo sviluppo integrale dei popoli e la collaborazione internazionale esigono che ci sia un grado alto di sussidiarietà e che si mettano in atto un ordine socio-politico ed economico conforme a quello morale. Ora più che mai è necessario aumentare l’ordine e ridurre il disordine, soprattutto mediatico. Abbiamo toccato con mano cosa significa globalizzazione e mi chiedo se lo abbiamo gestito con saggezza. La sussidiarietà implica che ogni entità partecipi effettivamente alle decisioni, ma nei fatti è violato troppo di frequente. L’etica appartiene alla sfera umana nella sua integralità, tocca si la dimensione personale ma anche comunitaria. La sfera civile deve contribuire ad autenticare la vita politica. Quali sono i punti che dobbiamo affrontare con autenticità? a)Promuovere il governo dell’economia mondiale, b) risanare le economie colpite dalla crisi, c)prevenire peggioramenti delle stesse con conseguenti maggiori squilibri, d) realizzare un opportuno disarmo per garantire sicurezza alimentare e la pace, e) garantire la salvaguardia dell’ambiente e la salute delle persone, f) regolamentare i flussi migratori che rappresentano una nuova urgenza. Ci troviamo in un momento di stravolgimento dell’economia tradizionale che ci fa pensare ad un recupero dell’agricoltura e delle manifatture locali, questa situazione sta producendo grandi sofferenze, danni economici ed instabilità sociale. Alcune di queste sfide sono questioni classiche, altre invece ci mettono di fronte a situazioni relativamente nuove, collegate tra loro e certamente difficili ma non impossibili da risolvere. Questi grandi segni dei tempi ci chiamano alla reale creazione di una governance internazionale efficace regolata dal diritto, ispirata ai principi di sussidiarietà e solidarietà vere,  orientata alla creazione reale del bene comune, che sostenga la realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale, che abbia il riconoscimento di tutti godendo di un potere effettivo per creare sicurezza, garante della giustizia e rispetto dei diritti. Mancando ciò sarebbe vivere con la legge della giungla, ovvero il predominio di forti gruppi economici e finanziari che dettano l’agenda politica a danno del bene comune universale. Oggi più che mai abbiamo l’urgenza di trovare forme innovative di attuazione della responsabilità mettendo da parte egoismi e polemiche. Tutti quanti noi siamo chiamati ad attuare proposte coerenti e profonde. Sarà sufficiente volontà e coraggio anche a livello politico, per ritrovare, anche attraverso un nuovo male, “una comunità globale” degna di esserlo.

Maria Vittoria Colapietro

Coordinatrice Provinciale Taranto ITALIA VIVA

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