Il viaggio di Capitan Fracassa…

Il balcone e’ quello della RAI, predisposto da Francesco Giorgino con una edizione speciale del tg 1. Tutti possono dire qualcosa ma la serata e stata preparata per lui che da Pescara si rivolge al suo popolo invitandolo a tenersi pronto. Taviani prova a ricordargli che senza di loro non ha i numeri, che quel che resta di Forza Italia potrebbe tornargli utile, FdI invoca un governo sovranità. Ma Capitan Fracassa scendendo dal palco si concede ai microfoni: non ci sono strade vecchie da percorrere. Gli italiani mi diano pieni poteri!!!

Giuseppe Conte sa che è giunto al capolinea ma non si decide a scendere:””Ieri e questo pomeriggio è venuto a parlarmi Salvini il quale mi ha anticipato l’intenzione di interrompere questa esperienza di governo e di andare a votare per capitalizzare il consenso di cui la Lega gode attualmente. Ho già chiarito a Salvini che farò in modo che questa crisi da noi innescata sia la più trasparente della storia della vita repubblicana. Spetterà a Salvini, nella sua veste di senatore, spiegare al Paese e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento le ragioni che lo portano a interrompono bruscamente” l’azione di governo. Rivendica di aver scelto le sedi istituzionali per difendere il contratto che lo ha portato a palazzo Chigi mentre il ministro dell’interno si sollazzava sulle spiagge fra moto d’acqua e discoteche.

Ma il più patetico è Luigi Di Maio. Il sogno si è infranto. Pare che questa notte abbia vissuto il suo incubo peggiore: aggirandosi nella tribuna d’onore del San Paolo farneticava di una riforma  fondamentale che vorrebbe approvare a settembre: “riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. E’ una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti. il mio è un appello a tutte le forze politiche in Parlamento. Votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto”. Ma la prima poltrona ad essere tagliata sarà la sua. Pare che qualcuno nel sogno premonitore gli abbia urlato: ragazzo portami un’aranciata…si è svegliato terrorizzato invocando l’aiuto di Beppe e Davide, ma dei due si sono perse le tracce!

Nicola Zingaretti si dice ‘pronto alla sfida. Nelle prossime elezioni non si deciderà solo quale governo ma anche il destino della nostra democrazia,della collocazione internazionale del nostro Paese. Il Pd chiama a raccolta tutte le forze che intendono fermare idee e personaggi pericolosi. Noi siamo prontissimi, perchè siamo quella forza che ha aperto una grande fase di rinnovamento e che oggi è la vera alternativa a Salvini”. A dire il vero qualche personaggio pericoloso andrebbe fermato nel Pd, a partire da quelli che vorrebbero che Matteo Renzi abbandonasse la politica per agevolare l’abbraccio con il movimento di Di Maio. C’è da chiedere a Zingaretti, se mai ci sarà un dibattito al Senato per discutere della crisi a chi sarà chiesto d’intervenire a nome del Pd? Certamente questa volta Matteo Renzi non si lascerà sfuggire l’occasione di bastonare in egual misura Lega e M5S…

Taiani prova a ricordare a Salvini  che quel che resta di Forza Italia potrebbe tornargli utile. Lo fa citando l’editoriale del direttore del Tg 2 suscittando la risposta piccata di Giorgino che com’è noto si è “spostato” con la Lega…

Giorgia Meloni suona subito la carica, rivolgendo un chiaro messaggio a Matteo Salvini: Ora si torni al voto per dare agli italiani il governo sovranista che abbia come priorità la difesa dei confini e dell’economia italiani, la riduzione delle tasse e il sostegno a chi crea posti di lavoro”, un’alleanza che però, Salvini, vorrebbe evitare almeno prima del voto: il sogno proibito del ministro dell’Interno è correre solo e strappare la maggioranza in solitaria: “Mi candido premier? Quello sicuro”. Lo ha detto Matteo Salvini a margine del comizio a Pescara. “Chiedo agli italiani se ne hanno voglia di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo”, ha detto assicurando che “chi sceglie Salvini sa cosa sceglie”.  “Intanto andiamo a votare, spero il prima possibile, poi ragioneremo con chi. Sicuramente non vedo ritorni al passato”.

Come andrà a finire?  Mi torna in mente Capitan Fracassa,la caricatura del soldato di ventura, fifone, sbruffone e spaccone. Vuole a tutti i costi averla vinta e fare fortuna, ma alla fine viene deriso e conclude ogni sua avventura a suon di botte. Racconta sempre storie incredibili, a cui crede solo lui, e nei fatti finisce per scontrasi con la sua stessa natura di vigliacco. Ha un aspetto piacevole, baffoni e pizzetto indossa sempre immeritatamente una felpa presa in prestito dalle forze dell’ordine. Compagna fedele di Capitan Fracassa è una pesante e grossa spada che trascina rumorosamente e in modo impacciato, che tuttavia utilizza poco: combatte di più con la lingua.

Nel 1990, Ettore Scola,ispirato al celebre romanzo di Théophile Gautier,  puntando su una atmosfera favolistica ed una cornice d’intorno molto vivida, costruì un film convincente, enigma in bilico tra realtà e finzione scenica che si adatta molto ai giorni nostri.

Una sgangherata compagnia teatrale itinerante fra le stelle, chiede ospitalità bussando al portone della Lega dove il vecchio senatur Umberto, caduto in disgrazia, ha consegato in dono giovane Capitano un gruzzolo di 49 milioni di euro. Inizia così l’avventura del giovane ed arrogante Capitano e della compagnia teatrale: Il ragazzo scopre prima la passione per le belle donne e poi la passione per la recitazione; finirà per spendere in propaganda il gruzzolo dando vita all’esilarante personaggio di Capitan Fracassa. Nel finale, che si svolge fuori da Palazzo Madama e Montecitorio, dove gli attori recitano per il popolo, si assiste ad un nuovo, ultimo atto della commedia, in cui si capisce che cos’è successo: la propaganda costa e i soldi son finiti, ne può sperare che ne arrivino altri da Matuška Rossija. Al ragazzo non è rimasto altro che rimanere con la compagnia come attore…

 

 

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