Il lento peregrinare de “le Perdune”…

Da Giovedì Santo al Sabato Santo, sino alla Veglia di mezzanotte, la città si immerge in una dimensione senza tempo esorcizzata dal lento pellegrinare dei confratelli e di tutti i fedeli. La pietà popolare, espressa nelle chiese, nelle vie, nelle piazze in modo corale, partecipato e commosso. I tarantini, provati da mille difficoltà e problemi, in questa occasione, ritrovano una traccia d’identità, un senso d’appartenenza alle proprie tradizioni tra fede e cultura. Protagoniste le due Confraternite: quella di Maria SS. Addolorata e San Domenico e quella del Carmine che da più di due secoli organizzano i riti con cui rivivono i drammatici momenti dei dolori della Madonna e della Passione di Cristo.

Ogni anno, da sempre, polemiche accompagnano e seguono l’aggiudicazione dei simboli e delle poste. La commistione fra sacro e profano, la venalità del metodo che attribuisce la scelta al denaro… Attimi che si perdono immediatamente in una città che almeno per una volta all’anno si “ritrova e riunisce” nelle sue tradizioni, la sua storia, la sua cultura…

L’origine dei riti della settimana santa di Taranto affondano le proprie radici nella notte dei tempi, pare infatti che risalgano all’epoca della dominazione spagnola lo dimostrerebbe il fatto che tali riti hanno tutt’oggi delle affinità con quelli che si svolgono in Spagna sempre durante il periodo di Pasqua. Secondo la leggenda il patrizio tarantino Don Diego Calò fece costruire a Napoli le due statue del gesù Morto e dell’Addolorata e le donò alla confraternita del carmine con in cambio la promessa solenne di organizzare la processione nel corso del tempo. I protagonisti principali dei riti della settimana santa di Taranto sono sicuramente i perdoni (le perdùne in dialetto locale), che in realtà altro non sono che coppie di confratelli della Chiesa del carmine che nel pomeriggio del Giovedì Santo escono dalla Chiesa stessa in pellegrinaggio verso tutte le chiese della città nuova e della città vecchia dove sono stati allestiti i cosiddetti sepolcri. Due sono le caratteristiche principali dei Perdoni, in primo luogo l’abito, costituito da un camice bianco e un rosario nero appeso in vita con un crocifisso e una cinghia che sta a rappresentare la frusta che colpì Gesù ed un cappuccio sul volto, e in secondo luogo il fatto che i perdoni compiano il loro pellegrinaggio completamente scalzi. I Perdoni portano inoltre una mazza alta circa due metri che simboleggia l’antico bastone dei pellegrini: infatti le Perdúne sono così chiamati in ricordo dei pellegrini che si recavano a Roma per ottenere il perdono dei peccati. L’uscita dei Perdoni è il primo atto della Settimana Santa tarantina che coinvolge l’intera cittadinanza. All’uscita dei perdoni segue la Processione dell’Addolorata, questa processione parte alla mezzanotte tra il Giovedì e il Venerdì Santo dalla chiesa di San Domenico Maggiore, portando la statua della Madonna Addolorata, e procede per le strade del Borgo Antico e poi del Borgo Nuovo. Alla processione dell’Immacolata segue il venerdì santo la Processione dei misteri che è composta dalla Troccola, strumento che apre la processione, le Pesàre che rappresentano le pietre scagliate verso Gesù, la Croce dei misteri, la Terza Croce, la Seconda Croce, La Prima Croce, il Trono, l’Addolorata. È accompagnata da due bande che suonano marce funebri. Vi sono inoltre quattro coppie di poste prima dei Crociferi e due prima del Trono, nonché due Mazze che hanno il compito di mantenere ordinata la processione e di sostituire i confratelli in caso di necessità. La processione rientra nella chiesa del Carmine la mattina del Sabato Santo. È il preludio di momenti di tristezza e di meditazione sino alla mezzanotte, quando le campane delle chiese con il loro rintocchi annunciano che Cristo è risorto, ponendo fine ai riti della Settimana Santa tarantina. La processione è un momento sentito da tutta la città, un momento di forte devozione durante il quale tutti i tarantini, ma anche turisti provenienti da ogni parte della Puglia e d’Italia vivono con commozione e forte spiritualità. I riti della settimana santa di Taranto sono un evento sicuramente da non perdere e da vivere almeno una volta nella propria vita. Durante la celebrazione dei riti della settimana santa si respira una forte spiritualità, qualcosa che lascia nell’animo ricche sensazioni indescrivibili. Venite a Taranto,  per la celebrazione della settimana Santa. Non lasciatevi condizionare da una propaganda ostile che, ci presenta come una città invivibile. I problemi ci sono, ne siamo consapevoli ma la nostra è una città bellissima che esprime civiltà, storia e cultura millenarie…

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