Il gomblotto contro Salvini: condannato a restituire 49 milioni di “rifugiati”…

Ricordate il teorema del “non poteva non sapere”? Bettino Craxi era uno statista e lo hanno fatto passare per un brigante. Era rimasto l’unico a difendere l’autonomia della politica. Venti anni fa  la seconda Repubblica nasceva con la Lega che agitava il cappio in parlamento. La Terza nasce con la Lega che sta conquistando la fiducia di milioni d’italiani gridando al “gomblotto” contro la democrazia.

Salvini è un abile affabulatore che sa parlare alla pancia degli elettori. Un protagonista del “cambiamento con un grande avvenire alle spalle che gli stringe quel cappio del 92 al collo.

La seconda Sezione della Cassazione Penale del 3 luglio 2018  ha ritenuto fondato il ricorso della  Procura della Repubblica di Genova: «la richiesta avanzata in corso di esecuzione dal Pubblico Ministero di estendere l’originario provvedimento cautelare anche alle somme affluite in un momento successivo alla data di esecuzione del decreto di sequestro, nei limiti del quantum del provvedimento ablatorio originario, non comporta novazione, stante l’irrilevanza della fonte del sequestro perché l’oggetto della misura cautelare è sempre quella del decreto originario, che tra l’altro non è stata oggetto di contestazione, e cioè l’esistenza di disponibilità monetarie della percipiente Lega Nord che si sono accresciute del profitto del reato, legittimando così la confisca diretta del relativo importo, ovunque e presso chiunque custodito e quindi anche di quello pervenuto sui conti e/o depositi in data successiva all’esecuzione del provvedimento genetico».

Il malloppo “rifugiato” va restituito ovunque si trovi imboscato. Salvini non può scappare inchiodato alle sue responsabilità di ieri e di oggi. Ma il Ministro dell’Interno è bravo a buttarla in caciara. Chiede ufficialmente un incontro al presidente della Repubblica perché la sentenza a suo dire “non garantisce quello spirito di democrazia, libertà e partecipazione popolare su cui si fonda la nostra Costituzione e la nostra vita sociale”.

Nel frattempo il ministro dell’Interno, per tenere alta l’attenzione sulla sua azione dura e pura e distrarla  dalla sua colpevolezza passata in giudicato, prende carta calamaio e penna  e scrive a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale: “ ho personalmente richiesto velocità e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel bloccare tutti coloro che non ne hanno diritto”. Il Ministro dell’interno Matteo Salvini ha spostato 42 milioni dall’accoglienza dei migranti ai rimpatri volontari. Resta da scoprire il Matteo Salvini, Capitano della Lega, dove  ha spostato i   49 milioni di euro.

Il guardasigilli Bonafede si dice convinto che “Tutti devono potersi difendere fino all’ultimo grado di giudizio”, ma “le sentenze vanno rispettate, senza evocare scenari che sembrano appartenere più alla Seconda Repubblica”. La terza repubblica del cambiamento mostra invece la faccia come il culo del vice premier Di Maio: “Questa cosa non mi crea imbarazzo perché riguarda lo scandalo di Bossi e del suo cerchio magico, non l’attuale Lega”.

Giggino, ci sei o ci fai? Umberto Bossi ancora oggi occupa uno scranno del Senato, Perchè e grazie a chi? Grazie a chi ha ereditato da lui il “bottino” rifugiato!

Il Capitano della Lega naviga in mare, forte del vento in poppa che gli portano i sondaggi, chiudendo i porti, respingendo le navi cariche di migranti, additando a sproposito il business delle Ong. Trova persino il tempo di nuotare concedendosi ai fotografi:  Spero di lasciarli in mutande certi signori, sequestrando tutto quello che si può portare via …ma in mutande rischia di rimanerci lui.

A differenza del Duce preferisce nuotare in piscina, sequestrata alla mafia. Forse perchè sà che in mare aperto il vento improvvisamente può cambiare…

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