Il costo economico della pandemia e il Governo di utilità nazionale…

Ad oggi sono 7500 i caduti! Non sono solo numeri di una statistica che seguiamo ogni giorno con un’ansia crescente. Sono persone in carne ed ossa con le loro storie… I “nostri cari” che hanno intrapreso l’ultimo viaggio, senza che. stringendoci la mano. ci potessero lasciare l’ultimo ricordo. Una tristezza infinita…che da senso al sacrificio di queste ore per ogni vita che riusciremo a salvare!

E la tragedia umana ai tempi della globalizzazione. Le azioni intraprese dai governi per evitare che i sistemi sanitari vengano travolti sono coraggiose e necessarie. Ma hanno un costo economico da dopo guerra. Siamo tutti consapevoli che stiamo per affrontare una crisi economica senza precedenti?

Nei prossimi giorni quelli che rischiano di perdere i mezzi di sussistenza, saranno di più di quelli che rischiano di perdere la vita. La grande recessione è inevitabile.

La buona Politica non segue gli eventi, deve leggerli e anticiparli soprattutto in economia. Tutti insieme, dobbiamo immaginare cosa avverrà nei prossimi mesi e mettere in campo tutti gli strumenti per ripartire. Molte aziende che oggi chiudono rischiano di non riaprire mai più. Non possiamo pensare che la soluzione del futuro sia un reddito di cittadinanza per tutti. Dobbiamo pensare ad un piano strategico per l’Italia del dopo virus e l’Europa deve immettere liquidità nel sistema come stanno facendo i cinesi e gli americani.

La sfida sta nella velocità e nella forza per evitare che la recessione si trasformi in una lunga depressione con danni irreversibili. E’ chiaro che la risposta debba coinvolgere un significativo incremento del debito pubblico. Le perdite del settore privato, e il debito per colmare il gap, devono essere assorbite, in tutto o in parte, dai bilanci pubblici. I livelli più alti di debito pubblico diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e sarà accompagnata dalla cancellazione del debito privato. La priorità non deve essere solo la garanzia di un reddito base a chi perde il lavoro. Dobbiamo evitare di uscire da questa crisi con un’occupazione più bassa in modo permanente.

L’indiscussa, autorevole competenza del prof. Mario Draghi torna sulle pagine del Financial Times:

Il ruolo proprio dello Stato è utilizzare il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l’economia contro gli shock di cui il settore privato non è responsabile e che non può assorbire. Gli stati hanno sempre agito così davanti alle emergenze nazionali. La domanda chiave non è se, ma come lo Stato dovrebbe utilizzare il proprio bilancio in maniera opportuna. Le banche devono prestare denaro a costo zero alle aziende disposte a salvare posti di lavoro, in un sistema in cui gli istituti diventano “strumento” per realizzare “politiche pubbliche”. “Di fronte a circostanze impreviste, serve un cambiamento di mentalità in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra. “.

L’Italia ne uscirà. Ma per uscirne bisogna fare di più. Mai come in questi momenti è fondamentale stare tutti insieme, stretti intorno alle nostre Istituzioni ad ogni livello Governo nazionale, regionale, Enti Locali. Il coraggio dei Sindaci in prima linea, va sostenuto senza risparmio. “Bisognerà prepararsi a una manovra choc che non si potrà fare senza un “patto di utilità nazionale”.

La diga che abbiamo costruito per fermare il contagio non deve crollare. Questa è la sfida dei prossimi giorni.

Perdere tempo oggi sarebbe letale per domani.

Italia Viva nasce per garantire a tutti e a tutte il diritto al futuro. Nessuno deve rimanere solo di fronte alle sfide della vita a partire da chi è più svantaggiato, a partire dalle persone con disabilità…

Il coraggio e la passione per il cambiamento sono indispensabili per costruire un’Italia migliore. Il lavoro è presupposto della realizzazione individuale e del benessere collettivo. Il lavoro va creato, tutelato e incentivato. L’iniziativa economica e l’impresa vanno sostenute come strumento essenziale per la crescita, per questo vogliamo lottare a fianco delle piccole e medie imprese italiane. Delle partite Iva. Di tutti i lavoratori

Siamo orgogliosi di essere italiani ed europei ma abbiamo bisogno di un’Europa più forte e più coesa, un’Europa politica e non tecnocratica. Siamo federalisti europei, vogliamo costruire gli Stati Uniti d’Europa. La democrazia rappresentativa è per noi un patrimonio irrinunciabile: una democrazia capace di essere insieme rappresentativa, decidente e trasparente ma il potere e la responsabilità del servitore pubblico non sono illimitati: derivano dal mandato conferito che guida le sue decisioni e pone limiti alla sua azione. Non abbiamo la libertà di decidere se dobbiamo fare ciò che è necessario fare : è nostro dovere farlo.

Ci sarà un altro mondo dopo il corona virus. In questo mondo noi ci saremo se i prossimi giorni sapranno affidarsi al coraggio della competenza. Nella storia le decisioni fondate sulla conoscenza, sul coraggio e sulla umiltà hanno sempre dimostrato la loro qualità.

Dott.ssa Maria Vittoria Colapietro Coordinatrice provinciale Italia Viva Taranto.

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