Gli uomini parlano con le donne

L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato nel 25 Novembre la data per ricordare la violenza, ormai diffusa ed in aumento, sulle donne. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (19301961), il dittatore della Repubblica Dominicana. Il 25 novembre 1960, le Mirabal,mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. Oggi in Cile tutto questo ancora accade sotto gli occhi di tutti. La cronaca nera è satura di omicidi di donne i cosidetti “femminicidi”, che negli ultimi anni hanno raggiunto dati alquanto allarmanti, a volte verificatisi nel nostro quotidiano. L’argomento è di cosi rilevante importanza che non può essere circoscritto a case politiche, associazionistiche e culturali, ma vanno coinvolte e sensibilizzate soprattutto le nuove generazioni. Bisogna dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme, consapevoli che il cambiamento è soprattutto di natura culturale. Bisogna sollecitare una riflessione  su tali tematiche a partire dal proprio osservatorio personale e sociale e fornire adeguati strumenti  per offrire risposte idonee e concrete nelle situazioni di maltrattamento e violenza. E’ necessario un approccio integrato al fenomeno in relazione agli aspetti culturali, sociali, psicologici, giuridico-legali, mediatici ed impiegare  attività tese a consolidare il lavoro di rete, favorire la circolarità e lo scambio di buone prassi tra operatrici/operatori impegnate/i presso i diversi servizi territoriali. Le aree di intervento sono una specifica formazione  di base su ‘‘Violenza di genere e servizi di prevenzione e contrasto” tra cui anche i servizi specifici per uomini maltrattanti. La trasformazione da “regina del focolare” ad “ruolo sociale della donna” si realizza con modalità e tempi propri rispetto alle varie realtà territoriali. Ma la disuguaglianza tra uomini e donne non è ancora risolta, assistiamo ad un continuo processo di disconoscimento sostanziale. Le difficoltà sono legate sopratutto a comportamenti e linguaggi utilizzati che negano la dignità femminile. A volte sono le stesse donne  che finiscono per assecondare e perpetuare l’immagine della donna come preda passiva, casta e santa e dell’uomo come dominatore e cacciatore. L’impegno di tutti deve essere valorizzare la complementarietà tra uomini e donne (cultura della parità e valorizzazioni delle differenze di genere). Le donne, nonostante il loro essere single, mogli o madri; essere taglia 42 o 52, bionde, brune o rosse, indossare la minigonna o il burka, sono fondamentalmente Persone.

Maria Vittoria Colapietro  V. Presidente Massa Critica Jonio

PRIMO PIANO