E’ possibile licenziare e anche se non hai ragioni, paghi una multa e sei a posto…

“Questa mattina insieme alla @flaicgil siamo stati a Francavilla dove si radunano i #braccianti, dove i #caporali raccolgono i nuovi “schiavi”, dove uomini e donne cercano un lavoro, dove imprenditori rigorosamente bianchi sfruttano altri uomini#torneremo non li lasceremo soli”

Peccato che Maurizio Landini non abbia trovato il tempo di passare dalla FILLEA-CGIL di Taranto dove i massimi dirigenti della categoria e della Camera del Lavoro dimostrano di contraddire clamorosamente il “non li lasceremo soli”.

Iginia Roberti, funzionario tecnico della Fillea aspetta di parlargli della lettera di licenziamento ricevuta: “Siamo spiacenti di doverle comunicare con la presente il suo licenziamento per giustificato motivo oggettivo in conseguenza della crisi economica che ci ha colpito, con conseguente calo degli iscritti e dei relativi contributi sindacali, ed al cui esito si è reso necessario procedere alla riorganizzazione lavorativa interna ed all’ineludibile contenimento dei costi, con conseguente esubero di personale dipendente. Ci siamo visti costretti a sopprimere la posizione lavorativa cui lei risultava addetta. Il licenziamento ha peraltro effetto immediato, dispensandola dal preavviso che le verrà regolarmente retribuito così come previsto dal Regolamento CGIL. La invitiamo, inoltre, a riconsegnarci entro le prossime 24 ore tutte le chiavi in suo possesso”.

Chi ha firmato quella lettera non è un anonimo datore di lavoro ma il segretario del sindacato che dovrebbe difenderli i lavoratori non so con quanta credibilità.

Del resto se una calo degli iscritti e della contribuzione è avvenuto la responsabilità è in capo a chi conduce il sindacato. Troppo facile tagliare la testa dell’unico funzionario tecnico. Peraltro una donna di 56 anni, separata con un figlio disoccupato, per 35 anni alle dipendenze della CGIL e della FILLEA di Taranto, la madre ottantenne affetta da Alzheimer, il fratello più grande cerebroleso dalla nascita e che nonostante i diritti acquisiti con la 104, ha scelto di non avvalersi dei giorni di permesso o del previsto distacco parentale per non appesantire la gestione del sindacato. La CGIL era la sua famiglia nella quale ha vissuto gran parte della sua vita, finché un giorno, le comunicano che non hanno più bisogno di lei e di consegnare le chiavi immediatamente. In 35 anni mai un richiamo scritto o verbale . E’ inverosimile che una donna nelle sue condizioni venga abbandonata al suo destino. Da un datore di lavoro si sarebbe pretesa maggiore comprensione e sensibilità.

C’è chi pensa che il silenzio e l’omertà possano coprire la “porcata” che ormai ha assunto clamore ed interesse nazionale e arrogantemente, quanto ufficiosamente, fa sapere che ormai avendo assunto il caso questa dimensione un passo indietro è improponibile.

Staremo a vedere. Noi non ci stancheremo di parlarne. Ha ragione Maurizio Landini quando sostiene che “I licenziamenti economici e disciplinari stanno aumentando perché è venuto meno il deterrente dell’articolo 18. E’ possibile licenziare e anche se non hai ragioni, paghi una multa e sei a posto, quindi è una regressione”. Tanto è vero che la CGIL, in questo caso, ha deciso di avvalersene…

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