E’ indispensabile la revoca…

“Avvieremo la procedura per la revoca della concessione a società Autostrade a prescindere dall’inchiesta. Al di là delle verifiche penali, di quello che farà la magistratura con la sua inchiesta, noi non possiamo aspettare i tempi della giustizia”. Giuseppe Conte premier del triunvirato gialloverde, lo annuncia da Genova, ma se ne perdono le tracce nel comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri appositamente convocato il 15 Agosto per dichiarare “lo stato di emergenza e stanziare la somma di cinque milioni di euro da destinare ai primi interventi e all’avvio delle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita e gli interventi più urgenti”.

La fattibilità giuridica è stata data per scontata dai populisti al popolo e “l’avvocato del popolo” dovrebbe essere consapevole che scatterà una battaglia legale di dimensioni ciclopiche, visto che è stato consulente legale dell’ Aiscat e della Serenissima e difeso  concretamente gli i loro interessi prima di passare ad occuparsi a parole di quelli del popolo.

Di Maio conferma la sua ignoranza. Nel senso che ignora quest’attività di consulenza del professore che non era riportata nel suo dettagliatissimo culliculum. Una dimenticanza…

E Giggino va giù duro: “La posizione del Governo è che chi non vuole revocare le concessioni ad Autostrade deve passare sul mio cadavere. C’è un volontà politica chiara e anche Salvini è d’accordo. A me la campagna non l’ha pagata Benetton e sono libero di rescindere questi contratti. Con chi ce l’ha? A quale campagna elettorale si riferisce e di chi? Matteo Renzi è il primo a rispondergli: “Chi dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici è uno sciacallo”. Ma è evidente che Giggino intende rivolgersi ai suoi compari del “contratto di governo” che cincischiano…

“Facce di bronzo, parlano di affari con i morti ancora da riconoscere”  ringhia il mastino Salvini. “Sono vergognosi, pensano ancora ai profitti e alla Borsa”. Ringhia ma non morde: Bastano pochi attimi per capire che la faccia di bronzo è la sua e della sua Lega che  nel 2016 avrebbe ricevuto un finanziamento da Autostrade spa Roma di 150mila euro.

Matteo Salvini sembra voler arrivare a più miti consigli e chiede ad Autostrade di mettere “mano al cuore e al portafoglio”. Sarebbe meglio se, nell’immediato, mettesse mano al suo di portafoglio, restituendo allo Stato i 49 milioni di euro sottratti indebitamente e che la sua Lega è stata condannata a restituire. Ma è noto che questo governo ha una opinione molto flessibile della Giustizia quanto del Diritto.

Di pietro, insigne giurista, ministro alle infrastrutture del governo Prodi, nel 2007 firmò la concessione con autostrade per l’italia che prevederebbe, in caso di revoca anche per giustificati motivi del concessionario, un indennizzo parametrato al valore residuo della concessione fino al TERMINE DEL CONTRATTO. Una cifra che oscilla tra i 15 e i 20 miliardi di euro. Il Ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto  vigilare e controllare sulla sicurezza messa in cantiere dal concessionario… ma dov’è finito quel pm che ai tempi di “mani pulite” accompagnato da  un fragoroso tintinnar di manette avrebbe assicurato: “io a quello lo sfascio!”

Forza Italia e Silvio Berlusconi, scavalcando ogni demagogia e sciacallaggio, chiedono di istituire una commissione di inchiesta sullo stato delle infrastrutture in Italia. L’unica proposta ragionevole.

L’Italia ha una rete infrastrutturale realizzata prevalentemente negli anni 60. Tutto o quasi è fermo dagli anni 90, da quando abbiamo smesso di credere nel progresso per non fare nulla. Il cedimento strutturale è la triste conseguenza di una paralisi destinata ad aggravarsi da quando al governo ci sono i più grandi avversari delle opere pubbliche, i Cinquestelle, che cavalcavano tutti i Comitati del No d’Italia. Una “cultura” dettata dagli show di Beppe Grillo, rigidamente controllata da Casaleggio,che  assegna alla nostra generazione il solo compito della manutenzione, dai viadotti ai vaccini. La Gronda,una fondamentale opera pubblica  che avrebbe decongestionato anche il ponte Morandi, finalmente arrivata alla fine del suo lungo iter amministrativo e ormai pronta per la gara d’appalto nel 2019, il Ministro Toninelli l’ha messa nel congelatore delle opere da valutare continuando a dire No a tutto. Questo Governo dice no a tutto: NoGronda, NoTav, NoVax, NoEuro, NoIlva. …

E il Ministro dello Sviluppo Economico “congelato”conferma ancora una volta la sua ignoranza: ” Autostrade per l’Italia doveva fare la manutenzione e non l’ha fatta. Incassa i pedaggi più alti d’Europa e paga tasse bassissime, peraltro in Lussemburgo”.

Ignora infatti che “sia Autostrade per l’Italia che la controllante Atlantia hanno sede in Italia, dove pagano le tasse”. Autostrade per l’Italia è una società per azioni che ha sede a Roma, in via Bergamini 50. E’ soggetta all’attività di direzione e coordinamento di un’altra società per azioni, Atlantia che ha anch’essa sede a Roma, in via Antonio Nibby 20. Atlantia è quotata in Borsa. L’azionista di maggioranza di Atlantia (30,25 per cento), che controlla il 100 per cento di Autostrade per l’Italia, è una società di diritto italiano, Sintonia spa, che tramite Edizione srl fa capo alla famiglia Benetton. Inoltre, come è ovvio, sia Atlantia che Autostrade per l’Italia pagano le tasse in Italia dove hanno la sede legale. In particolare nel 2017 Atlantia ha pagato imposte per 632 milioni di euro (con un tax rate del 30,6 per cento).

L’imprevedibile(?) quanto ineludibile crollo del Morandi è la  vera prova del nove della strana maggioranza che ci governa. Intanto lo spreed continua a crescere così in fretta, e se la terza asta dei titoli di stato dovesse andare deserta arriverà la Troika. Gli artefici del fatuo cambiamento grideranno al “gomblotto” contro la rivoluzione preparandoci la fine di Alexis Tsipras e della Grecia. Stavolta l’Europa, i mercati e Soros non c’entrano niente. È tutta colpa di chi ci governa e di chi ha sperato nel loro cambiamento.

Dalle nostre parti si usa dire: “ No se mette a fesse, mmane eh criature.” L’unica salvezza dell’Italia sta nella revoca auspicabile quanto urgente del voto del 4 marzo!

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