Distintivo, chiacchiere e tanto letame..

Nel 1930 il proibizionismo ha trasformato Chicago in una città in guerra. Gang rivali competono. È il tempo dei grandi capobanda. “Sei solo chiacchiere e distintivo” è la frase di Capone ormai destinato alla galera che poco si addice all’agente federale Eliot Ness che lo ha incastrato . Ma si addice benissimo a tante persone che si vedono in giro oggi. Personaggi bravissimi a pontificare e fare chiacchiere; pessimi quando si tratta di mettere in pratica sul serio e concretamente anche solo una delle cose di cui chiacchierano. Tutta apparenza, niente sostanza: “chiacchiere e distintivo”. Ogni riferimento a fatti di oggi è puramente voluto.

Penso al Ministro Matteo Salvini, ad una delle sue tante esternazioni. Questa volta parla dalla sede del Ministero degli Interni, che frequenta poco e molto saltuariamente. Ci tiene ad annunciarlo pomposamente a chi lo ascolta: “Buon pomeriggio dall’Ufficio del Ministero dell’Interno. Facciam parte dell’Unione Europea che paghiamo profumatamente? Adesso Basta. Mi son rotto le palle di uno schifoso squallido giochino politico messo in atto delle ONG per lo scempio del diritto e menefreghismo delle leggi per scaricare esseri umani”. E ancora, “quella sbruffoncella della comandante che fa politica sulla pelle di qualche decina d’immigrati, pagata da chi sa chi… “MI SONO ROTTO LE PALLE!” Lo ripete tre volte per informare gli italiani,o meglio, quella parte del popolo italiano, che si riconosce fra i suoi “attributi”. Invita a rimanere sintonizzati “perche ovviamente abbiamo contro intellettualoni, professoroni, un Vescono qui, un prete la, un sociologo, un attore, un cantante”… ma  l’unica cosa che deve preoccuparvi è lo stato di salute dei miei coglioni.

E nella notte il fattaccio si consuma. La Sea Watch attracca a Lampedua speronando una motovedetta che si è messa di traverso per impedirne l’attracco, e mentre il comandante della nave viene prelevato e condotto in caserma i tifosi incitati da Salvini urlano: a quattro a quattro te l’hanno infilari, te piaci u cazzu nivro…

Ora accusate Carola Rachete di essere una bianca “crucca” figlia di papà che gioca a provocare e a non rispettare l’Italia. Ma di quale Italia parlate. L’Italia di Salvini? Un Italia che non mi appartiene e di cui mi vergogno. Insulti razzisti e sessisti. Venite dal letame. So che anche dal letame può nascere un fiore ma voi non siete fiori. Siete rimasti solo letame. Distintivo, chiacchiere e tanto letame!

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