Contratto di lotta e di governo…

C’era una volta un governo che s’era messo in cammino sui diritti civili  approvando quattro leggi importanti: Divorzio breve, Unioni civili, Femminicidio, “Dopo di noi”.

Il voto del 4 dicembre, divenuto un voto pro o contro il governo Renzi ed il suo operato, portava in se anche il rischio, poi concretizzatosi, di un maggiore spazio proprio a quelle forze politiche che hanno dimostrato di essere contrarie ad ogni progresso in materia di diritti civili: in modo aperto la Lega e i partiti di destra e di impronta clericale, in modo subdolo il M5*.

“Diritti sui quali spero non si torni indietro con la nuova maggioranza”, fondata preoccupazione che Matteo Renzi espresse il giorno delle sue dimissioni…

Ciò premesso torniamo alla realtà dei giorni nostri.

Non è la prima volta che una maggioranza di governo contiene in se l’opposizione alla maggioranza stessa. Insieme per accaparrarsi e spartirsi le poltrone, divisi per accaparrarsi e spartirsi il consenso elettorale. Salvini e Di Maio sono uniti da una convenienza che giunge a razionalizzare anche le loro finte divisioni. Cosi sarà fino al 26 maggio e forse anche dopo…

Ieri a Verona è andata in onda l’ennesima puntata di questa Beautiful infinita: Matteo Salvini è arrivato al Congresso delle famiglie delle associazioni conservatrici cattoliche osannato al grido di ‘Matteo, Matteo! E lui, dalle molteplici famiglie tradizionali, ha recitato il copione del “contratto”. Riferendosi alle migliaia di donne che sfilavano nel corteo femminista che ha contestato il convegno, ha detto: “Secondo me c’è un business organizzato dei manifestanti perchè sono sempre gli stessi. Le femministe parlano di diritti delle donne e fanno finta di non vedere quale è il primo reale pericolo per le donne che non è il Congresso ma è l’estremismo islamico per cui la donna vale meno che zero, ed è perpetrato da chi vuole venire qui in Italia”. Per lui, ancora una volta come sempre, la colpa è dello straniero. Alzare i muri quindi e chiudere i porti. E’ sempre questa la soluzione di ogni problema. La coerenza è la virtù degli imbecilli: lo ha ben compreso Salvini. Non possiamo escludere che prima o poi lo comprendano i suoi elettori…

Quasi contemporaneamente a Cinecittà andava in onda un’altra fiction recitata dal suo socio di maggioranza Luigi Di Maio:”A Verona ci sono dei fanatici. Qui si guarda al futuro”, “A Verona c’è uno stile medievale. Qui si sta guardando al futuro”, “non c’è contrapposizione tra tipi di famiglie. Tutti abbiamo a cuore l’aiuto alle famiglie e a i giovani”. L’importante è non confondere i ruoli assegnati dal “contratto”  nel copione: “Salvini legga bene le deleghe, Spadafora non c’entra. Quella sulle adozioni è in capo al ministro Fontana ed al presidente del Consiglio”.

Fra il medioevo della Lega di Salvini ed il futuro del Movimento 5 stelle di Di Maio nessuno s’illuda che la fiction possa concludersi a breve. Beautiful si trascina da 8000 puntate e qualcuno la vede ancora…

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