Chi paga la bestia…

Alla vigilia delle elezioni europee, chiuse 23 pagine Facebook, 2,5 milioni di follower.  Diffondevano fake news e odio a sostegno di Lega e M5S. “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo”, pagina non ufficiale a sostegno del M5S con quasi 130.000 follower era una delle più attive che negli ultimi tre mesi aveva raggiunto 700.000 interazioni diffondendo false informazioni

“Lega Salvini Premier Santa Teresa di Riva”, pagina da oltre 16.000 follower con 283.000 interazioni negli ultimi tre mesi, è una di quelle pagine che violano le regole di facebook attraverso il cosiddetto riciclaggio di follower. Nata come pagina di un’associazione di allevatori di Messina, nel corso del tempo ha gradualmente cambiato nome fino a diventare un canale di diffusione di contenuti politici e di disinformazione mantenendo però gli amici raccolti tra gli allevatori.

La pagina è impegnata a diffondere un video che mostra alcuni migranti intenti a distruggere una macchina dei carabinieri, raggiungendo 10 milioni di visitatori. E’ una bufala tratta della scena di un film.

Altre pagine chiuse si sono comportate nella stessa maniera. Per esempio “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo” era in origine la pagina “Bombe sexy”, la pagina “Noi siamo 5 Stelle” era “Calcio passione”, “Lega Salvini Sulmona” era in realtà “Il peggio del Grande Fratello 2018”, “Beppe Grillo for President” era “Fai crescere la tua pagina in modo esponenziale” mentre “Catena umana” era “Da quando ti ho conosciuto non faccio altro che pensare a te”.

Il social di Zuckerberg si è mosso su segnalazioni di Avaaz, una Ong che si occupa di campagne sociali, chiudendo 23 pagine italiane con oltre 2,46 milioni di follower che condividevano informazioni false e contenuti divisivi contro i migranti, antivaccini e antisemiti, a ridosso delle elezioni. Tra queste, oltre la metà erano a sostegno di Lega o M5S.

La notizia è apparsa ieri su molti quotidiani e, al riguardo, Matteo Renzi ha diffuso sui social una sua dichiarazione:  “per me Salvini ha utilizzato i 49 milioni di euro – sottratti al popolo italiano –  per la propria macchina Facebook, “la Bestia”. Io sostengo che le loro FakeNews siano state pagate dal contribuente. E chiedo: se non è vero, che Salvini mi quereli.”

La Bestia è il nome con cui si indica la macchina della propaganda leghista in capo a Morisi, che si definisce Social-megafono del capitano. Per un certo periodo di tempo si è pensato ad uno sofisticato programma informatico in grado di cogliere gli umori dell’elettorato e macinare una mole impressionante di dati. Morisi però ha sempre smentito dicendo che la vera Bestia è Salvini con il suo fiuto e lo stile comunicativo fatto di sparate, insulti, foto di cibo e gattini. Una parte di questo popolo – uno zoccolo duro di poco meno di 70 mila utenti Facebook – è radunato nel gruppo pubblico Matteo Salvini Leader che ha il compito di disseminare il verbo salviniano.

Non è la prima volta che Matteo Renzi insinui il sospetto che parte di quei soldi che la Lega di Salvini restituirà in appena 76 anni, in comode rate bimestrali da 100mila euro, e senza interessi siano finiti a  fake news della Lega e del M5S. Renzi continua a chiedere se Morisi «ha preso qualcuno di quei 49 milioni della Lega per creare la “Bestia” di Matteo Salvini? Ha preso soldi pubblici per fare una macchina di propaganda che porta Salvini ad essere più influente di Trump su Facebook?»

Non siamo certi che Salvini o Morisi vogliano rispondere. Ma il megafono di Salvini  ha uno stipendio è di 65mila euro lordi l’anno pagato da noi.

Luca Morisi, è stato assunto dal Viminale nel ruolo di “consigliere strategico della comunicazione”: “Amplificare”, questa è la mission di Luca Morisi: amplificare le “puzzette” del “Capitano” …

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