BATTERE NUOVE STRADE: UNI-AMO TARANTO

L’approssimarsi delle elezioni amministrative sta mettendo in campo una serie di proposte politiche e di candidature tra le più variegate, che però, a mio parere, si stanno  proponendo in modo  divisivo e in perfetta continuità con il passato.

Ad oggi il quadro che si presenta è estremamente frammentario, con ormai una decina di candidati sindaci che o si sono autoproposti o che sono stati proposti da forze singole, ognuna senza un disegno preciso circa una visione futura di città.

Una situazione che, secondo me, rischia di perpetuare l’eterna divisione di questa città, divisione che è stata la cifra fondamentale e dannosa attraverso la quale in questi anni si è cercato di affrontare, o meglio, non sono stati affrontati i problemi della città stessa.

A fronte di tutto questo credo che occorra proporre un progetto che si muova nella direzione della unità, che tenda, cioè, ad unire la città, sulla base di una proposta politico-programmatica che davvero sia in grado di segnare un’inversione di tendenza.

Questo significa che sul piano degli schieramenti bisogna superare le desuete formule che finora si sono ascoltate o che sono state la bussola che hanno orientato la formazione degli schieramenti.

Occorre puntare a qualcosa di nuovo, di inedito: non si parli più, ad esempio, di larghe intese o di centrosinistra, che tendono a riprodurre meccanicamente i criteri che hanno orientato scelte politiche a livello centrale o periferico.

Infatti, se prendiamo la situazione della città, viene da chiedersi: che cosa sono le larghe intese? In che cosa consiste il centro-sinistra?

La prima formula è improponibile per la profonda diversità di opinioni che attraverserebbero   le forze in campo: PD, Forza Italia, Cor, Lega nord, fratelli d’Italia, qualche aggregazione di centro? Con quale programma? Su quale idea di città potrebbe aggregarsi uno schieramento simile?

La seconda formula a che cosa si ridurrebbe nella realtà data? Alla somma di PD e di qualche forza di centro, visto che tutto ciò che sta a sinistra del PD si muove e si è mosso su altre sponde, o è molto frantumato al suo interno, come ha dimostrato il recente Congresso di SI.

E allora non resta che una strada nuova da percorrere: che è quella di andare al di là delle larghe intese, al di là del centrosinistra: penso ad una sorta di rassemblemant civico, in cui c’è il PD, ci sono le forze politiche che vogliono starci, ma ci sono soprattutto i movimenti e le associazioni di cui è profondamente ricco il tessuto civico della nostra realtà e ci sono singoli e personalità che si riconoscono negli obiettivi e nel programma di cui il rassemblement dovrebbe farsi portatore.

Un rassemblement che non abbia una struttura gerarchica ma composto da forze e persone che abbiano pari dignità e che non siano ridotte al ruolo di semplici portatori d’acqua.

L’altro elemento che deve muoversi nella direzione tracciata in precedenza, è il programma,  che deve segnare anch’esso una discontinuità rispetto al passato ed essere in grado di muoversi nella direzione di un superamento graduale  e progressivo della nostra dipendenza dalla monocultura industriale, che non può rimanere l’unico elemento di sviluppo, ma uno solo degli elementi, e non certo il più significativo, di una nuova fase (la terza fase) di sviluppo della nostro territorio; uno sviluppo diversificato, che faccia leva su una serie di possibilità di cui disponiamo; città vecchia, beni culturali, e tutto ciò che consegue (Turismo, enogastronomia, agricoltura ecc.)

Anche nel nome dobbiamo dare la sensazione chiara e palpabile dell’unità e della discontinuità: io chiamerei questo rassemblement così: UNI-AMO TARANTO e gli darei un simbolo che anche visivamente ne colga il senso.

Realtà o utopia? Incominciamo a ragionarne!

 

 

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