Aspettando l’ordinanza…

Vedremo…è il commento prevalente: speranza e scetticismo, in queste ore, si contendono il primato delle opinioni sui social. Poi ci sono quelli che vorrebbero, attraverso il countdown, “accaparrarsi” il merito della decisione.  Altri si esercitano nel ruolo diffuso, quanto impropriamente praticato, di “Oronzo Canà” allenatore di pallone…

E tale sembra essere la mia Città, un pallone, che continua a prendere calci in ogni direzione. Vittima di promesse gridate e puntualmente mancate, che pure hanno fatto la fortuna elettorale di una nutrita quanto inesistente squadra di parlamentari pentastellati.

Anche per questo cresce lo scetticismo, un’ennesima quanto prevedibile delusione.

In città dilaga la paura; la scienza e la ragione non riescono a dire niente che non sia altro carburante per l’incendio già in atto. Prevale il phatos proprio della tragedia contrapposto al più tenue ethos della commedia. C’è una consapevolezza diffusa e vissuta in ogni famiglia. Il danno produce i suoi effetti devastanti nel tempo ed ora ti accorgi che non sono solo i “vecchi” a lasciarti. La tua generazione è colpita significativamente e quel che più è devastante le generazioni dopo la tua fino a colpire i più piccoli. Chi avrebbe il coraggio di contrapporre dati tranquillizzanti a questa paura? Tant’è che la richiesta ad ISPRA, ARPA Puglia, Istituto Superiore di Sanità,  ASL Taranto di univocità, inequivocabilità rispetto alla trasmissione ed alla spiegazione alla comunità dei dati afferenti la questione ambientale e sanitaria a Taranto non riceve risposta esauriente. Per di più, quanto affermato dagli stessi nel Consiglio Comunale monotematico del 25 marzo u.s.  avrebbe più che giustificato “provvedimenti costruiti sul principio di massima precauzione in difesa della salute dei cittadini e avverso una filiera produttiva ormai desueta ed intollerabile”.

Taranto è il teatro di una guerra tra le massime istituzioni dello Stato  condotte a colpi di decreti legislativi. La governance ambientale non può essere esercitata col pugno di ferro degli esecutivi di turno che impediscono di fatto una governance condivisa, inclusiva, trasparente e basata sull’evidenza, l’unica in grado di ricreare la coesione sociale. I governi precedenti  e quello attuale del “cambiamento” si sono mostrati ostinatamente contrari alla ineluttabilità de “La Valutazione Integrata di Impatto Ambientale Sanitario preventiva.  Continua ad essere negata ed impedita dal “Decreto Balduzzi – Clini” che impone la valutazione del rischio sanitario “attraverso il riesame dell’AIA”, cioè a prescrizioni AIA eseguite, contraddicendo l’obiettivo, per noi fondamentale e irrinunciabile, di indirizzare le azioni a prevenire il danno sanitario e ambientale. Perchè? Appare ormai evidente che il rifiuto è una scelta frutto di una cinica determinazione che si gioca sulla salute dei cittadini. S’illude chi spera ancora nel buonsenso…

Serve una svolta! Occorre una decisione che alimenti la speranza, rivendichi certezze e spenga il fuoco alimentato da una sofferenza oggettiva, ma spesso anche da tanto opportunismo.

Serve che la città si unisca intorno a questa scelta dovuta quanto coraggiosa e si batta unita per difendere la salute dei Tarantini.

Ognuno eserciti le sue prerogative con chiarezza e responsabilità.

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