“Amore, ci sarà un Conte-ter”

Se pensate di fare a meno di noi accomodatevi pure. Teresa era a Mosca per rafforzare il dialogo e le attività di collaborazione nel settore agricolo tra Italia e Russia, e favorire l’interscambio di prodotti agricoli e alimentari con il suo omologo Dmitry Patrushev. Si è guadata bene dal tornare. Elena Bonetti non era a Mosca ed ha deciso comunque di assentarsi. Un segnale preciso, inequivocabile. Siamo alleati, esigiamo rispetto per le nostre posizioni. Non siamo sudditi alla corte di Rocco Casalino!  Pertanto il Prof. Conte si sforzi di esercitare il suo ruolo. Quello di Presidente del Consiglio di un governo di coalizione. Il suo protagonismo, vada oltre le “buone maniere” e si occupi di mediare. Se invece ritiene di potersi ormai salvare con il “salto della quaglia”, il rischio  è che potrebbe rimanere azzoppato e appeso alla cintura del cacciatore Matteo che non aspetta altro di fargliela pagare, ovviamente il Matteo non è il fondatore di Italia Viva.

A me pare surreale che un docente di diritto possa affermare con superficialità: “Non chiedetemi se sono garantista o se sono giustizialista. Queste contrapposizioni manichee vanno bene per i titoli dei giornali… Gia’ come avvocato e come professore di diritto, queste visioni semplificatrici affidate alle ideologie degli ‘ismi’ non mi sono mai piaciute. Anche adesso che sono presidente del Consiglio continuo a pensarla allo stesso modo. Ai cittadini non interessano le formule astratte, gli schieramenti pregiudiziali. Ai cittadini interessa che il ‘sistema giustizia’ offra un servizio efficiente, adeguato, giusto”.  E quindi il presidente del consiglio continua ad immaginarsi nel ruolo di avvocato del popolo lontano dalle sterili polemiche pregiudiziali.

E possibile che si sia distratto a tal punto da non accorgersi che per la prima volta le cazzate compiute nel  “moloch” di via Arenula hanno messo clamorosamente insieme tutto il mondo forense, fino al punto da sostenere che meglio sarebbe stato avere a quel ministero un idraulico piuttosto che un avvocato incompetente…

Basterebbe fermarsi un attimo e riflettere su questo per darsi una rotta. E invece l’avvocato del popolo, il populista Maximilien de Robespierre vorrebbe infilare la bandierina del cancella prescrizione ispirato dallo stesso ventriloquo che dà voce alle giustificazioni strampalate del Ministro Bonafede.

Un problema di maleducazione il nostro? Assolutamente no. Vorremmo portare rispetto a tutti, ed in particolare a Lei ed alla sua funzione di Presidente del CdM. E saremmo felici di farlo ancor più se lei facilitasse la nostra scelta ripulendo Palazzo Chigi da una presenza sempre più imbarazzante che esprime giudizi politici non autorizzati sul suo futuro e quello di un possibile terzo governo da Lei presieduto. Colpa di qualche tequila boom boom di troppo? Prenda seriamente in considerazione allora di far sparire la tequila da quelle parti o meglio ancora chi la consuma…

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