Allah Akbar

Nessuna rivendicazione. L’attentatore, di cui la polizia di Istambul ha diffuso le foto, secondo le testimonianze di alcuni dei sopravvissuti, avrebbe urlato ‘Allah Akbar’ mentre apriva il fuoco dentro il locale.

Allah è il più grande! Se provate a scriverlo sui motori di ricerca vi rinvia ai tanti attentati e stragi che in questi anni sono stati compiuti in nome del creatore delle tre religioni monoteiste. Ma restano molti i punti da chiarire sulla dinamica dell’attacco.  Gli inquirenti non si sono ancora sbilanciati anche se l’islamica appare quella privilegiata.  Il Partito dei lavoratori curdi si è chiamato fuori: “le forze curde non attaccherebbero mai civili innocenti” ed ha escluso anche gli estremisti del Tak nato da una costola del Pkk. Non si sa se il terrorista abbia agito effettivamente da solo. E’ entrato vestito di nero e incappucciato con un fucile automatico in braccio con cui ha sparato ad un agente di guardia al locale, che all’interno era vestito di bianco con un cappello a pon-pon bianco, che si è cambiato dopo aver massacrato le persone all’interno del locale, “sparando ovunque, come un pazzo”, ed è riuscito a fuggire nella notte, scatenando  una gigantesca caccia all’uomo estesa a tutta la Turchia alla quale partecipano almeno 17.000 agenti. Le poche certezze sono quelle delle telecamere di sicurezza, ma alcuni testimoni sopravvissuti alla strage hanno raccontato di aver sentito sparare più di una persona, forse due o tre terroristi. 24 vittime sono straniere: sette sono saudite, tre irachene, tre giordane, due libanesi, due tunisine, due indiane, una da Kuwait, Siria e Israele, un belga di origine turca ed un canadese-iracheno. Nel nightclub c’erano anche alcuni giovani italiani che stavano festeggiando il Capodanno. Sono riusciti a scampare alla strage gettandosi a terra. Si tratterebbe di tre modenesi e altri amici di Brescia e Palermo, in Turchia per lavoro.

Per sfuggire alla strage, alcuni dei clienti si sono lanciati nelle acque gelide del Bosforo e sono poi stati tratti in salvo, anche se non c’è certezza che tutti siano stati salvati. I testimoni sopravvissuti sono concordi su una cosa: i terroristi “sparavano a casaccio”, sparavano su tutti, sulla folla. “Sparavano ovunque, come dei pazzi”, ha raccontato alla Cnn turca una donna, ferita a una gamba da un proiettile. Un altro testimone afferma che le forze speciali sono intervenute portando via i sopravvissuti.

“Stanno cercando di creare caos, demoralizzare il nostro popolo, destabilizzare il nostro Paese con attacchi abominevoli che prendono di mira i civili ha detto Erdogan: “manterremo il sangue freddo come nazione e resteremo più uniti che mai e non cederemo mai a questi sporchi giochi”.

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