A sape longa, Cannavacciuolo…

Non seguo abitualmente le perfomance dei grandi chef in tv. Mi è capitato di vedere “cucine da incubo” in visita al “Rifugio dei Vip” a Taranto.

Avanspettacolo? Certamente l’idea non è geniale: vai dal chirurgo e ti dice che stai morendo. Che lui farà di tutto per salvarti. Sembra la fine… l’intervento riesce e ti salva la vita. Il merito è tutto suo! Ma tu non sei mai stato in fin di vita.

Chi conosce i Pastore sa che fra alti e bassi hanno un lunga  tradizione nella ristorazione tarantina. E’ incredibile che siano disponibili a fare la figura dei coglioni se glielo chiede Cannavacciuolo, pur di migliorare il loro gradimento.

Cesso, coglione, figura di merda, cazzo, mavaffanculo, ripetuti insistentemente in dialetto e tradotti in una lingua incerta che somiglia vagamente a quella italiana insieme ad un cameriere che sembra preso in prestito da una commedia di Salemme, danno per l’ennesima volta un immagine pubblica della nostra città da colonia in attesa di civilizzatori…

E alla fine della fiction il miracolo avviene: il “rifugio dei vip” si trasforma in “le dmimmoue fontane”, l’arredo Kitsch magicamente si trasforma in una immagine semplice e accogliente da “sembrare tutt’altro che tarantina” e ai Pastore viene chiesto di essere meno sboccati, più garbati e gentili per una clientela soft…

Mimmo Pastore nella “nuova veste” ha esaurito tutte le sue performance. A noi è rimasto solo un vaffanculo disponibile. Lo riserviamo per Cannavacciuolo e a chi ci crede…

 

 

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