20 anni fra mani pulite e coscienze sporche…

Non è che mi fossi illuso ma la speranza è come quei sentieri nei campi: non ci sono mai stati, ma quando molte persone vi camminano,  prendono forma. Si dovrà camminare ancora molto perchè quel sentiero prenda forma…

La sinistra, quella ottusa ed ostinata, ha perso un’altra occasione. Vent’anni sono passati dalla morte di Bettino Craxi, e qualche altro in più dalla falsa rivoluzione di “mani pulite”. Sarebbe improprio attribuire solo al pool di “mani pulite” la fine della prima Repubblica: l’implosione di un intero sistema politico con la caduta del Muro di Berlino che mise in crisi gli equilibri politici della Guerra Fredda e le nuove regole di Naastricht che costrinsero l’italia a cambiare “la regola” per entrare in Europa, potevano rappresentare l’occasione per chiudere con un passato di finanziamento illecito della politica che aveva coinvolto tutti ad esclusione di rare eccezioni. Esistevano tutti i termini per una grande operazione consociativa, magari accompagnata da un’amnistia che superasse il sistema illecito di finanziamento alla politica.  Invece alla fine degli anni 80 si scatena una terribile guerra di potere. La furia giacobina di “mani pulite” trasformò l’Italia in un immenso piazzale Loreto, spazzando via la classe politica che aveva mantenuto il Paese nella rotta delle grandi democrazie occidentali. Qualcuno scampò alla bufera sotto l’ombrello ipocrita della diversità etica. Fu l’anomalia italiana! La storia la scrivono i vincitori, e da noi gli unici a sopravvivere politicamente al crollo delle ideologie furono proprio gli sconfitti.

La sinistra era a pezzi, come tutti i partiti che sparirono di scena, ma per sopravvivere usò cinicamente l’ordine giudiziario per presentarsi agli italiani con una fedina pulita: nell’ 81 Berlinguer lancia la questione morale.  Nell’84, quand’era ancora segretario, un amnistia, votata dal PCI  depenalizza i reati di finanziamento illecito. Cinque anni dopo, nell’89 è segretario Occhetto e si fa un’altra amnistia per coprire altri reati che non erano stati coperti dalla legge precedente, e soprattutto per depenalizzare ogni finanziamento illecito versato al Pci dall’Unione Sovietica. Nel 93 una nuova legge, di fatto, depenalizza il finanziamento illecito ai partiti. Quel reato è esistito soltanto per 4 anni: dall’89 al 93 per praticare chirurgicamente l’impunità di alcune parti politiche e cancellarne altre. Mani pulite fu un’operazione troppo parziale e troppo strabica per risolvere alla radice il problema del finanziamento illecito ai partiti che resta ancora oggi un problema, come i fatti dimostrano.

La sentenza del ’96 sulle tangenti della Metropolitana milanese è illuminante: “a livello di federazione milanese, l’intero partito, e non soltanto alcune sue componenti interne, venne direttamente coinvolto nel sistema degli appalti Mm, quanto meno da circa il 1987. risulta pacifico che il Pci- Pds dal 1987 sino al febbraio 1992 ricevette quale percentuale del 18,75 per cento sul totale delle tangenti Mm una somma non inferiore ai 3 miliardi”. La rivoluzione era inevitabile che colpisse anche i quadri intermedi del Pci- Pds, molte cooperative rosse, ma salvò il gruppo dirigente del Pci-Pds e quello della sinistra Dc.

Vale la pena, a tal proposito ricordare il caso Gardini: è accertato che Gardini portò circa 1 miliardo, d’intesa con Cusani, alla sede del Pci. Suicidatosi Gardini, Cusani è stato condannato per corruzione: il corrotto era dentro la sede di via delle Botteghe Oscure, ma non è mai stato identificato. Ha osservato a questo proposito Di Pietro: “Ecco, questo è l’unico caso in cui io arrivo alla porta di Botteghe oscure. Anzi, arrivo fino all’ascensore che porta ai piani alti… abbiamo provato di certo che Gardini effettivamente un miliardo lo ha dato; abbiamo provato di certo che l’ha portato alla sede di Botteghe oscure; abbiamo provato di certo che in quel periodo aveva motivo di pagare tangenti a tutti i partiti, perché c’era in ballo un decreto sulla defiscalizzazione della compravendita Enimont a cui teneva moltissimo. Non è che potevo incriminare il signor partito comunista”. Bettino Craxi fu condannato perchè non poteva non sapere… a Botteghe oscure i soldi erano stati presi ma nessuno sapeva niente!  Dopo quell’episodio il Pds, erede del PCI elesse Antonio Di Pietro nel collegio blindato del Mugello e D’ Alema in quell’occasione scrive personalmente una lettera a circa diecimila iscritti al partito residenti nel collegio: “Servono scelte che abbiano il coraggio di rompere vecchi schemi, di immettere nuove energie e nuova linfa nella politica. Di Pietro ha avuto questo coraggio, ha scelto di essere dalla nostra parte e di questo lo ringrazio”.

È questo il macigno più pesante da rimuovere per salvaguardare l’equilibrio tra i poteri dello Stato ripetutamente alterato, e Mani Pulite ne costituì la genesi, dalle incursioni giudiziarie che hanno più volte condizionato e alterato la stessa volontà popolare. Si tratta di una fondamentale questione democratica aperta proprio dalla teoria della «supplenza» teorizzata in particolare da Borrelli. La sbornia giustizialista di Tangentopoli sul Paese e sulle sue istituzioni. Basti ricordare che il famigerato Parlamento degli inquisiti, sciolto da Scalfaro nel ’94, uscì poi quasi completamente prosciolto alla prova dei processi, ma con decine di carriere politiche e di famiglie distrutte. Ed oggi a nulla servirebbe discutere se si trattò di una rivoluzione, di un putsch politico-giudiziario oppure di una serie di fattori concomitanti senza un’unica regia.

A vent’anni da quegli accadimenti si può e si deve invece praticare un’analisi dei fatti che favorisca una ricostruzione  storica, che superi slogan e luoghi comuni ripetuti dai fanatici alfieri di quella falsa rivoluzione.

Si può e si deve farlo per ripristinare la memoria storica. Salvo che quella falsa rivoluzione non rappresenti il DNA distintivo che muove le scelte politiche. L’evidente ignoranza del M5s, pari alla sua foga giustizialista, peraltro vergognosamente doppiopesista va a nozze con il Pd che frana spudoratamente sui principi fondamentali del diritto e del giusto processo instaurando la barbarie della presunzione di colpevolezza e cancellando quella costituzionale d’innocenza.

Chi ha la coscienza sporca è difficile che possa fare i conti con la storia. Prova a rimuovere il passato che inesorabilmente ritorna…

 

 

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