Eucarestia e Resurrezione ai tempi del Coronavirus

Lettera aperta a chi strumentalizza il  credo religioso: Oggi inizia per chi, come me, è cattolico credente e praticante una settimana particolare in quanto si celebra il fulcro portante di tutta la scelta di fede: l’istituzione dell’ Eucarestia e la Resurrezione.  Ai tempi del Coronavirus tutto ciò assume un significato molto profondo: non parlo del senso emozionale religioso, ma della scelta fondante. Mai come adesso si avverte la solitudine di Gesù nel Getsemani ed il senso profondo della preghiera, la necessità della Consolazione di Dio Padre, la debolezza umana di Pietro che lo rinnega 3 volte, l’adesione come Libera Scelta rappresentata dal ladrone al fianco della Croce di Gesù, l’Umiltà nell’accettare la Volontà di Dio (nessuno conosce il disegno di Dio che ha per ognuno di noi), la Potenza Salvifica dell’Eucarestia e la speranza della Resurrezione.  La comunità cattolica si riconosce nella figura del Papa come Guida non solo spirituale. Papa Francesco sta dimostrando in questa occasione di cercare di mantenere il senso della Comunità quanto più possibile, nonostante la decisione sofferta di sospendere qualunque cerimonia e funzione, facendo percepire che nessuno è abbandonato a se stesso. I sacerdoti e frati si stanno impegnando nel servizio, a volte sacrificando la loro stessa vita. Da qualche giorno a questa parte leggo “sollecitazioni politiche” per aprire le chiese a Pasqua. Ora mi chiedo il Ministro dello  Sport poteva solo invitare alla sospensione e non bloccare le partite perché sarebbe stato ingerente su un Ente che gode di propria autonomia, ma ora qualcuno può sostituirsi al Papa decidendo che è possibile la ripresa delle celebrazioni e delle messe?  Un aspetto importante che molti trascurano è che nonostante si cerchi il più possibile e con qualunque mezzo di comunicazione di rendere partecipate le messe e le funzioni religiose, noi cattolici credenti praticanti non prendiamo la Comunione da un mese. Può sembrare un aspetto secondario, ma per chi crede non lo è. Nonostante si partecipi alle messe trasmesse in tv o sui social, mi manca mettermi in fila ed avere tra le mani l’Ostia. La vita di un cristiano si basa su quel momento di intima comunione con Dio da cui trae forza, speranza, fede e linfa. Non credo che il Papa abbia preso a cuor leggero questa decisione e cercare consenso strumentalizzando questi argomenti (che si tratti di cattolici, buddisti, musulmani, indù, ecc..) è dare uno schiaffo alla dignità delle persone,credenti o meno. Non si può giocare con la solitudine, con il travaglio interiore e con le scelte etiche di chi ha perso una persona cara e non l’ha potuta “celebrare”, di chi non vede un genitore o un nipote, di chi ha fatto una scelta ed in questo momento, causa forza maggiore, non può esercitarla. Capisco che tutti si vada alla ricerca del consenso, ma una Buona Politica trova il modo di accogliere ed elaborare i bisogni ed i desideri dal singolo alla comunità, rispettandone la Dignità. Maria Vittoria Colapietro Vicepresidente Massa Critica Ionio (continua ...)
La Cina ora teme l’ondata di ritorno…
Uno dei massimi epidemiologi cinesi, Zhong Nanshan,  impegnato nella lotta alla Sars del 2003, ha affermato in un’intervista, che ogni asintomatico può potenzialmente infettare “da 3 a 3,5 persone”. Oltre al fenomeno dei casi importati dall’estero, il timore è legato alla diffusa presenza degli asintomatici, di coloro cioè che risultano contagiati dal Covid-19 ma che non mostrano i segnali tipici dell’infezione. L’Hubei e Wuhan stanno sperimentando un graduale ritorno alla normalità dopo due mesi di quarantena totale, la contea di Jia, nella provincia dell’Henan che confina a sud con quella dell’Hubei, epicentro della pandemia, è stata sottoposta a isolamento con provvedimento d’urgenza, a causa della rilevazione di “diversi casi di infezione”. Nella contea, tutte le aziende sono state chiuse, ad eccezione di quelle strategiche: dalle utility a quelle che producono materiale sanitario, dagli operatori della logistica alle aziende attive nel settore alimentare. Disposta, invece, l’apertura dei servizi primari tra (continua ...)
Il coraggio della speranza…
Due messaggi importanti ieri hanno squarciato la nostra solitudine. Francesco da una piazza San Pietro “lunare” mentre il colonnato del Bernini  abbracciava spiritualmente il mondo, ha invocato dal Padre celeste un abbraccio consolante. La benedizione di Dio: “Signore , benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori”. Qualche momento dopo uno”spettinato” insolito Presidente Mattarella con parole ferme e decise ha voluto trasmettere fiducia al Paese. Un richiamo alla infinita riconoscenza verso chi lavora e lavorerà in questi giorni difficili. Un pensiero rivolto alle persone che hanno perso la vita a causa di questa epidemia, ai loro familiari per  la sofferenza di non poter essere loro vicini e la tristezza dell’impossibilità di celebrare, come dovuto, il commiato dalle comunità di cui erano parte ed oggi duramente impoverite dalla loro scomparsa. E poi un fermo monito all’Europa: “Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla (continua ...)
Il costo economico della pandemia e il Governo di utilità nazionale…
Ad oggi sono 7500 i caduti! Non sono solo numeri di una statistica che seguiamo ogni giorno con un’ansia crescente. Sono persone in carne ed ossa con le loro storie… I “nostri cari” che hanno intrapreso l’ultimo viaggio, senza che. stringendoci la mano. ci potessero lasciare l’ultimo ricordo. Una tristezza infinita…che da senso al sacrificio di queste ore per ogni vita che riusciremo a salvare! E la tragedia umana ai tempi della globalizzazione. Le azioni intraprese dai governi per evitare che i sistemi sanitari vengano travolti sono coraggiose e necessarie. Ma hanno un costo economico da dopo guerra. Siamo tutti consapevoli che stiamo per affrontare una crisi economica senza precedenti? Nei prossimi giorni quelli che rischiano di perdere i mezzi di sussistenza, saranno di più di quelli che rischiano di perdere la vita. La grande recessione è inevitabile. La buona Politica non segue gli eventi, deve leggerli e anticiparli (continua ...)
Alla fiera dell’est…
Il brano è scolpito nella mente e nell’ugola di tutti.  Ma non consideratela una storiella. In realtà è un dottissimo richiamo alla cultura ebraica, alla caducità delle forze politiche della storia e all’ineluttabilità del giudizio divino. Un capretto, un capretto che mio padre comprò per due susim. E venne il gatto, che mangiò il capretto, che mio padre comprò per due susim… Secondo la tradizione ebraica, il padre di cui si parla rappresenta Dio, che un giorno spese due soldi (il Cielo e la Terra) per acquistare il capretto, ovverosia Abramo, il capostipite di tutto il popolo d’Israele. Quest’ultimo, però, venne mangiato dal gatto, cioè dal regno di Babilonia. Il cane simboleggia il terzo regno, quello del Faraone, che morse il gatto di Babilonia: Ma il cane venne sonoramente picchiato da un bastone: quel legno che Dio consegnò a Mosè e con cui il profeta tramutò le acque del (continua ...)
Se il nostro problema è garantire al sig. Rossi di poter fare jogging…
Da molti giorni chiuso in casa, ma non per questo isolato, provo ad interrogarmi sui nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni. In una parola il nostro comportamento, nella drammatica emergenza coronavirus. Con un obiettivo forse condiviso: la salute dei singoli e della collettività. Il Wall Street Journal, giorni fa  proponeva una riflessione: dovremmo passare più tempo a parlare con gli esperti che sanno qualcosa e meno tempo con quelli, e sono tanti, che non sanno quasi nulla del virus, ma che vedono un potenziale guadagno nello sfruttamento di una crisi sanitaria. Il New York Times sulla stessa linea: La soluzione non è cercare di pensare più attentamente alla situazione. La maggior parte delle persone non possiede le conoscenze mediche per sapere come e quando affrontare al meglio le epidemie virali e, di conseguenza, le loro emozioni subiscono un ondeggiamento indebito. La soluzione è piuttosto quella di (continua ...)
Don Peppino…
Era il saluto che mio padre gli rivolgeva incontrandolo. Non c’è un solo Comune, in Italia, privo di una piazza o di una via dedicata a Giuseppe Garibaldi, con monumento o targa che lo ricordi. A Napoli dove con Papà e Mamma ci recavamo a trovare zia Rina, sorella maggiore di mio Padre, appena usciti dalla stazione, Papà si portava sotto il monumento realizzato nel 1904 da Cesare Zocchi e si toglieva il cappello per omaggiarlo. Poi mi diceva sorridendo: “era un imbroglione simpatico”… Non so da che cosa derivasse questa sua convinzione. Poi col tempo lo compresi… Garibaldi rispecchiava l’animo di una borghesia in gran parte ancora pionieristica e avventurosa ma che non rischiava neppure il proprio pennello da barba.  Si limitava a sognare mondi da conquistare, viaggiando con la fantasia. Massone mazziniano poco più che ventenne,  si accompagnava a bande di delinquenti e ladroni oriundi italiani da (continua ...)
Il virus del benessere, crisi e governance internazionale.
In questi giorni non nascondo le mie difficoltà a raccogliere il presente, ma per fare chiarezza nella testa e darti la speranza non puoi che ordinare i pensieri in un ottica di futuro. In questi momenti critici hai la necessità di diventare resiliente e non farti trovare impreparata al (continua ...)
Trump: un miliardo di euro per accaparrarsi in esclusiva il vaccino
Nulla sarà più come prima…Dobbiamo farcene una ragione. Cominciare a guardare con occhi diversi la vita, le nostre abitudini. Misurare le tante parole spesso dette a sproposito. Il valore del bene comune… Credo che la politica debba mettere ad un canto polemiche e divisioni. Curare i suoi mali che la rendono sempre meno attendibile e gradita. Abbassare i toni e collaborare. Non è giusto, soprattutto in questo momento, “sparare sul pianista”, su chi è in prima linea a gestire l’emergenza. E certamente in prima linea c’è tutto il personale sanitario, il volontariato. Chi per professione e/o per amore è chiamato a svolgere una missione prima ancora che il proprio dovere. E non è giusto e corretto neppure farlo nei confronti di chi amministra la cosa pubblica. La sanità in particolare messa a dura prova dall’emergenza. Ci sono i protagonisti de “l’avevamo detto”, gli esperti del bel altro, i tuttologi (continua ...)
Non moriremo di coronavirus se prima del vaccino o dei farmaci, per un tempo neppure lunghissimo, riusciremo a chiudergli le vie di replicazione.
Nel tempo della globalizzazione, il coronavirus si diffonde velocemente, senza confini! E’ come un fulmine che colpisce un albero incendiandolo e le cui fiamme si propagano a due, quattro, sedici alberi, dando fuoco a l’intera foresta. L’unica barriera è rappresentata da l’isolamento che taglia, mitiga, impedisce il contagio. Il (continua ...)
Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso…
Stiamo in casa. In casa c’è l’acqua, il sapone; usiamoli spesso, per lavarci le mani, ma anche tutto il resto. Rinfreschiamoci le idee. Freschi e puliti si ragiona e si riflette meglio. Chi stenta a farlo perché ne ha persa “la buona abitudine” riprenda a parlare e ad ascoltare (continua ...)
Prepararsi al dopo che non sarà semplice
Non lo nascondo. Anch’io inizialmente l’ho considerato, con superficialità, poco più dell’influenza stagionale. Io, che seguo la politica con interesse da dipendenza, a un certo punto ho compreso che la situazione era da considerarsi seria se non tragica. E’ stato quando Matteo Renzi ha invitato il nostro movimento Italia (continua ...)
La notte dei furbetti…
All’inizio dell’epidemia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva escluso l’ipotesi di classificarla come pandemia globale. L’isolamento militare delle città della Cina centrale e la costruzione di due nuovi ospedali in cinque giorni erano stati giudicati come una iper-cautela da parte della classe dirigente cinese dopo l’esperienza disastrosa della SARS. Era (continua ...)
MELUCCI: “Non si firmano accordi senza il consenso della comunità”
Così il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci riferendosi all’intesa sul polo siderurgico che sarebbe stata raggiunta da Ilva in As e ArcelorMittal. “Apprendiamo dalla stampa che il Mise e i Commissari di Ilva SpA in As sarebbero pronti a sottoscrivere con ArcelorMittal, in vista dell’udienza del prossimo 6 marzo (continua ...)