Se oggi Salvini non è a Palazzo Chigi è perché non abbiamo ascoltato chi nel Pd voleva elezioni…

Qualche riflessione da un inguaribile malalingua sulla soglia dei settantanni. Ci metto la faccia in quel che credo, come sono abituato a fare da sempre: Sono socialista: non ho cessato di esserlo neppure quando ho vissuto sulla mia pelle la persecuzione giustizialista. Ne sono uscito assolto. Con profonde ferite ma a schiena dritta… Sono liberale:  A me interessa soltanto che quello che dico sia il più possibile attendibile e ben argomentato. Nel caos mentale imperante, quando la gente è convinta di poter dire qualsiasi cosa, il timone è rappresentato da un sapere critico capace di individuare i valori che orientano l’azione umana, un fermento che ha attraversato la storia superando i momenti più oscurantisti distinguendosi dalle teologie secolarizzate… Sono radicale: un punto di partenza importante per poter osservare la realtà senza le lenti distorte di parole d’ordine usurate… Sono garantista: un’idea alta, che regge le democrazie evolute e gli equilibri sociali fondandoli sul rispetto della dignità della persona e sul dubbio come criterio di valutazione delle azioni umane… E’ la mia carta d’identità. Attesta i miei 69 anni compiuti oggi, e quasi tutti vissuti nell’impegno sindacale, politico, amministrativo e esociale… Provo una crescente amarezza per la diffusa aggressività che oggi distingue le relazioni umane e politiche. Quella incomunicabilità che spesso impedisce il confronto, il dialogo, la mediazione. Che prescinde dal merito, delegittimando le argomentazioni: il demenziale pregiudizio. Metodo e costume che impediscono il rilancio della Politica alta, ingabbiandola nella prevalente volgarità. Una melassa di contrapposizioni, rancori, giudizi sommari, falsità. Un complesso stupidario che si consuma quotidianamente sui social, nelle relazioni umane, nelle massime Istituzioni rappresentative del Paese  che purtroppo, colpevolmente, non riescono ad elevarsi scegliendo quel terreno come il più efficace per raccogliere consensi. Italia viva è nata per distinguersi. Ha scelto il terreno dei valori condivisi per mettere insieme il “fare Politica” con metodo positivo e propositivo marcando ovunque e in ogni occasione la propria identità. Questo è il suo peccato originale che non le si perdona: volersi distinguere da una mediocrità diffusa. In questi giorni abbiamo compreso cosa distingue i sondaggi politici/elettorali dai dati Istat: i primi possono, ma non sempre, indicarti quanto sei gradito, i secondi quanto sei competente nel guidare il paese. Sui primi può influire la simpatia o l’antipatia a prescindere. I secondi non mentono e dovrebbero guidare l’azione politica, soprattutto quando devi affrontare una “tempesta perfetta”: disoccupazione verso il 15%, debito/pil verso il 160%. Italia viva è attaccata da destra e da sinistra.  Dal comune partito che tenta di distruggere la nostra immagine, e le nostre scelte. Nulla ci accomuna a Salvini. Alla sua politica cinica, becera, inconcludente, ma nessuno s’illuda di batterlo per via giudiziaria e giustizialista, sarebbe un suicidio. Noi invece lo abbiamo già sconfitto la scorsa estate quando c’era chi gli aveva dato il benestare per andare alle elezioni che avrebbero rappresentato il ticket per assumere pieni poteri… Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto in Commissione perché la documentazione prodotta, non farebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex ministro dell’Interno dei fatti contestati. Pare invece che le sue determinazioni siano state assunte con l’avallo del Governo. Italia Viva si è astenuta perché ha scelto la strada della coerenza, garantisti anche con i nostri avversari. Chi cercava un processo sommario ha mostrato di essere contaminato dal giustizialismo del M5s. Gli stessi (continua ...)
Se la verità non ha valore, la stupidità non è un argomento…
“FCA ha chiesto ingenti finanziamenti allo stato italiano nonostante abbia la sede in un paradiso fiscale!” E’ il nuovo presunto scandalo attribuito al Decreto Liquidità. A parlare alla pancia dei creduloni questa volta non sono i soliti noti nazionalisti dei Navigli e della Garbatella, ne i fiancheggiatori grillini sovranisti, ma il vice segretario del Partito democratico, Andrea Orlando.
La ragazza di sessantanni e la libertà di dire quello che sente dentro…
Teresa è una donna forte. Tenace. Coraggiosa. Capace ancora di commuoversi. La sua è una commozione sincera perché fa emergere sentimenti e valori che le appartengono. Teresa è parte di una esperienza di vita, ancor prima che politica. Da sindacalista tante volte ha cercato di difendere la sua gente, la gente del Sud, la nostra gente, con la passione di chi quei problemi li conosce epidermicamente perché vissuti sulla propria pelle. Oggi da Ministro alle Politiche agricole alimentari, forestali  sa che a quelle lotte per cui, in tanti anni di impegno sindacale, ha cercato risposte, spetta a lei, al Governo di cui fa parte rispondere. Lo ha spiegato tante volte in questi giorni a chi, dentro e fuori dalla maggioranza, provava a fermarla con ragioni strumentali e pretestuose. Ha invocato il buon senso. Quello che guida le persone ragionevoli a definire proposte e scelte conseguenti. Altri si sarebbero arresi. (continua ...)
“era stato deciso che la vita dello statista era il prezzo da pagare”
Noi Socialisti eravamo convinti che la trattativa fosse l’unica strada per salvargli  la vita. Si erano delineate due posizioni diverse della politica verso il rapimento: da un lato, il cosiddetto “fronte della fermezza” che escludeva qualunque possibilità di trattativa con le BR,  in cui si schierarono rigidamente i comunisti, la Democrazia Cristiana, il governo Andreotti nel suo complesso; dall’altro un fronte favorevole a ricercare soluzioni che potessero salvargli la vita, e tra questi si distinsero subito i socialisti, e Craxi in particolare. La famiglia espresse la propria ostilità verso la “linea della fermezza”. Il 10 aprile venne diffuso il comunicato n° 5 delle BR con una lettera di Moro indirizzata a Paolo Emilio Taviani. Due giorni dopo, il 12 aprile, i Gruppi parlamentari della DC alla Camera ed al Senato aderirono alla “linea della fermezza” assunta dalla Segreteria del partito. Il 15 aprile, nel comunicato n° 6 delle BR, (continua ...)
Il paese è nelle sue mani…
Caro Presidente il gruppo di lavoro ha indicato nella soluzione denominata Immuni… quella più rispondente alle attuali necessità”. Così scriveva il 10 aprile Paola Pisano (M5S), “la signora dei droni”, al Presidente Giuseppe Conte che l’ha voluta nel suo Governo come ministro per l’innovazione. La modernizzazione del Paese attraverso le tecnologie digitali rappresenta una asset “strategico” per il premier che con Dpcm 19 giugno 2019 istituisce presso la Presidenza del Consiglio il Dipartimento per la trasformazione digitale con il compito di dare  attuazione alle direttive del Presidente in materia e assicurare il coordinamento e l’esecuzione dei programmi di trasformazione digitale. A capo del dipartimento Luca Attias. Un suo intervento alla Rousseau Open Academy  su cittadinanza digitale lo abbiamo trovato sul Blog delle stelle… Ma ritorniamo al ministro Pisano: “La soluzione più rispondente alle attuali necessità” assume il sapore di una rassicurazione rivolta la Premier. Come dire, il mio l’ho (continua ...)
OLTRE LA PARITÀ FORMALE…
“All’interno delle società le #donne sono state e sono portatrici di rivoluzionari cambiamenti, con ricadute sull’intera collettività. Attraverso le loro scelte individuali di vita, hanno messo in crisi quella rigida divisione tra sfera privata femminile e sfera pubblica maschile su cui a lungo si era retto il vivere sociale. Nei settori del mercato del lavoro, educazione, formazione, cultura, sociale e politica hanno saputo, con diversi gradi di visibilità, partecipare e contribuire alla vita democratica di vari Paesi. La trasformazione da “regina del focolare” ad “ruolo sociale della donna” si realizza con modalità e tempi propri rispetto alle varie realtà territoriali. Ma la disuguaglianza tra uomini e donne non è ancora risolta, come testimoniano gli ultimi fatti. A tutt’oggi le donne incontrano ostacoli di natura politico-culturale nell’accedere in maniera consistente alle sedi istituzionali, manageriali, dei cosiddetti posti di potere di cultura maschile a causa di stereotipi culturali ancora in piedi. Assistiamo ad (continua ...)
Mascherine a 50 cent: chi le ha trovate???
Quante mascherine servono? Basteranno quelle che abbiamo? Quante ne abbiamo? E’ realmente possibile venderle a 50 centesimi +IVA? Il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri aveva annunciato che da lunedì 4 u.s. tutti i cittadini “che vorranno acquistare le mascherine, le troveranno al prezzo massimo di 50 centesimi, al netto dell’Iva, in 50mila punti vendita, uno ogni 1.200 abitanti. Dalla metà di maggio i punti vendita diventeranno 100mila, uno ogni 600 abitanti”. Già questa affermazione, di per se stessa, appare quanto meno impropria. Come deve intendersi quel “che vorranno acquistare” se la comunità scientifica ne consiglia l’uso come elemento minimo di protezione/trasmissione del contagio insieme ai guanti monouso. FOFI, Federfarma e Assofarm in un incontro con il Commissario  Straordinario per l’emergenza,hanno annunciato la possibilità di siglare, nel giro di pochi giorni, un accordo per garantire la fornitura a farmacie e parafarmacie delle mascherine chirurgiche necessarie alla tutela della popolazione. (continua ...)
L’oncologico torna al Moscati, Taranto torna alla sua prima emergenza
Intervista del dott. Salvatore Pisconti Pubblicato da Anna Pulpito su Lunedì 27 aprile 2020 Oggi nella Provincia di Taranto ancora zero casi. Il dato si ripete da alcuni giorni. L’Hub Covid “San Giuseppe Moscati” ospita, alle ore 19 del 29 aprile 2020, n. 49 pazienti: 2 presso il reparto (continua ...)
Aspettando il coraggio che non c’è…
  Si procede per tentativi sui comportamenti individuali e collettivi, di persone e aziende confidando, forse troppo, sulla pazienza della gente. Italia Viva per prima e più degli altri ha spinto per la ripartenza. Occorreva scaldare i motori, preparare il “contesto”. Pretendere chiare indicazioni dagli “esperti”. Ci siamo rimessi alla scienza per capire e poi decidere. Ma capire è difficile nonostante l’affollamento di  “esperti” seduti intorno al tavolo del premier Conte e dei Ministri, se ne contano 450! Troppa incertezza, troppa esitazione, troppa confusione e poca, quasi inesistente ripresa:  non si può morire di virus, ma nemmeno di fame. Troppa prudenza sui ristoranti, insufficienti le norme per ripensare i trasporti nella “Fase 2” e garantire la possibilità di andare al lavoro in sicurezza, ancora non soddisfacente lo sforzo per riorganizzare il lavoro in modo da garantire la sicurezza, troppa cautela nei confronti di tutte quelle aziende che già sono (continua ...)
Relazioni di coppia…
Il Covid-19 ci obbliga a vivere nelle  quattro mura domestiche. È un obbligo che riguarda tutti salvo le deroghe stabilite nelle disposizioni del DL 19/2020. Quindi l’obbligo vale anche per chi dispone di più di quattro mura… e di più mogli. Non sarà stato facile per Albano Carrisi districarsi (continua ...)
Puglia e Taranto hanno affrontato la pandemia meglio di talune realtà del nord
Giletti io non lo vedo, altrimenti anche in casa dovrei mettermi quella cazzodimascherina che mi appanna le lenti. Per quanto lui provi ad assicurare che non è l’arena, non voglio correre il rischio di essere contagiato…dai sintomi evidenti del Torquemada da salotto che percorre virtualmente la Puglia degli sprechi (continua ...)
La scalata di Travaglio alla presidenza ENI
“Contrordine, compagni. Le nomine di Stato si fanno. Attenzione: non tutte, un po’. Quelle che vellicano la fantasia dei politici a contatto col potere e che garantiscono dividendi di centinaia di milioni all’erario: Eni, Enel, Poste e Leonardo, previste per le ultime settimane di aprile.” Così scriveva il Fatto (continua ...)
MESchinità…
Certi politici sono abituati a studiare poco le carte o i cosiddetti dossier… Basta ascoltarli e subito notiamo che non citano mai un contenuto di un trattato, un testo di legge, gli estremi di un provvedimento. Solo frasi fatte, dichiarazioni incaute , polemiche a non finire, confusione. Pensate a (continua ...)
Il senso dello Stato
La politica, chi dovrebbe rappresentare i cittadini, mostra di se solo come forse i peggiori adolescenti riescono a fare. Le Istituzioni hanno un’occasione straordinaria per recuperare dignità. L’unica cosa che il coronavirus ci ha restituito è la presenza dello Stato. Mai come in questo periodo lo Stato è entrato (continua ...)