Maurizio Landini continua ad ignorarmi!

La CGIL licenzia i suoi dipendenti. Potete rifiutarvi di crederci, ma purtroppo è così. E’ l’amara realtà che cercano di nascondere ed ignorare per pudore, vergogna, cinismo. Avviene sempre più spesso. A volte torna sui suoi passi, altre volte sono i giudici a condannarla. Ma ciò che turba è che i comportamenti sono quelli che il sindacato contesta alla controparte, ai datori di lavoro. Ormai le cronache sono piene di casi diversi fra loro ma ugualmente eclatanti. Abbiamo voluto parlarne con una vittima protagonista di una clamorosa decisione presa dalla Fillea CGIL di Taranto: la signora Iginia Roberti, 56 anni, dei quali 35 alle dipendenze della CGIL e poi della Fillea. Perché la Fillea ha deciso di licenziarla? La decisione mi è stata comunicata verbalmente a conclusione di un comitato direttivo della categoria. Sono stata avvicinata da un componente della segreteria che mi ha detto “non abbiamo più bisogno di te!!!” chiedendomi di consegnare immediatamente le chiavi della sede. Non le sono state esposte le ragioni della decisione? Successivamente con una lettera del Segretario Francesco  Bardinella mi è stato notificato che per ragioni finanziarie avevano deciso di sopprimere l’unico funzionario tecnico della categoria. Per impedirmi di accedere alla sede il giorno stesso del licenziamento hanno provveduto a sostituire le serrature. Non c’è stato alcun tentativo di trovare una soluzione, un accordo, una intesa che potesse salvaguardare il suo posto di lavoro? Inizialmente hanno detto che avrebbero cercato una soluzione alternativa, ma col tempo ho compreso che era solo un modo per zittirmi, per evitare che il fattaccio divenisse di dominio pubblico. Ho scritto a tutti i segretari della Fillea ad ogni livello, provinciale, regionale e nazionale senza ricevere alcuna risposta. Ho persino scritto a Maurizio Landini, per chiedergli di incontrarlo, di potergli esporre il mio caso, la mia delicata situazione, ma soprattutto per guardarlo negli occhi e rappresentargli il mio sdegno. Ho vissuto e lavorato nel Sindacato 35 anni per vedermi chiudere la porta in faccia alla mia età, con due congiunti gravemente invalidi, mia madre e mio fratello, impedendomi oltretutto di raggiungere la pensione. Tutto mi sarei aspettata dalla vita tranne che la mia organizzazione si comportasse in maniera così cinica e vergognosa. Maurizio Landini le ha mai risposto? Assolutamente no! Mi ha ignorata, qualcuno mi ha accusata di avere reso pubblica una vicenda che doveva rimanere riservata. Non avrei dovuto parlarne con i giornali. Forse provano vergogna per la porcata che è stata commessa nei mie confronti,  o forse sono talmente cinici da pensare che possa esaurirsi nel silenzio. Ma io non gliela do vinta. Ho impugnato il licenziamento. Spero che i giudici sentano le mia ragioni e continuo a lottare contro chi difende i lavoratori licenziando i suoi… (continua ...)
Il cedimento strutturale della Politica Italiana
Per affrontare la crisi che rischia di far implodere il nostro Paese è necessario individuare percorsi che rimettano al centro la questione dello sviluppo non a scapito dei diritti, ma considerando la promozione di questi ultimi un vero investimento. La crisi dialettica nasce da un conflitto che prende corpo dentro una determinata società e contiene al proprio interno i germi e le forze del proprio superamento. La stessa crisi può diventare occasione per riflettere su tematiche importanti riguardanti il nostro futuro: la ricchezza dei contenuti troverà spazio nei confronti dei  prossimi mesi,  ma a caldo desidero condividere intuizioni maturate. Un clima di disorientamento e frantumazione domina la nostra società e le sorti di quella faticosa e nobile  politica,  su cui è importante interrogarsi  alla ricerca di spirargli per il futuro di un Paese, travolto dalla paura della diversità, dall’incertezza del lavoro, dalla sfiducia nella politica ed istituzioni e dal (continua ...)
Il viaggio di Capitan Fracassa…
Il balcone e’ quello della RAI, predisposto da Francesco Giorgino con una edizione speciale del tg 1. Tutti possono dire qualcosa ma la serata e stata preparata per lui che da Pescara si rivolge al suo popolo invitandolo a tenersi pronto. Taviani prova a ricordargli che senza di loro non ha i numeri, che quel che resta di Forza Italia potrebbe tornargli utile, FdI invoca un governo sovranità. Ma Capitan Fracassa scendendo dal palco si concede ai microfoni: non ci sono strade vecchie da percorrere. Gli italiani mi diano pieni poteri!!! Giuseppe Conte sa che è giunto al capolinea ma non si decide a scendere:””Ieri e questo pomeriggio è venuto a parlarmi Salvini il quale mi ha anticipato l’intenzione di interrompere questa esperienza di governo e di andare a votare per capitalizzare il consenso di cui la Lega gode attualmente. Ho già chiarito a Salvini che farò in modo (continua ...)
Daje Carlè non fare il furbetto…
“Ho chiesto una mobilitazione online per tener vivo da qui a settembre lo sdegno contro ciò che Salvini ha fatto. Abbiamo raccolto in due giorni più di trentamila firme. Oggi ci viene detto che la raccolta firme va bloccata, sostituita o unita a quella improvvisamente annunciata dalla segreteria Pd. Avverto forte il rischio di cadere nel ridicolo. E per questo stoppiamo subito la raccolta e così evitiamo ogni polemica. Sono sempre dell’avviso che una parte rilevante del Pd stia attaccando ancora il Matteo sbagliato”. Di firme ne sono state raccolte oltre 30 mila attraverso i comitati civici di Ritorno al Futuro. Pare che la maggiore preoccupazione di Zingaretti e del fido Calenda sia proprio la capacità di mobilitazione dell’area più vicina a Matteo Renzi e prevalentemente esterna al Pd: “Ecco qui. Con 15 minuti di duro lavoro ho fuso le due petizioni per le dimissioni di Salvini. Che ne (continua ...)
“Nessun governo con il M5s è alle porte” …ma lasciamo aperte le finestre
Era inevitabile che il Pd precipitasse nello stallo. E di li è difficile emergere. Matteo Renzi ha con ostinazione incomprensibile giurato fedeltà a quello che in ogni occasione, fino a mostrarsi irritato, ha detto essere il suo partito, dichiarando lealtà al suo segretario Zingaretti. Ma altrettanto ostinatamente ha sempre escluso qualsiasi dialogo/intesa con il M5S. Il #senzadime al senato rende di fatto impossibile che il Pd possa indossare il gilett giallo: “se qualcuno vuole davvero fare l’accordo con i Cinque Stelle ci provi, alla luce del sole, senza dover attaccare me. Io non condivido questa scelta e per il rispetto che devo a chi mi ha eletto nel collegio, non voterò la fiducia a un Governo PD-Cinque Stelle. Chi vuole provarci lo faccia: nessuno potrà impedirmi di oppormi ad alta voce come è mio diritto. E come è mio dovere. Si può rinunciare a una poltrona, come io ho (continua ...)
“Gli do 30mila euro”
Il filone romano dell’indagine ruota attorno ai rapporti tra Arata e Siri, dimessosi per questa vicenda, ma nei giorni scorsi presente al tavolo dell’incontro organizzato da Salvini con le parti sociali, in qualità di esperto economico del Carroccio: “Gli do 30 mila euro perché sia chiaro tra di noi, io ad Armando Siri, ve lo dico…”. Queste le parole pronunciate dall’imprenditore Paolo Arata, indagato dalla procura di Roma, nell’intercettazione ambientale in cui tirerebbe in ballo l’ex sottosegretario alle Infrastrutture, anch’egli finito nel registro degli indagati per l’accusa di corruzione. L’intercettazione risale al settembre del 2018 ed è contenuta negli atti depositati dai pm di piazzale Clodio in vista di un incidente probatorio fissato per il 25 luglio prossimo. Arata parla alla presenza di suo figlio Francesco e di Manlio Nicastri, figlio dell’imprenditore Vito accusato dai pm di Palermo di essere vicino a Cosa Nostra. I Nicastri da alcune settimane (continua ...)
Le teste che cadranno saranno due o nessuna…
  Proveranno a ricucire. Torneranno a parlarsi prima di mercoledì quando il premier Giuseppe Conte parlerà  in Aula al senato sul caso dei fondi russi. Matteo Salvini ha scelto di essere tra i banchi della Lega a segnare il distacco. Il governo sopravvive in vista di un possibile incontro chiarificatore tra Salvini e Luigi Di Maio. La vera sfida è con  Conte, messo nel mirino anche dai governatori del Nord sull’Autonomia. E il capo del governo non accelera. Sembra ostentare l’asso nella manica. Qualche garanzia di sopravvivenza l’avrà ricevuta dal Quirinale che prima di sciogliere le Camere dovrà verificare il sussistere di una possibile maggioranza. Tutti o quasi invocano lo scioglimento delle Camere escludendo soluzioni diverse. Mentono spudoratamente. Nessuno ha interesse a sciogliere le Camere per consentire a Salvini di riscuotere le previsioni dei sondaggi perché, se si votasse, Salvini potrebbe sperare in una maggioranza di destra (Lega, Fd’I, (continua ...)
Quel Borrelli lì…
  E’ giunta la fine anche per lui. Meno dolorosa di quanto lo sia stata per Bettino che morì di crepacuore. Per Bettino non ebbero pietà. Per lui piansero i suoi compagni socialisti e i pochi amici che gli rimasero fedeli. La morte vorrebbe cancellare la vita e i (continua ...)
Statuto CGIL, Art. 1: Autotutela solidale e collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti…
“Ai Segretari Generali Landini, Genovesi, Gesmundo, Penna, Peluso, Bardinella: Sono Iginia Roberti, la compagna che dopo circa 35 anni  di lavoro nella CGIL, (in Confederazione dal 1985 al 1993) è stata licenziata dalla FILLEA CGIL di Taranto, in forza dal 1/04/1993, violando le regole etiche e morali su cui si fonda da sempre la CGIL. Il licenziamento mi è stato comunicato verbalmente in data 07/05/2019. Sono una donna di 35 anni, monoreddito, senza altra forma di sostentamento, ed ho purtroppo, due parenti disabili, mio fratello dalla nascita e mia madre affetta dal morbo di alzheier. Nonostante le patologie non ho mai richiesto di usufruire di un solo giorno di permesso e sono stata sempre presente anche nei momenti difficili che la categoria ha attraversato negli anni, dando la mia disponibilità in tutte le ore. Vi preciso che revocando il licenziamento potrei usufruire di due anni, in applicazione della legge (continua ...)
“Cocco Bill: CiccicoccoMatt
Ad inventarlo con l’inchiostro di china fu Lisca di Pesce. Così veniva chiamato Jacovitti per l’ ideogramma con cui timbrava le sue tavole. Cocco Bill, un pistolero tutto d’un pezzo sempre pronto a respingere gli immigrati. per difendere i confini del suo personalissimo Far West. Pare che il suo (continua ...)
Se CoccoBill è Ministro dell’Interno…
I principi fondamentali della legge del mare, del soccorso internazionale e della solidarietà resistono. Nella notte di ieri ottantatré migranti pachistani, dodici dei quali minori non accompagnati, sono sbarcati sull’isola di San Pietro. Senza clamore, lontano dai riflettori e dalle tifoserie di CoccoBill, i  migranti sono stati trasferiti all’hotspot (continua ...)
E’ possibile licenziare e anche se non hai ragioni, paghi una multa e sei a posto…
“Questa mattina insieme alla @flaicgil siamo stati a Francavilla dove si radunano i #braccianti, dove i #caporali raccolgono i nuovi “schiavi”, dove uomini e donne cercano un lavoro, dove imprenditori rigorosamente bianchi sfruttano altri uomini#torneremo non li lasceremo soli” Peccato che Maurizio Landini non abbia trovato il tempo di (continua ...)
Distintivo, chiacchiere e tanto letame..
Nel 1930 il proibizionismo ha trasformato Chicago in una città in guerra. Gang rivali competono. È il tempo dei grandi capobanda. “Sei solo chiacchiere e distintivo” è la frase di Capone ormai destinato alla galera che poco si addice all’agente federale Eliot Ness che lo ha incastrato . Ma si (continua ...)
C’era una volta il Pd, il partito dei sindacati…
L’IPSOS ha pubblicato alcuni giorni fa un sondaggio  per Linkiesta: il 43,7% degli iscritti ai sindacati alle europee ha votato per Lega e Movimento 5 Stelle. Ad essere attratti dalle sirene giallo verdi è stato il 40% degli iscritti alla Cgil. Non è una novità. E’ noto infatti che alcuni (continua ...)