Una giornata particolare

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(di Mattia Giorno)∗

Stiamo tornando. E’ cominciata alla mezzanotte di ieri. Col pullman è sempre una faticaccia. Ma questa volta n’è valsa la pena. Non potevo mancare. Penso che questa calda giornata romana di fine ottobre resterà scolpita fra i miei ricordi più belli. Non è che la politica ne offra molte d’occasioni ad un giovane che vuole impegnarsi battendosi per valori condivisi.

Matteo ha questo merito. E’ riuscito a coinvolgerci con il suo entusiasmo, con la sua carica umana, con una sfida che se vinceremo, e dopo questa giornata, statene certi che torniamo tutti nelle nostre terre per vincerla, potremo dire, potrò dire: io quel 29 ottobre del 2016 c’ero. Ero con lui e con tanti altri, tantissimi altri in Piazza del popolo a cambiare l’Italia. Oggi molti di noi, quelli della mia generazione,  hanno ricordato i propri nonni, quelli che dopo gli anni bui del fascismo e della guerra seppero riconquistare la libertà, e scegliere la Repubblica. Proprio perché abbiamo rispetto, grande rispetto del passato, dobbiamo costruire il futuro.

E’ stato bello tornare ad abbracciarsi in piazza per cambiare l’Italia. “Tocca a noi decidere se costruire il futuro o fare come quando passa il treno e non si sale: per paura, per pigrizia, per ritardo. Noi ci dobbiamo salire sul treno e guidarlo”. Perche noi siamo quelli che non dicono Vaffa ma provano insieme a fare una proposta per il futuro del paese, Va bene gridare e pretendere onestà ma non basta.  Il nostro compito è cambiare l’Italia, la politica deve essere competente per essere propositiva e concreta

Matteo oggi ci ha chiesto più forza per una battaglia che non è demagogica e populista contro l’Europa ma serve a restituire l’anima ad un Europa che l’anima l’ha persa.

C’è chi ancora una volta vorrebbe farci tornare indietro. Vorrebbe continuare a sollevare nuvole di dubbi e perplessità per interrompere un processo riformatore. Basta un si per sconfiggerli e noi in questi giorni correremo verso quel filo di lana, lo faremo con l’entusiasmo che oggi abbiamo raccolto. Proveremo a portarlo fra la nostra gente. Con pazienza ed umiltà. Proveremo a discutere sciogliendo ogni riserva con la forza della ragione. Non c’è più tempo per le sterili polemiche. La preparazione psicofisica dei giovani è tale da rendere il meglio negli ultimi chilometri di questa estenuante maratona. Trentasei giorni per tagliare il traguardo e cambiare il paese. Un forza autenticamente progressista può farcela ed ha il dovere di farcela.

∗Mattia Giorno Presidente Giovani Democratici Taranto

 

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