A proposito di bilancio:

Potrebbe essere un buon test politico attitudinale per scegliere i futuri amministratori. Alcuni si spingono in interpretazioni azzardate ignorando la norma, altri fantasticano su inesistenti rinvii. Il Ministro dell’Interno con decreto del 29 marzo 2017 ha fissato per Taranto ed altri comuni le consultazioni per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, per domenica 11 giugno 2017. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci avrà luogo domenica 25 giugno 2017. Il Consiglio Comunale entro e non oltre oggi deve provvedere all’approvazione del bilancio per non incorrere in quanto previsto dal dispositivo dell’art. 141 Testo Unico degli Enti Locali

  1. I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno:
  2. c) quando non sia approvato nei termini il bilancio. c-bis) nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del consiglio è adottato su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1, trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, l’organo regionale di controllo nomina un commissario affinchè lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al consiglio. In tal caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio. 2-bis. Nell’ipotesi di cui alla lettera c-bis) del comma 1, trascorso il termine entro il quale gli strumenti urbanistici devono essere adottati, la regione segnala al prefetto gli enti inadempienti. Il prefetto invita gli enti che non abbiano provveduto ad adempiere all’obbligo nel termine di quattro mesi. A tal fine gli enti locali possono attivare gli interventi, anche sostitutivi, previsti dallo statuto secondo criteri di neutralità, di sussidiarietà e di adeguatezza. Decorso infruttuosamente il termine di quattro mesi, il prefetto inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio.
  4. Nei casi diversi da quelli previsti dal numero 1) della lettera
  5. b) del comma 1, con il decreto di scioglimento si provvede alla nomina di un commissario, che esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso.
  6. Il rinnovo del consiglio nelle ipotesi di scioglimento deve coincidere con il primo turno elettorale utile previsto dalla legge.
  7. I consiglieri cessati dalla carica per effetto dello scioglimento continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni loro eventualmente attribuiti.
  8. Al decreto di scioglimento è allegata la relazione del Ministro contenente i motivi del provvedimento; dell’adozione del decreto di scioglimento è data immediata comunicazione al Parlamento. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
  9. Iniziata la procedura di cui ai commi precedenti ed in attesa del decreto di scioglimento, il prefetto, per motivi di grave e urgente necessità, può sospendere, per un periodo comunque non superiore a novanta giorni, i consigli comunali e provinciali e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente.

Altro sono le responsabilità politicoamministrative di chi dovrebbe provvedere. In ogni caso è un po tardi per chi oggi vorrebbe mandare tutti a casa e non lo ha fatto prima avendone la possibilità dalla maggioranza e chi dalla opposizione è venuto in soccorso. Meglio sarebbe ammettere che tutti o quasi hanno preferito restare per non andare a casa.  Ma anche di chi prima di sollecitare  gli altri farebbe bene a garantire la propria presenza… fatte salve le giustificazioni d’ impedimenti per cause di forza maggiore che andrebbero opportunamente valutate. Ma la fiera delle ipocrisie sta per terminare, almeno per ora. Speriamo che non si riproponga: molto dipende da noi!

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