Un menù senza mortazza…

Dieci anni del Pd: oggi Walter Veltroni, Paolo Gentiloni Matteo Renzi al teatro Eliseo festeggiano i dieci dalle prime primarie Dem, ma il  presidente della prima assemblea del Partito Democratico non ci sarà. Invitato o non invitato di certo ha declinato.

A parte Dario Franceschini molti ex non ci saranno: dicono di essere passati a miglior vita Pierluigi Bersani e Guglielmo Epifani. Sarà vero? Difficile da credere ma in ogni caso non sono più nel Pd.

Non ci sarà Parisi. L’ex ministro, del decennale pd che coincide con la fiducia posta al Rosatellum, parla di “lutto”: “Il varo del Rosatellum ci chiama a riconoscere che l’illusione della democrazia governante è ormai alle spalle. Spero che la fiducia che lo sta portando in porto non costituisca un precedente per tentazioni di segno esattamente opposto”. Ma dal partito democratico arriva la replica. “La legge elettorale approvata dalla Camera non è la migliore ma è l’unica possibile in questo momento con questo Parlamento”, replica Maurizio Martina. Quanto al decennale del Partito democratico, ” sarà un momento di festa e riflessione aperto a tutti con grande rispetto per le storie e i contributi personali che hanno attraversato e attraversano ancora oggi la nostra comunità”.

Non ci saranno con le loro storie personali, Rosi Bindi, Francesco Rutelli, Enrico Letta.

E Romano  Prodi riferendosi alla legge elettorale dice: “Davanti ai giornalisti mi rifiuto di rispondere anche sotto tortura…sono sempre stato per sistemi non proporzionali ma che, in qualche modo, raggruppino le energie politiche di un Paese”. È, il suo commento nel corso di un convegno, uno di quelli a cui non manca mai, a Bologna per l’anniversario di Emeca, l’associazione che include 22 delle più importanti fiere europee.

“Sono 20 anni – ha spiegato Prodi – che ripeto che un sistema elettorale non è fatto per fotografare un Paese, ma per fornire un governo. Quindi sono sempre stato per sistemi non proporzionali ma che, in qualche modo, raggruppino le energie politiche”. In Europa “credo che tutti adesso abbiano bisogno di sistemi elettorali che obblighino ad un consolidamento dello Stato”. “Il sistema elettorale tedesco che è stato formidabile per tanti anni non è più adatto quando il numero di partiti cresce. Il proporzionale non è una legge che regge alla numerosità dei partiti. Adesso è un problema che Germania, Spagna e Italia devono ancora mettere a posto. Ma non sarà facile per un Paese straordinariamente stabile come la Germania mettere mano ai suoi assetti elettorali”, figuriamoci per l’Italia…

Dieci anni per pochi intimi quindi. Un menù meno ricco che racconta la storia del partito alla platea: Carciofi alla giudia e ribollita. Non ci sarà la mortazza, saranno più digeribili?

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