“ e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.”

La lezione non è servita!

La retorica non serve. Se non a coprire le ambizioni personali.

Ho provato a spiegarlo inutilmente nei giorni scorsi a chi s’illudeva ancora una volta di “condurre il gioco”…

Non funziona più. Smettiamola di pensare che gli elettori siano un gregge da portare al pascolo. Sono più svegli dei pastori che non riescono più a farsi sentire, perché non hanno nulla da dire!

Chi s’illude che “Tutto deve cambiare perché nulla cambi” è alla canna.

Qualcuno s’era illuso che un pezzo di carta fosse inteso come il cambiamento necessario. La grande conquista sarebbe stata farglielo accettare…perché da li partisse il cambiamento magari con una soluzione salomonica. E’ andata peggio, come avevo previsto. Si è consumata una sceneggiata che lascia delusi i protagonisti ma ancor più gli esigui spettatori che hanno reclamato il rimborso del biglietto…

Chi è passato per vedere, chi per sentire, chi per aspettare un arrivo annunciato e mai avvenuto… Io non c’ero. Ho scelto di non esserci per non assistere all’incoerente adattamento al nuovo, ma nel contempo l’incapacità vera di modificare se stessi:  “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi“. La furbizia del giovane Tancredi non andrà lontano. Sono certo che non ci sia più nulla da fare! L’uscita di scena di don Fabrizio è più dignitosa di fronte all’inarrestabile declino “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.”

 

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