Tirreno power: stop al carbone.

La magistratura savonese ne dispose il sequestro per presunte violazioni all’Aia nel marzo nel 2014 e da allora furono fermati. I gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell’inquinamento nonché la mortalità dei residenti e l’aumento delle malattie respiratorie. Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell’azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo più efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. Per questa inchiesta è stato chiesto il rinvio a giudizio di 26 persone, ex e attuali dirigenti e funzionari dell’azienda e vari componenti dei Cda. L’accusa è di disastro ambientale e sanitario colposo. Attualmente la centrale è in funzione solo in parte grazie all’alimentazione a metano. In questi giorni è cominciata la demolizione delle ciminiere degli impianti a carbone.

La centrale della Tirreno Power di Vado Ligure cessa così la sua alimentazione a carbone. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha firmato il decreto che riesamina l’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) all’esercizio della centrale termoelettrica della provincia di Savona aggiornandola e dunque cancellando la parte autorizzativa con il relativo quadro prescrittivo riguardante la produzione a carbone. il decreto del ministro dell’Ambiente giunge al termine di una complessa istruttoria e all’esito della Conferenza dei servizi del 9 novembre scorso. “Questo atto – spiega il ministro Galletti – sancisce definitivamente un nuovo corso per lo stabilimento ed è un passo in linea con gli obiettivi indicati nella Strategia Energetica Nazionale, che prevedono l’uscita dal carbone per l’Italia al 2025”.

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