il tempo dei Paolini…

C’era un tempo in cui la politica, con tutti i suoi limiti era cosa seria! I miei anni mi consentono non solo di ricordare ma di rivendicare con orgoglio quei tempi.  Quelli che la cronaca ha classificato come “prima Repubblica”, quando il Congresso di un Partito era occasione di scontro, confronto, analisi e proposta. Si vinceva o si perdeva con la partecipazione attiva degli iscritti. C’erano i finanziatori dei “pacchetti di tessere” che sul territorio cercavano e spesso riuscivano ad essere determinanti per i destini di quei territori e dei loro gruppi dirigenti. Ma nonostante loro c’era la politica e spesso le assemblee riservavano imprevedibili mediazioni: l’arte del compromesso. Ci si iscriveva e si sceglievano le correnti ed il passaggio da una corrente ad altra spesso era una scelta grave e sofferta che ti timbrava inesorabilmente come “traditore”.

I congressi socialisti degli anni di Bettino Craxi furono spesso spettacolari con la regia di Filippo Panseca. Ospiti di fama internazionale, Shimon Peres, Jacques Delors, Willy Brandt, Gary Hart, l’ ungherese Imre Pozsgay, il cileno Riccardo Lagos, la vedova del leader degli indios Chico Mendes e quella del palestinese Abu Jihad. Testimoniavano il consenso del movimento democratico socialista attorno al leader socialista. Il concerto di David Crosby organizzato dai giovani socialisti. E poi dibattiti, presentazioni di libri, mostre e il camper…

Il camper che da Milano a Rimini ebbe storie diverse e che per 65 minuti ospitò D’alema e Veltroni:  Alle 18.04 Amato aprì la porta. I tre entrano evitando la pressa di cameramen e cronisti.  L’incontro si rese necessario per valutare le modalità di svolgimento della nuova fase del partito ex comunista.

A Rimini su quel camper  Craxi firmò il suo sacrificio politico nel gran ballo in maschera della politica italiana. Massimo D’alema e Walter Veltroni raccontarono come volevano cambiare il nome al PCI. “Chiamatelo Partito Socialista” gli suggerì Bettino provocando in loro un flebile sorriso che non riuscì a mascerare il panico. Anche in quella occasione non ebbero il senso dello spirito. Erano li per strappare a Bettino la promessa che non avrebbe chiesto le elezioni anticipate. Fra la polvere dei regimi amici che gli crollavano intorno, gli elettori li avrebbero impallinati in mezzo al guado. Per carità di patria  Craxi  s’impegnò e promise. D’alema anni dopo ammise che Bettino fu di parola. Come avrebbe potuto sostenere il contrario. La lealtà era una qualità univoca. Quella stessa lealtà che alcuni mesi dopo non fu restituita a lui ed ai socialisti…

Oggi il camper bianco giallo e rosso targato bari 560056 è stato rottamato . Il treno di Renzi attraversando l’Italia si propone un viaggio di ascolto e di impegno. Ad  attenderlo nelle stazioni tanti tifosi, che aspirano a salire sulla “carrozza 59” per strappare  una foto. La politica è l’esercito del selfie nel tempo dei Paolini…

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