TARANTO S’E’ DEST(r)A!!!

Finalmente Taranto si avvia ad una svolta epocale, dopo il periodo buio della gestione Di Bello e quello più buio della gestione Stefano, ci avviamo verso il nostro personalissimo “new dealdi roosveltiana memoria, molti candidati hanno fatto loro la famosa dichiarazione del presidente degli Stati Uniti “Ovunque nella nazione, uomini e donne, dimenticati dalla filosofia politica del nostro governo, ci guardano in attesa di guida e di opportunità per ricevere una più equa distribuzione della ricchezza nazionale. Io mi impegno a sancire un nuovo patto [new deal] con il popolo americano. Questa è più di una campagna elettorale: è una chiamata alle armi.”. Certo il nostro ambito cittadino è più ristretto, non abbiamo un Roosevelt, ma il piglio combattivo, la chiamata alle armi ci sono e tutti ci sentiamo, ancora una volta, spartani dentro, pronti (si fa per dire) alla pugna, magari non tanto grande!

Unica differenza rispetto al passato è che non ci sono volantini per strada, pochissimi i manifesti affissi, niente comizi, ma solo qualche comparsata in qualche tv privata, tantissime telefonate e tanto spamming su internet. Tutti i sorridenti candidati sindaco, hanno stilato programmi belli e, a loro detta, attuabili, c’è molto ottimismo da parte loro e tanto disincanto in noi elettori non fondamentalisti (le cosiddette “banderuole”). I maggiori partiti si sono dissolti, Forza Italia è ai minimi storici, il PD è sottotraccia ed avanzano i partiti di protesta come il Movimento 5 Stelle (dato al 32 %) e la lista Cito che, secondo gli addetti ai lavori, saranno gli unici ad andare al ballottaggio.

E’ chiaro come il sole che gli ex grandi partiti non demordono ed ecco un rifiorire di liste dai nomi più fantasiosi a supporto di uno o dell’altro contendente, ma non hanno scampo e questo trasformismo non eviterà la loro Waterloo tarantina, quindi siamo salvi? Beh, no, non credo, perché tutti propongono soluzioni salvifiche salvo poi a trovare i necessari finanziamenti europei che prendono cani e porci, tranne noi. A quanto ne so io quei finanziamenti si ottengono dopo la presentazione di progetti e dopo avere dimostrato di avere un minimo di autofinanziamento; il comune, nonostante tutte le dichiarazioni di Stefano, permane in deficit e quindi neanche a parlarne e allora chi rimane? Ci dovrebbero essere degli imprenditori che, fiutando l’affare (ma è un affare?), si candidino a finanziare l’eventuale progetto, ma, altro interrogativo, a Taranto abbiamo imprenditori? Forse no, fatta eccezione per coloro i quali hanno la loro piccola attività commerciale (che pure sono Imprenditori), ma navigano in cattive acque, poi ci sono quelli che si definiscono tali, magari hanno società con un capitale sociale di seimila euro, quindi artigiani che hanno grandi idee, ma, ahimè, non hanno liquidità.

E’ un tragico rincorrersi la coda, un déjà vu che sa di stantio e che non promette nulla di buono, non c’è uno che abbia detto la verità (forse perché non vogliamo sentircela dire e quindi non lo voteremmo), non c’è uno che abbia avuto il coraggio di dire, non ci sono soldi e non ci sono progetti immediatamente attuabili, potremo mettere le lampadine in alcune vie, qualche fioriera e tappare qualche buca, niente di più, ma vi promettiamo una amministrazione corretta, sarebbe stato molto più onesto!

La cittadinanza è stanca e, per molti versi, incazzata per essere sempre presa in giro, il commercio è al collasso, la disoccupazione è alle stelle, i giovani non hanno un futuro e vanno via impoverendo ancora di più la città, siamo invasi da immigrati, tutti i candidati hanno la soluzione ai nostri problemi, ma nessuno di loro è credibile. Molti appartenenti alla gestione Stefano ed alla di lui opposizione stanno tentando di riciclarsi, tanti si accontenterebbero anche di fare i consiglieri comunali pur di non lasciare la sedia e cadere nell’oblio, vi è una pletora di aspiranti che, nonostante tutto, sono riusciti a mettere insieme liste su liste a loro supporto, coinvolgendo anche poveri cristi che porteranno loro solo i voti della famiglia e di qualche amico che li voterà per pura carità cristiana… della serie tutto fa brodo. Ci sono un paio di persone degne di stima, ma non hanno nessuna possibilità di riuscita, sono troppo deboli.

Questo sarà un altro voto di protesta, è l’unica forma che conosciamo, molti voteranno il simbolo 5 Stelle senza conoscere le traumatiche problematiche interne che sta vivendo il Movimento a livello cittadino ed altri riesumeranno il vecchio Cito votando il di lui splendido figlio, chi vincerà? Vinceranno quelli che racconteranno meglio la favola della ripresa, quelli che ci faranno diventare d’emblée città turistica con tanta Cultura e tanta gastronomia, che chiuderanno l’Ilva, che l’ambientalizzeranno, che daranno pane e lavoro a tutti salvo poi a dirci che loro ce l’hanno messa tutta, ma l’opposizione, il governo, l’Europa, la Lega Pro, Topo Gigio, le condizioni climatiche ed il Papato hanno remato contro e quindi non se ne fa niente, se ne riparla in futuro.

Vuoi vedere che saremo costretti a rimpiangere il vecchio caro Ippazio?

Ai “postumi” l’ardua sentenza… con il Flit

sCassandro (sapendo di scassare)

Taranto, 23 maggio 2017

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