Stonne sempe ku ce vince…

 

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“Sospendo le iniziative a sostegno del Sì“. Ad annunciarlo è  stato Costanzo Carrieri, segretario provinciale del Partito democratico di Taranto e presidente dell’Area di Sviluppo Industriale .  La sua decisione  formalmente dopo la bocciatura, da parte della commissione Bilancio alla Camera, della deroga al decreto ministeriale 70 richiesta dal Governatore Emiliano. Fin qui i fatti noti. Altrettanto noto il contesto in cui i fatti si sono consumati. Qualcuno s’era forse illuso che fosse intervenuta una tregua tra il premier, segretario nazionale del Pd ed il Governatore pugliese. Forse anche per il fatto che il Segretario regionale pugliese del pd insieme al Sindaco di Bari si erano detti certi e garanti della tregua. Altri conoscendo i “caratteri” di entrambi i protagonisti si erano detti certi che non sarebbe durata. Ha circolato in questi giorni in rete il video di un dibattito  in cui il Governatore Emiliano si lancia in difficilissimi paragoni di altri uomini delle istituzioni ad attentatori della Costituzione! Paragonando questa Riforma Costituzionale alle terribili leggi razziali che il nostro Paese ha conosciuto e chi ha lavorato su questo testo agli autori di quelle leggi tristissime e infami, e persino accostandoli a chi fu contento di portare l’Italia in guerra. A tanta “spregiudicatezza” si sono opposti con coraggio  un gruppo di giovani democratici tarantini impegnati da settimane ormai nella campagna referendaria a favore del Sì che hanno pubblicamente sfidato Emiliano ad argomentare in un pubblico dibattito quelle sue opinioni. Non credo tuttavia che gli “osservatori” di Renzi avessero bisogno di ulteriori conferme ed è possibile invece che Emiliano aspettasse il momento decisivo per sferrare l’ultimo attacco. Che siano stati i sondaggi a convincerlo a rompere la tregua? Certo è che coloro abituati da sempre a salire sul carro certo del vincitore avrebbero preferito aspettare ancora una settimana. Ma questa volta non è così facile cambiar casacca. Bisogna schierarsi prima e tornare indietro dopo non sarà possibile. Quanto c’entra con tutto questo la città di Taranto e la deroga sul decreto lo capiremo solo vivendo…

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