“Io so io e voi nun siete un cazzo”

di Claudio Leone

 

Faccio i miei più sinceri auguri e complimenti a Giampiero Mancarelli per essere stato eletto segretario provinciale del PD di Taranto; da notare l’assenza di avversari (congressuali), causata probabilmente dal fatto che i suoi avversari (congressuali) storici ora sono tutti lì a sostenerlo e a suggerire nomi per i quadri dirigenziali. Giampiero lo ammiro perché è tanto che lavora per questo incarico, cercando di aggregare tutti gli scontenti della vecchia gestione del partito. Certo, fa strano vedere oggi un ex PCI come l’onorevole Vico sostenere insieme a Lonoce (da Vico definito ex centro destra) la stessa nomenclatura. Le due questioni che, a mio avviso, Giampiero dovrà attrezzarsi per superare sono: 1) nella sua squadra figurano molti degli autori del disastro elezioni amministrative 2016, in cui il centrosinistra nella provincia di Taranto è stato disgregato; consiglio a Giampiero di avere un atteggiamento diverso da chi, pieno di cazzimma, si è sempre presentato come il più forte e perciò il decisore ultimo, con il risultato di perdere anche quando si vince; 2) il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha già dichiarato di non riconoscere il nuovo segretario, e di conseguenza il PD, come interlocutore per le questioni che riguardano la città; a lui si aggiunge il Presidente della Regione Emiliano che come noto non nutre simpatie per il neosegretario. Questo quadro isola lui e il PD al di fuori di ogni contesto istituzionale della provincia se non nel comune di Martina Franca. Non è neanche immaginabile che il governo bypassi il comune e la provincia di Taranto per riferirsi direttamente a lui. Consiglio a Giampiero di riunire il gruppo consiliare tarantino del PD per cercare l’alchimia giusta per proseguire in maniera unitaria. Infine uno sguardo al futuro; il primo (enorme) scoglio che Giampiero dovrà superare è quello delle prossime elezioni politiche di primavera, in cui dovrà carpire la fiducia di decine di migliaia di elettori se non vorrà essere defenestraro; come suggerito dal suo segretario nazionale, farà bene a guardare a tutto il mondo associativo e movimentista progressista che orbita intorno al centro-sinistra (col trattino cossighiano), cercando di includere quanta più gente possibile nella visione di società del futuro che si proporrà in campagna elettorale, evitando di fare il Marchese del Grillo (“Io so io e voi nun siete un cazzo”).

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