Si proprie nu strunz…

pd-taranto-2

Ha continuato a girare in macchina intorno alla sede di via Principe Amedeo mentre qualcuno concordava con lui le condizioni per la sua partecipazione all’assemblea provinciale del suo(?) Pd al quale avrebbe detto “esci partito dalle tue stanze” per esorcizzarlo… Vengo parlo e me ne vado. Non voglio ascoltare nessuno! Pare abbia detto al suo interlocutore.

Non se ne parla nemmeno. Gli è stato risposto a muso duro. Vieni parli e ascolti anche gli altri. Quello che hanno da dire riguarda anche te. E il primo ad aver “cantato” senza rete è stato Michele Pelillo che di cose da dire a lui, al Governatore della Puglia, ne aveva da quel lontano 29 luglio   quando dovette subire dai “liberi e pensanti” il gavettone mentre si recava in Prefettura ad incontrare il Premier Renzi, anch’esso contestato al grido Assassino.

Ho subito gli insulti di 20/30 scalmanati tra cui i 2 leader dei liberi e pensanti; gli stessi 2 che tu legittimi venendo a Taranto ad ascoltarli prioritariamente; ma bada bene, non è un problema personale, altrimenti avrei alzato il telefono e ti avrei detto: Michele, sei uno stronzo! Ma non l’ho fatto

Michele Pelillo ha cercato  d’interpretare il clima del Pd Tarantino, uomini e donne che sono stanchi di subire le invettive del Presidente Pugliese sempre più lontano da loro e solidale di volta in volta con chi li contesta. Come nell’assemblea del SS Annunziata che Pelillo ha ricordato, quando ai cittadini ‘Liberi e pensanti’ lui, Michele Emiliano, ancora una volta ha preso le distanze da chi governa ed in particolare dal suo partito: “Lo so che a Taranto Pd è quasi innominabile… purtroppo, non è colpa mia.  Io sto dalla parte vostra. Ma io non lascio il Pd io combatto da dentro”.

La replica del Governatore non si è fatta attendere e come al solito è avvenuta “lontano” da loro, dai compagni del Pd:

“La riforma costituzionale è pessima, anche tecnicamente, e più la leggo più mi sembra invotabile”. A chi gli ha chiesto che senso ha rimanere in un partito con cui non si è d’accordo sui punti salienti ha risposto: “Ha senso perché il mio partito può cambiare linea ed io devo aiutarlo”. Ovviamente si capisce quale sia il partito a cui si riferisce. Il suo Partito. Quello di Emiliano in cui lui deve essere d’accordo solo con se stesso, se ci riesce. Potrà chiamarsi ancora Pd: partito demagogico…

FacebookTwitterGoogle+

Lascia un commento