In servizio permanente effettivo…

“La magistratura esamina i fatti liberamente. Ciascuno di noi è obbligato a collaborare. Ci mancherebbe pure che in una situazione in cui si indaga su un sistema di potere, questo sistema di potere avesse pure come risultato quello di eliminare dal gioco, per questa ragione, un suo avversario politico”

In questa dichiarazione di Michele Emiliano c’è la sintesi del suo pensiero. Contiene un riferimento generico all’esame “libero” dei fatti, una condanna implicita al sistema di potere in quanto sistema, l’individuazione  nell’avversario politico del colpevole mandante.

Il “capolavoro” è rappresentato dal successivo chiarimento: “Capisco che quando qualcuno è disperato, adopera ogni sistema per far fuori gli avversari” ma “credo come al solito che applicando le leggi e le norme e facendo il proprio dovere si risolve ogni cosa”. Sarà un lapsus freudiano,lo scivolone sulla buccia dell’inconscio ma evidente che applicando le leggi e le norme e facendo il proprio dovere si può tentare di far fuori l’avversario politico. Ogni mezzo e buono a partire dalla via giudiziaria. Contribuire a rendere “clamorosa” una indagine al momento opportuno può essere utile a prescindere dagli esiti della stessa.

E’ il pensiero di un Pm in servizio permanente effettivo. E’ ancora e sempre la rivoluzione di mani pulite teorizzata da Francesco Saverio Borrelli in una illuminante intervista del 93 … forse le conseguenze politiche possono essere tratte prima ancora di attendere la verifica dibattimentale. Perché di fatto già ora noi sappiamo… pertanto i processi non sono fondamentali per accertare la verità: basta l’indagine preliminare e quella sorta di ordalia che sulla base dei documenti dell’accusa troppo spesso si celebra sulle pagine dei giornali.

Il giustizialismo non si è spostato di un millimetro dall’assioma alla base di quella falsa rivoluzione, fondato “a prescindere” e ancora e sempre sulla gogna mediatica. Come impunemente afferma  Davigo, presidente dell’Anm la presunzione di colpevolezza va anche oltre l’assoluzione definitiva.

Si può azzardare che questo pensiero configuri un conflitto di interesse? Assolutamente no!

Si può impedire ad un teste di fare il suo dovere? Assolutamente no!

Si può pensare che un teste chiamato a fare il suo dovere di semplice cittadino Governatore pro tempore della Puglia dirigente ed autorevole esponente dello stesso partito dell’ex premier, ex segretario, “bersaglio implicito” di quell’indagine che ipotizza il “sistema di potere,  non è “opportuno” che si candidi al congresso come antagonista di quel “bersaglio”???

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